Pontedecimo: detenuto incendia la cella, evacuato un piano del carcere

Pomeriggio difficile per la polizia penitenziaria nel carcere di Pontedecimo dove un detenuto ha incendiato la cella. Dopo circa un'ora e mezza è stata ristabilita la normalità del reparto

Intorno alle ore 16.10 di ieri presso il carcere di Pontedecimo un detenuto di origine somala, classe 1986, in carcere per reati relativi alla sfera sessuale, ristretto al piano terra dell'istituto, ha incendiato per protesta la propria cella. Il personale presente è intervenuto tempestivamente evacuando tutto il piano terra, facendo defluire altri detenuti nel cortile di passeggio.

Solo dopo aver liberato l'intero piano e messo in sicurezza i detenuti, compreso il fautore dell'incendio uscito incolume dal reparto, sono iniziate le procedure per spegnere con gli estintori l'incendio appiccato a diversi suppellettili presenti nella cella del somalo. Dopo circa un'ora e mezza è stata ristabilita la normalità del reparto e messo in sicurezza l'intera struttura. I poliziotti intervenuti, tre assistenti e un sottufficiale, dopo l'intervento hanno accusato dei malori e sono stati trasportati nel nosocomio cittadino dove è stata riscontrata loro l'intossicazione da fumo, con una prognosi di tre/quattro giorni.

«Per fortuna nulla di grave - dichiara Leo Beneduci, segretario generale Osapp -. Tempestivo ed efficace è stato l'intervento dei poliziotti penitenziari presenti che hanno salvato in extremis il detenuto dall'insano gesto. Lo stesso detenuto si era reso protagonista nel mese di marzo di un altro episodio: aveva cercato di impiccarsi e anche in quell'occasione il tempestivo intervento dei colleghi gli aveva salvato la vita. Il grande rammarico è che tali notizie non destino interesse nelle sedicenti associazioni a favore dei ristretti, atteso il disinteresse della politica e del Guardasigilli di turno. Un grosso plauso al personale che è intervenuto e a loro un augurio di pronta guarigione».

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