Demolizione Morandi, rinviata l'esplosione della pila 8

La decisione a margine della riunione del comitato esplosivi e il sopralluogo in cantiere

È stata alla fine rinviatra la demolizione con l’esplosivo della pila 8 (la prima nell’ambito del cantiere di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi), già annunciata e prevista per sabato mattina.

La struttura commissariale e l’associazione d’imprese cui sono stati affidati i lavori ha analizzato il report di Arpal sulla presenza di amianto e sostanze pericolose nel ponte, e dopo un ultimo sopralluogo con rappresentanti della prefettura e di Asl è stato deciso di lasciare in stand-by l'esplosione per approfondire i dati raccolti: «Attendiamo la valutazione sotto il profilo sanitario e ambientale per verificare la compatibilità di utilizzo degli esplosivi rispetto alla presenza di amianto - ha detto il portavoce della Asl - È necessario fare una valutazione fondata scientificamente. Tutte le valutazioni di questo tipo prendono in esame la possibilità non solo dell’utilizzo dell’esplosivo, ma anche di altre tecniche».

Il sindaco-commissario Marco Bucci ha già chiarito che «se dovesse essere confermata la presenza di amianto, abbiamo già pronto un piano B e anche un piano C», che con tutta probabilità si riferirebbe a uno smontaggio meccanico come già accaduto per gli impalcati, le sezioni che stanno tra le varie pile del troncone ovest. I tempi sarebbero però necessariamente più lunghi, e Bucci (che oggi riferirà sull'argomento in consiglio comunale) non ha mai nascosto il desiderio di seguire in maniera rigida la timeline cercando di risparmiare, se non giorni, quantomeno ore, in modo da iniziare la ricostruzione a breve.

Ad avere l'ultima parola, però, saràè stato il comitato esplosivi, che si è riunito in prefettura dopo il sopralluogo nel cantiere. Alla luce dei valori riscontrati, il prefetto Fiamma Spena ha quindi deciso di mettere in stand by la demolizione con esplosivo e la struttura commissariale potrebbe dover optare per un'altra soluzione. Che potrebbe essere aumentare le protezioni (maggiore irrigazione, reti contenitive e altri provvedimenti) o eliminare del tutto dal tavolo l'ipotesi demolizione con esplosivo.

Quello che è trapelato sinora è che nella pila 8, dunque, Arpal avrebbe trovato fibre di amianto. In percentuali non preoccupanti, certo, e molto al di sotto dei limiti di legge (soltanto in un quarto dei campioni raccolti durante in carotaggi), ma l’attenzione sul tema, sopratutto da parte della procura, è altissima. È sul tavolo del pubblico ministero Fabrizio Givri, infatti, che è arrivato l’esposto sull’amianto presentato dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dal comitato Liberi Cittadini di Certosa, e sono stati presentati da Gabriele Camomilla, ingegnere ed ex direttore della Ricerca e Manutenzione di Autostrade, nonché consulente di Ona, i progetti originali del viadotto Morandi in cui si parla esplicitamente di eternit, e cioè di amianto.

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