Addio ponte Morandi alle 9.38: il racconto della giornata

Meno di 6 secondi per far sparire quanto restava del viadotto crollato il 14 agosto 2018: l'innesco è stato annunciato da tre colpi di sirena alle 9.37 e il ponte è imploso alle 9.38

Trascorsi 319 giorni dalla tragedia, alle 9.38 di venerdì 28 giugno, le pile 10 e 11 del ponte Morandi sono state fatte implodere, crollando l’una verso l’altra e decretando, di fatto, la fine del viadotto che il 14 agosto 2018 è collassato portando con sé la vita di 43 persone.

L'operazione è partita in ritardo a causa di alcuni intoppi nella fase di evacuazione: la Protezione Civile ha voluti assicurarsi che all'interno di due abitazioni del Campasso non vi fosse effettivamente più nessuno, e in un caso è stata costretta a buttare giù la porta blindata con i vigili del fuoco. Una volta confermato che la zona di 300 metri "off limit" fosse deserta, l'innesco è stato annunciato da tre colpi di sirena, alle ore 9.37, e il ponte è imploso alle 9.38, mentre il via avrebbero dovuto arrivare alle 8.45. 

In meno di 6 secondi (questo il tempo necessario perché anche le macerie si assestassero al suolo) il troncone est è sparito in una nube di polvere, le pile 10 e 11 si sono accartocciate sulla loro ombra in un silenzio attonito interrotto soltanto dal boato, che è stato avvertito in tutta la città, da Voltri fino a Sturla e al levante, e anche in diversi comuni della provincia. Poi gli applausi, liberatori, e uno sguardo allo skyline della Valpolcevera cambiato, ancora una volta, per sempre.

Alle 21 la "luce verde" per i rientri nelle case. Bucci «Amianto assente, valori come prima dell'esplosione»

Terminata la doppia analisi dei campioni da parte di Arpal, il sindaco-commissari Marco Bucci intorno alle 21 di venerdì, da via Fillak, ha annunciato che i valori dell'aria sono ritornati a quelli dei giorni precedenti l'esplosione, sancendo di fatto la riapertura di strade e autostrade, e soprattutto il rientro dei cittadini evacuati nelle loro case, prima delle 22. E infatti il messaggio della Protezione Civile che sanciva il rientro è arrivato alle 21.50, in contemporanea con l'avviso di riapertura di via 30 Giugno.

Esplosivo ed evacuazione: 300 persone nei centri, distribuiti oltre mille buoni pasto

«Siamo riusciti a ottenere i risultati della seconda tornata dei campioni sull’amianto, abbiamo in totale i 9 campionamenti del pomeriggio e i 9 serali di Arpal più i 9 della struttura commissariale - ha detto il sindaco Bucci al punto stampa delle 21 in via Fillak - abbiamo tutti i dati, che ci dicono che l’amianto è assente. Abbiamo ripristinato le condizioni come erano prima dell’evento di oggi, e ci sono le condizioni per dire che possiamo dare la luce verde. Siamo un po’ in anticipo, è questo è bene. Abbiamo detto ad Amiu di iniziare lo spazzamento, impiegheranno circa mezz’ora, 45 minuti, il che significa che alle 21.45 manderemo i bus a prendere le persone evacuate per riportarle a casa».

«Tutti hanno fatto un grandissimo lavoro, sottolineo che anche il Rina ha fatto un lavoro fantastico, non solo i demolitori. C’è una grande soddisfazione, da lunedì si inizia a ricostruire - ha aggiunto il sindaco ammettendo la commozione - Abbiamo bisogno di dimostrare al mondo, ma anche an noi stessi, che siamo capaci a fare grandi cose. Un’operazione come quella di oggi non ha simile nella storia, non solo per le dimensioni del ponte ma anche perché è fatta in mezzo alle case, e sapete quanti punti di domanda c’erano su questa operazione».

