Postamat incendiati, rivendicazione anarchica: «Gli attacchi continueranno»

A una settimana dal lancio delle molotov che hanno messo fuori uso le casse automatiche degli uffici di Castelletto e Oregina, i militanti di Croce Nera Anarchica rivendicano: «Solidarietà per gli arrestati di Torino»

Postamat incendiati, arriva la rivendicazione anarchica

Arriva la rivendicazione per i due postamat incendiati lo scorso 1 novembre a Castelletto e a Oregina: dal loro sito, i militanti della Croce Nera Anarchica hanno confermato di essere gli autori del gesto, che sarebbe una reazione agli arresti effettuati nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent” delle Digos di Torino, che ha fatto scattare le manette per 7 anarchici con l’accusa di “associazione con finalità di terrorismo”.

«Verba Volant, Scripta Manent, Ignis Ardent. Genova 01/11. Bruciati 2 postamat e 1 bancomat. Lo Stato incarcera, Mistral Air deporta, Unicredit finanzia Erdogan. Poste e banche continueranno ad essere attaccate. Solidarietà con Alfredo, Nicola, Sandro, Marco, Anna, Valentina, Danilo, Daniele e Divine», si legge sul sito di matrice anarchica.

Il riferimento è appunto all’operazione scattata lo scorso settembre, che oltre agli arresti ha portato all’iscrizione di altri otto anarchici nel registro degli indagati e a oltre 30 perquisizioni con unità cinofile effettuate dalla polizia in ventinove abitazioni fra Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. L’accusa è quella di avere piazzato tre ordigni esplosivi in Piemonte, uno nel quartiere Crocetta di Torino, il 5 marzo 2007, e due alla caserma Allievi carabinieri di Fossano, il 2 giugno 2006.

I fatti rivendicati oggi risalgono invece allo scorso martedì, quando sono state prese di mira con due molotov altrettante casse automatiche degli uffici postali di corso Firenze, a Castelletto, e di largo San Francesco da Paola, a Oregina. Sull'accaduto indaga la Digos di Genova.
 

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