Blitz della Locale a Pré, intero palazzo trasformato in dormitorio e fumeria di crack

Situazione igienico sanitaria disastrosa al civico 6 di salita San Paolo, tra la Commenda e la stazione Principe: appartamenti trasformati in bagni o rifugi per persone ammassate in singole stanze

Un intero stabile con gli appartamenti trasformati, a seconda delle esigenze, in dormitorio per cittadini stranieri - spesso privi di permesso di soggiorno - fumeria di crack o gabinetto a disposizione di chi lo occupava.

È quanto hanno scoperto gli agenti della polizia locale del reparto Giudiziaria, del I Distretto territoriale e del reparto Sicurezza al civico 6 di salita San Paolo, tra la Commenda e la stazione Principe, prima fase dell’annunciata operazione proposta dal Comune al tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura, che ha portato alla creazione di una task force dedicata al centro storico cui oltre alla polizia Locale partecipano anche Agenzia del Territorio, Agenzia delle Entrate, Iren e Amiu.

Il primo intervento ha preso di mira uno degli stabili dove già in passato erano stati trovati laboratori e magazzini della contraffazione: 10 gli appartamenti controllati, 18 le persone identificate, di cui 17 straniere, 2 gli stranieri segnalati all’autorità giudiziaria, di cui uno destinatario di un divieto di dimora e l’altro senza documenti con sé. 

Nell’appartamento più popolato sono state trovate 6 persone: quasi tutti gli occupanti delle case non erano registrati come residenti, e hanno ammesso che pagavano per un posto-letto al gestore del dormitorio. Gli intestatari del contratto di affitto sono quindi stati sanzionati (la multa prevista per aver subaffittato ad altre persone omettendo di fare la prevista comunicazione di ospitalità in Questura è di 320 euro) e sui proprietari degli appartamenti, quasi tutti italiani, compresa una società, continuano le indagini condotte parallelamente e di concerto dalle varie realtà che partecipano all’operazione. Alcune case sono state affittate anche senza la fornitura dell’acqua, e la conseguenze diretta è stata che alcuni appartamenti erano stati trasformati in veri e propri gabinetti pieni di escrementi, mentre altri occupanti dello stabile si erano equipaggiati con taniche per cucinare o gettare acqua nel water presente.

Mentre era in corso la perquisizione dei primi appartamenti, qualcuno ha gettato dalla finestra nel cavedio alcuni oggetti contraffatti, mentre altra merce falsificata è stata trovato nella cantina di pertinenza di uno degli appartamenti. In quasi tutte le case erano presenti bombole del gas, alcune collegate a stufette utilizzate per riscaldare in inverno o per alimentare i fornelli delle cucine.

Uno degli appartamenti, sfitto, veniva occupato temporaneamente e ciclicamente da persone che lo usavano come fumeria: gli agenti hanno trovato tracce di marijuana, hashish e crack. La porta era stata sfondata dalle prime persone che per prime erano entrate (l’accesso è stato adesso murato), e sono stati rilevati anche alcuni abusi edilizi, tra cui muri abbattuti, porte spostate e appartamenti di grandi dimensioni frazionati senza alcun permesso.

Le diverse situazioni di mancanza d’acqua sono state segnalata all’ufficio abitabilità del Comune che invierà ai proprietari l’ingiunzione a non affittare prima di aver garantito un impianto idrico funzionante, e tutte le situazioni di irregolarità verranno approfondite nei prossimi giorni per verificare tutte le responsabilità.

«L’urgenza è quella di incidere sugli affitti in nero che incentivano l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali degli stranieri senza permesso di soggiorno che spesso vengono avviati allo spaccio - ha commentato l’assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino - L’obiettivo è individuare i proprietari, sciacalli che approfittano della situazione per arricchirsi, magari evadendo anche le tasse. Tenteremo anche di sequestrare gli immobili dormitorio. Voglio ringraziare in particolare l’Agenzia delle Entrate la cui partecipazione alle operazioni consentirà di ricostruire con precisione ogni eventuale situazione di illegalità anche di carattere tributario».

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