Addio al Morandi: il momento dell'esplosione. Video

Alle 15 riaperta la prima "fascia di attenzione"

Alle 15, come previsto da cronoprogramma, sono state riaperte le strade che si trovano nella fascia tra i 300 e i 400 metri dall'esplosione, mentre per i rientri nelle case evacuate dalle prime ore della mattina è necessario aspettare i risultati dei rilievi effettuati da Arpal: «Dalle 10 all’una stiamo facendo controlli sull’andamento del cantiere, dal punto di vista della stabilità e della sicurezza va tutto bene, non ci sono problemi - ha detto il sindaco-commissario Marco Bucci - È successo esattamente quello che ci aspettavamo. Per quanto riguarda le polveri, i risultati sia il PM 10 sia il PM 2.5 sono migliori rispetto a quelli che ci aspettavamo, i valori sono inferiori a quelli preventivati e dopo i primi 20 minuti sono rientrati sotto il limite dei 50, e dunque sotto soglia».

Rientri evacuazione, attesa per i risultati dei campionamenti sulla qualità dell'aria

Per i rientri dei 3.300 cittadini evacuati, Bucci ha confermato che il via libera verrà dato soltanto dopo che i monitoraggi di Arpal e Asl avranno dato valori positivi sulla presenza di amianto nell'aria. I primi dati verranno diffusi alle 17 e poi alle 21: «Anche se il primo turno, come ci aspettiamo, fosse positivo, aspettiamo il secondo, non ha senso correre il rischio - ha detto Bucci - Allo stesso modo faremo con le strade, un sacrificio, ma dobbiamo e vogliamo attendere: l'autostrada e via 30 Giugno apriranno soltanto quando arriverà il via libera per i rientri nelle case».

«Non appena avremo la luce verde da parte di Arpal e Asl - ha proseguito Bucci - faremo intervenire Amiu, che farà lavaggio completo del territorio, ad acqua, che comporterà mezz’ora tre quarti d’ora: finito il lavaggio faremo rientrare le persone. Verso le 22, 22.30, se tutto va bene potremo considerare la giornata finita. Abbiamo comunque previsto letti per tutti nel caso dovessimo ritardare». Bucci ha conferamto che entrerà insieme con Amiu nell'area dei 300 metri.

L’esperto di esplosivi Coppe: «L’operazione fa la storia»

«L'operazione non poteva andare meglio di così», ha detto in conferenza stampa Danilo Coppe, titolare della Siag di Parma e tra i massimi esperti internazionali di esplosivo. A lui è stata affidata la cabina di regia dell’esplosione, insieme con gli uomini del nono reggimento Col Moschin, che si sono occupati di minare e tagliare gli stralli.

«A me premeva non tanto far cadere il ponte, che più le cose sono grandi meno fatica si dia a farle cadere, mi premeva funzionasse il discorso dei getti d’acqua, io ho visto chiaramente che il muro che abbiamo creato per fare la cascata si va a raccontare con i muri che salgono, abbiamo creato un contenimento per le polveri come non si era mai visto, senza precedenti, e penso farà scuola questo sistema. Ovviamente era anche il sito ideale per farlo».

Dal punto di vista dei numeri: usati oltre 500 kg di esplosivi, già indicati mesi fa e preventivati, 250 kg a campata (la campata 11 ne ha richiesti 30 di più per minare gli stralli), 400 detonatori con 3 km di cablaggi, 2,2 km di miccia detonante. Nessun danno collaterale all’elicoidale né all’autostrada: «Sono andato subito a vedere la situazione, e ho constatato che non c’era neppur qualche pezzo di intonaco saccato, nessun segno di sofferenza, e anche il viadotto dell’A7 era in perfetto stato. Nessuna carica inoltre  rimasta inesplosa, già con i detonatori tradizionali o scoppia tutto o niente, con l’elettronico hai una certezza in più».

