Accoltellamento in via Pré, continua la caccia all'aggressore

Gli agenti della Squadra Mobile stanno interrogando potenziali testimoni e requisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire all'uomo che ha aggredito un 40enne per un regolamento di conti

Resta ricoverato all’ospedale Villa Scassi, ancora sedato per ragioni mediche, il 40enne di origini nordafricane che lunedì sera è stato accoltellato al fianco da un altro straniero in via Pré, nel cuore del centro storico. L’uomo non sarebbe in pericolo di vita, ma la prognosi resta ancora riservata in attesa che le sue condizioni si stabilizzino.

Le indagini su quanto accaduto, intanto, proseguono: gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Marco Calì, stanno requisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza e interrogando potenziali testimoni che potrebbero avere assistito all’aggressione. A oggi, però, gli unici dati a disposizione degli investigatori derivano dal racconto iniziale che il ferito avrebbe fatto agli agenti della Municipale cui per primo si è rivolto per chiedere aiuto dopo essere stato ferito: la speranza è che la mancanza di testimoni venga sopperita dalle riprese, e dal racconto - se deciderà di farlo - del ferito.

Una prima ricostruzione sembrerebbe indicare un regolamento di conti, una lite tra pusher degenerata nel sangue, maturata però in un contesto sociale particolarmente degradato: fatti del genere in centro storico sono molto frequenti, come ormai sanno bene i residenti esasperati che ogni giorno si ritrovano a fare i conti con lo spaccio a pochi passi dai portoni di casa e che spesso sono parte attiva nel fermare il dilagare dello spaccio.

Dalle forze dell’ordine, però, arriva la rassicurazione: i controlli sono stati potenziati, numerosissimi spacciatori sono stati arrestati negli ultimi mesi durante i pattugliamenti in zona e alcune operazioni mirate, come per esempio quella dello scorso dicembre che ha portato all’arresto di 23 pusher grazie allo strumento dell’arresto ritardato, hanno inferto un duro colpo alle organizzazioni che si contendono la piazza del centro storico. 

Anche da parte del Comune è arrivato inoltre un contributo alla lotta allo spaccio, con la promessa di installare altre telecamere nelle zone “calde” che possano fungere sia da deterrente sia da utile strumento investigativo prima e probatorio poi. Non si allenta dunque la stretta sul centro storico, che già il questore Sergio Bracco, ai tempi del suo arrivo a Genova, aveva indicato come una delle aree più problematiche e a rischio della città.

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