Ponte Morandi, Autostrade: «Pedaggi gratis, fondo per le vittime e nuovo ponte in 8 mesi»

Il presidente e l'amministratore delegato della società hanno illustrato il piano di aiuti messo a punto dopo la tragedia. Ma non si scusa per quanto accaduto prima dell'accertamento delle cause e delle responsabilità

Circa mezzo miliardo di euro stanziati per le famiglie delle vittime, un progetto di ricostruzione di un ponte meno impattante in 8 mesi, misure straordinarie per sbloccare la viabilità paralizzata: sono queste le promesse espresse da Autostrade per l’Italia durante la conferenza stampa organizzata nel giorno dei funerali di Stato per 38 delle 43 vittime del crollo di Ponte Morandi, avvenuto poco prima di mezzogiorno di un 14 agosto che rimarrà inciso nella storia.

Niente ammissioni di colpa sino a che non verrà fatta luce sulle cause

A illustrare il piano di aiuti e provvedimenti per i parenti delle vittime, per Genova e per la Liguria sono stati Fabio Cerchiai, presidente di Autostrade, e Giovanni Castellucci, amministratore delegato: «Ci scusiamo profondamente se non abbiamo dato la percezione di essere vicini alla città e alle vittime - hanno sottolineato i vertici della società - ma eravamo impegnati a mettere a punto soluzioni e interventi rapidi ed efficaci, senza badare ai costi, per dare una risposta concreta a Genova».

Scuse che non comprendono però la colpa per quanto accaduto: pur ammettendo le responsabilità («L’infrastruttura era di nostra proprietà»), sarebbe ancora «troppo presto per dare colpe e attribuire responsabilità esatte: sarà la magistratura - ha detto Castellucci - ad accertarle, e ci mettiamo a completa disposizione affinché la giustizia possa fare il suo corso e si capisca esattamente cos’è accaduto».

Le azioni per Genova, per gli sfollati e per le famiglie delle vittime

Nel rifiuto assoluto di discutere dei rapporti con il governo dopo l’annuncio dell’avvio dell’iter per la revoca delle concessioni, i vertici di Autostrade hanno quindi illustrato il piano per Genova: «La prima azione è stata aprire un fondo per le esigenze immediate delle famiglie delle vittime: dell’erogazione dei fondi ne discuteremo con il Comune, che gestirà il fondo stesso», ha specificato Castellucci, passando poi a illustrare i piani per la ricostruzione: «L’obiettivo è ripristinare il prima possibile il ponte per aiutare genova a rialzarsi. La prima preoccupazione è stata cercare di capire come ricostruire diversamente il ponte sul Polcevera, e dobbiamo ringraziare le imprese italiane che hanno interrotto le vacanze e sono venute a lavorare con noi per sviluppare un progetto serio e solido che ci consentirebbe di lavorare in parallelo su tanti fronti e di costruire un nuovo ponte in acciaio sul Polcevera in 8 mesi, che avrà anche un minore impatto sulla vallata».

I lavori, ha aggiunto Cerchiai, potrebbero partire già lunedì, ma tutto dipenderà dalle autorizzazioni e dal corso che farà l’inchiesta della Procura di Genova, che ha messo sotto sequestro i tronconi rimasti in piedi del ponte per gli accertamenti. Sarebbero però già stati previsti ulteriori fondi per fornire indennizzi a tutti coloro che dovranno lasciare le loro abitazioni in ottica di demolizione, con un corrispettivo calcolato sulla base della normativa regionale con cui viene individuato il giusto indennizzo per chi è costretto a lasciare la propria casa per infrastrutture e opere di questa portata.

Gratis alcuni tratti autostradali

In attesa di ottenere il via libera per la ricostruzione (e di scoprire come si evolverà il rapporto con il governo), Autostrade ha previsto una serie di interventi insieme con il Comune riguardanti la città: eliminazione totale del pedaggio per i tratti che vanno dai caselli di Pra’-Voltri a Genova Aeroporto e di Genova Bolzaneto e Genova Ovest, la ricostruzione della viabilità sul lato destro del Polcevera per raggiungere il porto, la ricostruzione della rotonda per l’innesto al porto, e la costruzione di una viabilità alternativa tra il porto di Voltri e Genova ovest attraverso lo stabilimento Ilva, da costruire in tempo record per dare un’alternativa ai mezzi pesanti.

Castellucci ha assicurato anche la disponibilità ad aiutare il Comune ad accelerare il lavoro di costruzione della “superstrada” a multicorsia in lungomare Canepa e relativo raccordo: «Sappiamo nel profondo che dobbiamo e possiamo dare tanto per Genova, e siamo determinati a farlo», hanno concluso i vertici.

Le cause del crollo e le responsabilità

Per quanto riguarda lo stato di Ponte Morandi prima del crollo, e l’accusa secondo cui Autostrade avrebbe ignorato gli avvertimenti sulla sua stabilità negli anni passati, Castellucci ha ribadito che le relazioni fornite sulla manutenzione della struttura testimoniavano buone condizioni, che sarà «oggetto di verifiche e perizie, come prima priorità. Sulla procedura d’urgenza per la manutenzione di cui si è già parlato, bisogna specificare che non era d’urgenza, ma ristretta: Ponte Morandi è una struttura molto particolare, e sono poche le aziende che possono partecipare a una gara relativa alla sua manutenzione. 

Sulle cause del crollo di Ponte Morandi, Castellucci e Cerchiai hanno voluto mantenere il più stretto riserbo, dicendosi certi che perizie e analisi accurate della struttura ancora in piedi e dei materiali daranno le risposte necessarie a capire cosa sia esattamente successo. Sull’ipotesi rottura degli stralli, avanzata come primaria dalla commissione d’inchiesta, Castellucci è stato categorico: «Ne sappiamo poco sinché non potremo effettuare le verifiche necessarie». 

La Procura (che indaga per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e attentato alla sicurezza dei trasporti) ha già acquisito i filmati delle telecamere della rete Autostrade installate sul tratto, anche se è poco probabile che le riprese possano fornire risposte: «La telecamera, orientabile, ha ripreso il ponte, ma la fortissima pioggia che cadeva in quel momento ne ha appannato la visuale - ha spiegato Castellucci - Con il crollo, poi, la telecamera è andata in black-out». 

Fondamentali, hanno ribadito i vertici di Autostrade, saranno le testimonianze di chi ha assistito al crollo, insieme con le perizie, i rilevamenti e le analisi. Sino ad allora, nessuna ipotesi verrà avanzata, anche se l’impressione ricavata durante la conferenza stampa è che quella sul fulmine che ha colpito gli stralli facendo vibrare i cavi d’acciaio contenuti nel cemento, creando una sorta di “reazione a catena”, sia quella su cui la società sembra puntare. 

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