Parco sotto il ponte, dubbi e timori dei genovesi. La proposta: «Piloni rivestiti di piante»

Da un professore dell'Università di Catania l'idea di sfruttare la vegetazione per mitigare l'inquinamento. Intanto Stefano Boeri, architetto che ha vinto il bando, incontra i cittadini

«Questa vallata ha bisogno di verde, e il futuro dell’urbanistica è quello di aumentare la sostenibilità e con essa la qualità di vita»: così Stefano Boeri, architetto e progettista alla guida della cordata vincitrice del bando per il parco sotto il futuro ponte di Genova, ha commentato l’ipotesi di trasferimento del polo petrolchimico di Multedo alla foce del Polcevera, qualche chilometro a sud del “cerchio rosso” al centro del suo progetto. 

Boeri ha incontrato i cittadini all’istituto Don Bosco di Sampierdarena proprio per discutere del progetto, e la scottante questione del trasferimento del petrolchimico è inevitabilmente saltata fuori durante la discussione. Soprattutto perché Autorità Portuale, Regione e Comune hanno preso in considerazione l’ipotesi di spostarlo alla foce del Polcevera, in una zona, cioè, già duramente colpita dal crollo del ponte Morandi, e che nei piani futuri dovrebbe invece diventare un modello di vivibilità proprio grazie al progetto del parco sotto il ponte.

Da Catania la proposta: «Piloni anti-smog rivestiti di piante»

Proprio dall’Università di Catania è arrivato un progetto che incentiverebbe l’ecosostenibilità, e che potrebbe incontrare il favore di Boeri, ideatore del famoso "Bosco verticale" di Milano: “Carbon Sequestration” è firmato dal professor Rosario Lanzagame, ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente al Dipartimento di Ingegneria Civile di Catania, e l’azienda Planeta Srl. L’idea è quella di “rivestire” i piloni del nuovo ponte di piante in grado di assorbire Co2 e ridurre così l’inquinamento in modo naturale.

«Abbiamo già inviato la nostra proposta al Comune di Genova e alla struttura commissariale - ha detto Alfio Sciacca di Planeta Srl a PalermoToday - ci auguriamo possa realmente vedere la luce, nel frattempo continuiamo con le sperimentazioni in ambiente urbano».

A oggi il progetto del “Quadrante Valpolcevera” è ancora in fase di progettazione preliminare, che è poi la parte già finanziata, e sono disponibili circa 3 milioni di euro sui 12 stimati, provenienti da sponsor. Ma il sindaco-commissario Marco Bucci si è detto fiducioso che le risorse arriveranno, un po’ grazie a strategie di project financing, un po’ dallo Stato. 

Parco sotto il ponte, 3 incontri pubblici con i progettisti

Certo è che la sostenibilità ambientale è la caratteristica attorno a cui ruota l’intero progetto del parco sotto il ponte, che prevede la creazione di una sorta di  un anello rosso ciclopedonale (su cui l’ironia sui social si è già sprecata, con citazioni che vanno dai circuiti delle Hot Wheels al Signore degli Anelli) lungo circa 1 km e mezzo che attraversa un parco in cui verranno realizzati campi sportivi, percorsi pedonali, abitazioni, uffici e negozi, tutto alimentato con energie rinnovabili.

Il dibattito al Don Bosco è servito proprio a illustrare il progetto alla cittadinanza e a rispondere a dubbi e domande, e proprio per stimolare il confronto sono stati organizzati tre incontri con i progettisti, sempre al Don Bosco, il 16, il 21 e il 30 ottobre.

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