Ponte sul Polcevera, inizia la ricostruzione

Firmato a Palazzo Ducale il decreto numero 12 del 5 aprile 2019 che sancisce l'inizio ufficiale della ricostruzione del nuovo ponte, al posto del Morandi

Nel pomeriggio di sabato 6 aprile 2019 è stato firmato a Palazzo Ducale il decreto numero 12 del 5 aprile 2019 che sancisce l'inizio ufficiale della ricostruzione del nuovo ponte, al posto del Morandi, crollato il 14 agosto 2018, provocando 43 vittime.

Soddisfatto il sindaco e commissario Marco Bucci: «Inizia la ricostruzione, oggi approviamo e firmiamo il decreto che autorizza il passaggio alla fase due della ricostruzione. Abbiamo ottenuto le autorizzazioni, sono state un percorso lungo e complesso, ma vogliamo andare in fretta, se coi binari si va lenti dobbiamo toglierli per andare veloce, vuol dire prendersi più rischi e dibattere molto, ma la struttura commissariale ha lavorato bene. La priorità resta la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori, dopo questo la priorità della città di Genova che ha bisogno del ponte e di continuare il percorso di crescita che non deve essere fermato. Dopo questo - ha detto ancora Bucci -, c'è la necessità di avere un'opera che deve essere significativa, bella, fatta in fretta, con costi giusti e fatta in modo giusto. Sono molto contento perché dopo circa 5 mesi di lavoro abbiamo raggiungo questo risultato, che in genere richiede qualche anno».

Sulla stessa linea il sub commissario Ugo Ballerini: Qquesta è un'approvazione a livello progettuale che consente di passare dalla fase di studio a quella esecutiva. Sono 34 mesi, senza intoppi, con questo tipo di opera, li abbiamo contenuti in 4 mesi e mezzo: abbiamo usato le deroghe non per evitare o aggirare i problemi, ma per affrontarli in modo più veloce ed efficace. Si passa a una fase paradossalmente molto più semplice, responsabilità restano sulla struttura ma anche sulle imprese».

Presente alla firma anche il vice ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi: «Questo passo è di interesse non solo economico ma anche sociale, per un intero quartiere e per tutta la città, siamo riusciti sino a oggi a risolvere brillantemente ogni problema sia dal punto di vista del cantiere sia per residenti di zona rossa e arancione, problemi che ci sono e vanno affrontati, siamo un caso unico in tutta Italia, un caso scuola, vogliamo realizzare un'opera sicura e fatta in tempi rapidi, salvaguardando vita e salute sia di chi lavora nel cantiere sia di chi vive nelle vicinanze».

E poi l'annuncio del sindaco Bucci «Questa notte iniziamo a tagliare la pila 5, una demolizione classica con taglio grazie alle gru, che può durare circa tre giorni, le restanti pile del troncone ovest verranno smontate in contemporanea. Dobbiamo inoltre ancora calare una trave, sarà fatto nelle prossime settimane, stiamo lavorando per mettere a punto le torri di supporto esterne alla pila 10, quattro sono già montate, altre due saranno montate nelle prossime due settimane, quando saranno montate tutte e sei sotto il ponte apriremo completamente via Fillak, poi faremo tre giorni di accesso alle case e inizierà la demolizione delle case. I primi giorni di maggio dovremmo essere in grado di avere la scelta finale e iniziare a demolire anche le pile 10 e 11. Ma tutto il ponte è ancora sotto sequestro, la parte est in particolare, anche i periti devono montare sul ponte, ma quando avremo il progetto pronto lo faremo vedere ad arpal Asl e procura per iniziare abbattimento delle pile 10 e 11».

«Un'ipotesi - ha concluso Bucci - che stiamo prendendo in considerazione è da mezz'ora prima dell'esplosione di mandare via tutti per due o tre giorni in albergo così dopo l'esplosione possiamo ripulire tutto quanto, è una delle ipotesi che stiamo prendendo in considerazione ma ce ne sono tante altre».

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Commenti (2)

  • Tra un paio d’anni anche i più ostinati sostenitori del governo dei folli si renderanno conto di quanto sia stato inopportuno approfittare dell’emergenza per rendere omaggio ad un’ archistar desueta e dare modo a degli apprendisti di esercitarsi nella costruzione di un ponte che, guarda caso, “ricorda la chiglia di una nave”, per giustificare l’applicazione della tecnica di costruzione delle navi ad un ponte, trascurandone la funzionalità, la durata, la sicurezza, il costo, il tempo necessario per la costruzione, l’impatto ambientale e i (proibitivi) costi di esercizio e di manutenzione (che ovviamente non verrà effettuata). A quel punto sarà anche chiaro per tutti che l’ “idea” dell’ archistar è stata DETTATA dall’esigenza di rendere fattibile l’affidamento dell’appalto a FINCANTIERI, e che le 14 campate di 50 metri, retaggio della preistoria dei ponti, servono a dare il tempo a FINCANTIERI di apprendere, prima di cimentarsi nella realizzazione delle 3 campate di 100 metri, che sono la quotidianità per qualsiasi costruttore di ponti

  • bravo sindaco e collaboratori ! tecnici solerti e preparati. Ottimo lavoro

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