Esplosione ponte Morandi, il video in slow motion

In centinaia sulle alture per osservare l'implosione

Tanti anche i genovesi che si sono radunati in via Fillak (lato Certosa), nel parcheggio dell'Ikea, ma soprattutto sulle alture tra Coronata e Sampierdarena, per osservare l'esplosione. E la presenza di "curiosi" non ha mancato di sollevare qualche polemica, complici i disagi al traffico e il fatto che alcuni mezzi di soccorso siano rimasti bloccati a causa della presenza di auto sulle strette strade che salgono verso le alture del ponente, punti in cui era la visuale su quano restava del ponte era aperta.

Il Rina: «Grande soddisfazione per la riuscita dell'operazione»

Sull'andamento dell'implosione del Morandi ha avuto parole di soddisfazione anche Roberto Carpaneto, amministratore delegato di Rina Consulting, società responsabile del project management e della direzione dei lavori per la demolizione di Ponte Morandi.

«La soddisfazione per la buona riuscita dell'operazione di oggi è grande, poiché questa fase della demolizione è davvero molto delicata e ha delle specificità uniche, come la dimensione dell'opera e l'utilizzo di azioni di mitigazione imponenti, come mai in passato, che hanno permesso il contenimento della diffusione delle polveri».

«Ancora una volta - prosegue in una nota - l'estrema attenzione nei calcoli ha portato a verifiche tecniche precise ed affidabili che hanno contribuito al corretto svolgimento delle operazioni. Per noi, assicurarsi che i molti attori di un progetto così complesso si muovano all'unisono verso l'obiettivo comune, nel rispetto dei tempi e nel massimo della sicurezza è un compito sfidante». Al contempo, conclude, «il nostro ruolo di project manager ci dà il privilegio di essere tra i pochi soggetti che, non solo testimoniano la continua evoluzione del cantiere e dello skyline della città, ma che saranno coinvolti fino a quando il nuovo viadotto prenderà vita».

Implosione Morandi, le reazioni

Soddisfatto il sindaco di Genova Marco Bucci, commissario per la ricostruzione, che ha osservato l'implosione di quanto restava del Morandi dal ponte dell'Ikea insieme con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, poco dopo raggiunto dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta e dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Arrivato in ritardo (rispetto alle 9, orario dato come primo per la manovra) invece il ministro dell'Interno Matteo Salvini, arrivato poco dopo le 9, che immediatamente dopo l'esplosione non ha voluto rilasciare dichiarazioni: «Oggi è il giorno di Genova, il giorno di Marco Bucci».

«Dalle prime informazioni che abbiamo ricevuto tutto è andato secondo programma - ha detto Bucci pochi minuti dopo l'implosione - escluso un piccolo ritardo dovuto alla segnalata presenza di una persona in un appartamento chiuso con porta blindata che ovviamente abbiamo dovuto controllare. Dal punto di vista tecnico la procedura è stata rispettata al 100%  e ora siamo in linea col piano. Le centraline stanno funzionando e attendiamo i check, il primo alle 17 il secondo alle 21: sulla base dei risultati del secondo prenderemo le necessarie decisioni. Dai punti di raccolta ho informazioni positive nel senso che tutto va secondo programma.

«Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato oggi dalle forze armate ai demolitori, all'Ati, tutti hanno fatto un grande lavoro per un'operazione che non è mai stata fatta prima in un centro abitato. Ringrazio anche il presidente della Regione Toti e i ministri che sono venuti. Siamo sulla strada giusta, non è vero che Genova sta rinascendo ed èripartita, è sempre stata nel percorso di crescita che in questa giornata è stato accellerato per fare di Genova la città più grande e importante del Mediterraneo, che possa competere con tutte le città d'Europa. Questo è l'obiettivo e ce la faremo».

Il sindaco ha anche annunciato che il nuovo ponte si chiamerà, per i primi mesi, "Ponte per Genova".

Da Campi alle alture di Sampierdarena, l'addio al Morandi in meno di 6 secondi | Video

Il ministro Salvini, presente al fianco di Bucci e Toti, non ha voluto aggiungere inizialmente altro: «Oggi è il giorno di Genova, il giorno di Marco Bucci». Poi però, raggiunto qualche minuto dopo dai giornalisti, ha aggiunto: «Una giornata straordinaria per Genova, un caso unico al mondo di un intervento di questo tipo di demolizione e ricostruzione in mezzo alle case in un centro abitato. Ringrazio ingegneri, tecnici, operai e forze dell'ordine perché è stata una giornata unica. Per quanto riguarda chi ricostruirà siamo in buone mani, mi interessa solo che siano garantiti i posti di lavoro».

