"Pokemon Go" mania, tutti a cercare Pikachu nei caruggi

È arrivata ufficialmente in Italia da poche ore la nuova avventura in realtà aumentata: attivando il Gps e utilizzando la fotocamera dello smartphone è possibile vedere i famosi animaletti nel mondo reale

La nostra "prova sul campo" a Porto Antico

Catturare Pikachu in piazza De Ferrari, girare per il centro storico alla ricerca di un raro esemplare, perdersi nei caruggi per rinchiudere Charmander nella propria Sfera Pokè, oppure alzare lo sguardo e trovare un volatile immaginario nel cielo di Castelletto: è arrivata ufficialmente solo venerdì 15 luglio l'app per smartphone "Pokemon Go", e a Genova è già mania.

Tanto che - per supportare la community genovese di giocatori - è nata anche la pagina Facebook "Pokemon Go Genova": gli utenti parlano già di esemplari di Mr. Mime presso i giochi della Fiumara, di Lickitung nei giardini Melis di Cornigliano, e di una folta comunità di "cacciatori" intenti a cercare le loro prede soprattutto in zona centro e San Martino.

Qualche passo indietro per chi non conosce i famosi mostriciattoli: i Pokemon (parola che deriva dalla compressione dell'inglese "poket monsters") sono nati negli anni '90 in Giappone. Un fenomeno inarrestabile da cui sono derivati videogiochi, manga, cartoni, film, giochi di carte collezionabili, innumerevoli gadget e giocattoli che hanno accompagnato la crescita di tutti i ragazzi nati dagli anni '90 in poi. Arrivando al sodo, i Pokemon sono animali fantastici di tutte le forme, colori e dimensioni: i giocatori (così come i protagonisti dei cartoni animati) devono collezionarne il più possibile per diventare ufficialmente allenatori. Lo slogan infatti è "gotta catch'em all", ovvero "acchiappali tutti", una frase che tutti i ragazzi cresciuti negli anni '90 hanno sentito almeno una volta.

"Pokemon Go", sviluppato da Nintendo, è un'app per smartphone che consente di vedere i Pokemon sgambettare in giro per la propria città, o in casa, o insomma ovunque ci si trovi, collegando il cellulare al Gps e utilizzando la fotocamera. L'obiettivo naturalmente, seguendo le mappe del satellite, è trovarli e prenderli tutti. Il gioco, che prima di arrivare in Italia era disponibile in altri Paesi come gli Stati Uniti, è diventato un vero e proprio fenomeno di massa con circa 21 milioni di utenti attivi al giorno, tanto che si è dovuti correre ai ripari sottolineando importanti - ma a quanto pare non scontate - norme di sicurezza. Ad esempio non giocare mentre si sta guidando, non entrare in aree private per "cacciare" i Pokemon, non mettersi nei guai (magari attraversando i binari del treno per catturare Pikachu dall'altra parte della ferrovia, o finendo in un dirupo come già successo): insomma, sebbene il gioco sia interessante, sono pur sempre animali che in realtà non esistono.

L'altra faccia della medaglia (quella positiva) è che grazie a questo gioco - che assomiglia vagamente alle sfide di orienteering - molte persone possono scoprire luoghi bellissimi e poco conosciuti della propria città. Sempre che riescano a staccare gli occhi dal telefonino.

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