Commosso anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: «Pochi secondi che rimarranno nella storia di Genova, che può finalmente guardare al suo futuro. Grazie a chi ha lavorato e sta lavorando per tutti noi e per la nostra città. La demolizione è il risultato di capacità tecniche straordinarie e di una straordinaria unione di intenti dal punto di vista politico e amministrativo. Tutti hanno remato nella stessa direzione, dal 14 agosto Governo, Regione, Comune e istituzioni periferiche dello Stato hanno lavorato con abnegazione e serietà, ma anche con generosità, per rispettare le promesse fatte ai cittadini.  Credo che quello di oggi sia un evento che riavvicina la politica al Paese perché si è dimostrato che, quando si vuole, le cose si possono fare».

A commentare le operazioni anche il colonnello Yuri Grossi, comandante nono reggimento Col Moschin: «Le operazioni si sono svolte nel modo corretto, grazie alle misure di mitigazione sono stati contenuti gli effetti collaterali di una demolizione di questa dimensione. Un lavoro portato avanti per diversi mesi che ha consentito di limitare la propagazione delle polveri».

Il ministro del lavoro Luigi Di Maio è intervenuto invece con una diretta sulla propria pagina Facebook spiegando: «Sono a Genova, dove stamattina il ponte  Morandi è stato definitivamente demolito. Cominciamo a ricostruire  quel che ci hanno sottratto e io darò tutto me stesso perché venga finalmente fatta giustizia. Scordiamoci le passerelle, siamo il governo del cambiamento e dobbiamo mantenere fede alla fiducia che i cittadini ci danno ogni giorno».

Implosione Morandi: due persone all'ospedale

Due persone temporaneamente ospitate nei centri di accoglienza allestiti dalla Protezione civile sono finite  all'ospedale: una bambina di 12 anni che ha avuto un malore ed e' stata portata all'ospedale pediatrico Gaslini e un signore che, avendo dimenticato i farmaci in casa, è stato portato al Villa Scassi. Lo ha riferito la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale: «Le operazioni sanitarie legate alla demolizione del ponte Morandi si sono svolte senza criticità, due persone hanno avuto bisogno del trasporto in ospedale, ma le loro condizioni sono buone. Voglio ringraziare tutto il personale sanitario e i volontari che hanno lavorato per consentire che le operazioni odierne si svolgessero garantendo la salute dei cittadini».

Il monitoraggio dell'aria

Nove le centraline di Arpal per il monitoraggio dell'aria sistemate nei giorni scorsi, alle 12.45 sono stati ritirati i primi filtri per una prima analisi, per la quale saranno necessarie tra le due e le tre ore. Come confermato dal sindaco Bucci ci saranno poi due check alle ore 17 e alle ore 21 al termine dei quali verrà dato il via libera per il ritorno a casa degli evacuati, se tutto andrà per il verso giusto.

La situazione nei punti di accoglienza

Raggiunto telefonicamente da GenovaToday, il consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino ha spiegato che sono circa 200 le persone nei centri di accoglienza, molte meno rispetto al 50% preventivato. Sono invece molte di più quelle che hanno fatto richiesta per il buono pasto e che, dopo averlo ritirato hanno scelto di utilizzarlo per pranzare in uno dei ristoranti convenzionati.

Gli aggiornamenti sulle polveri

Intorno alle 12 è intervenuto, dal centro di coordinamento e soccorso della Prefettura, l'assessore alle infrastrutture Giampedrone, che ha spiegato: «Stiamo gestendo tutti i dati ambientali con i tecnici specializzati, i dati sembrano molto incoraggianti per quello che riguarda le polveri. Per quello che riguarda invece i tamponi con i dati dell'amianto arriveranno dalla polizia municipale intorno alle 13: questi sono sicuramente quelli più significativi che attendiamo perché consentiranno al sindaco Bucci di far cessare l'emergenza che è attiva da questa mattina ed eventualmente fare rientrare le famiglie evacuate nelle loro case».

Viabilità e traffico 

Intorno a mezzogiorno la viabilità risulta regolare anche nelle zone in cui le strade restano chiuse. «Non verranno riaperte sino al Via libera della struttura commissariale - ha sottolineato l'assessore alla mobilità Stefano Balleari - , dopo i risultati dei monitoraggi, quindi si parla di almeno tardo pomeriggio, ma la situazione è sotto controllo e non risultano particolari criticità».

Ponte Morandi: ecco come avverrà l'esplosione. Video

La circolazione dei treni riprenderà regolare dalle prime ore di sabato 29 giugno.

Strade, autostrade, treni e metro: modifiche e chiusure per l'esplosione del Morandi

Evacuazione iniziata alle 6

Il via libera per il ritorno nelle case è previsto infatti per le 22 di venerdì, previo via libera dopo i monitoraggi dell’aria: soltanto quando la nube di polveri si sarà dispersa, e i valori torneranno a quelli precedenti l’esplosione in tutta la zona, i residenti potranno rientrare a casa. Parecchie le modifiche al traffico scattate dalle 7: dalla chiusura di un tratto autostradale dell’A7 allo stop a parte della linea ferroviaria arrivando sino alle strade chiuse e al blocco della circolazione per i mezzi pesanti, la Valpolcevera (ma non solo) si ritrova ad affrontare un’altra giornata campale. E le preoccupazioni per le conseguenze dell’esplosione crescono, sopratutto per quanto riguarda polveri e fibre di amianto disperse in aria.

Caldo ed esplosione Morandi: medici e ospedali in allerta, le misure per i cittadini

Come detto, le procedure di evacuazione sono iniziate intorno alle 6: davanti a ogni civico coinvolto era presente un volontario della Protezione Civile che, lista alla mano, ha controllato che il palazzo si stesse svuotando e ha consegnato un cartellino con un numero a chi ha deciso di usufruire dell’offerta di trascorrere la giornata in un centro di accoglienza.  

Tutti sono stati informati preventivamente della destinazione finale, ed è stato indicato il luogo in cui la navetta li avrebbe aspettati per il trasporto. I centri sono stati allestiti nella scuola di Borzoli, nel Paladiamante, alla piscina di Lago Figoi, nella chiesa di San Bartolomeo della Certosa, nel Palafiumara, nell’istituto Don Bosco, nel centro civico Buranello e a Music for Peace. Nel corso della giornata saranno forniti i pasti o con pasti veicolati presso i punti di accoglienza dai volontari della Protezione Civile o con ticket da utilizzare presso ristoranti e bar convenzionati.

Morandi, tutto sull'esplosione: come crollerà, polveri e onde d'urto

Le persone over 75, quelle segnalate dall'Asl o dagli assistenti sociali, particolari invalidità temporanee (allettate per malattie o per infortuni) donne incinta dal terzo mese di gravidanza o con gravidanze a rischio sono state sistemate (per chi ha fatto richiesta) in strutture alberghiere già giovedì, e potranno restarci sino a sabato; «Sono tra le 350 e le 400 persone - ha spiegato il consigliere delegato Gambino -, ma non abbiamo comunque diviso i nuclei familiari».

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Le operazioni di evacuazione sono terminate, intorno alle 7.30, una donna residente in via Garello aveva rifiutato l'uscita da casa ma poi è stata convinta a seguire le procedure. Altri intoppi in via Spaventa dove i vigili del fuoco hanno forzato una porta per cercare un anziano che risultava ancora chiuso in casa, all'interno però non c'era nessuno: si trattava di un falso allarme. In un altro appartamento, invece, i pompieri hanno trovato due stranieri che, ignari della situazione, stavano guardando la televisione. I due sono stati accompagnati fuori.

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