Genova in festa per Papa Francesco

Poco dopo le 8 di sabato 27 maggio 2017 è iniziata la giornata genovese del Pontefice, conclusa con la messa in piazzale Kennedy, alla Foce. Nel mezzo Ilva, San Lorenzo, Madonna della Guardia e Gaslini

Papa Francesco alla messa in piazzale Kennedy

Nove anni dopo Benedetto XVI, un Papa è tornato a Genova: Francesco I è atterrato al Colombo alle 8 della mattina di sabato 27 maggio, e la città l'ha accolto con un calore senza precedenti. Nel 2008 Ratzinger celebrò messa in piazza della Vittoria, ma oggi sono stati più del doppio i fedeli che si sono riversati nella zona della Foce per assistere alla messa di Bergoglio sul mega palco in piazzale Kennedy, circa 80mila persone che hanno voluto partecipare a uno degli eventi più attesi degli ultimi mesi.

La giornata del Pontefice, 12 ore molto intense, si è chiusa intorno alle 20, quando è arrivato in aeroporto per salire sull'aereo che lo ha riportato a Roma: la messa è terminata poco dopo le 19, sulle note di "Ma se ghe pensu" e con i ringraziamenti del cardinale Angelo Bagnasco, e i fedeli hanno iniziato lentamente a lasciare la zona della Fiera per raggiugere i bus turistiti e la stazione di Genova Brignole. Francesco, provato ma ancora sorridente dopo l'intensa giornata, ha dispensato ancora saluti e strette di mano prima di lasciare il capoluogo ligure.

Il programma della visita di Papa Francesco ha ricalcato quello del suo predecessore, con l'aggiunta della tappa all'Ilva e l'incontro con il mondo del lavoro: il primo abbraccio coi fedeli nello stabilimento di Cornigliano intorno alle 8.30 (guarda il video); prima di lasciare il microfono a Bergoglio, il saluto del cardinale Bagnasco: «Santità, grazie per essere a Genova. L'ambito privilegiato del rapporto della Chiesa genovese con la Città è da sempre il mondo del lavoro».

Papa Francesco ha esordito dicendo di avere preparato con cura le parole da pronunciare di fronte all'auditorio dell'Ilva: «il mondo del lavoro è priorità umana, una priorità cristiana, una priorità nostra e una priorità del Papa». E ancora «chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando gente non è un buon imprenditore è un commerciante» e «una malattia dell'economia è la trasformazione degli imprenditori in speculatori». Dopo la parola è andata a una lavoratrice precaria, la quale ha ispirato al Papa un gioco di parole, riscatto sociale o ricatto sociale? La platea ha risposto con un applauso. Poi Bergoglio ha raccontato un aneddotto, storie di vite narrate da persone che ha incontrato.

- L'ARRIVO A SAN LORENZO E IL DISCORSO AI RELIGIOSI-

Alle 10 Bergoglio è poi arrivato, come da programma, a San Lorenzo, dove ha fatto il suo ingresso in una cattedrale strapiena dispensando sorrisi e saluti e soffermandosi a scattare foto e stringere le mani dei fedeli.

Il video e le parole del Pontefice

«Non dobbiamo avere paura, nonostante questa tensione che ci tocca vivere - ha detto Bergoglio - Un cuore aperto, che ama, è esposto alla tensione, è il mondo in cui siamo». Francesco si è poi rivolto  ai vescovi, ai seminaristi e ai religiosi presenti in cattedrale, spiegando che «un prete statico, che invita a pregare a pappagallo, non è un prete, mi fa paura. Gesù non stava mai fermo. L'incontro con la gente è fondamentale, anche se so che è una croce: devi vedere tanti drammi, ed è una cosa che stanca l'anima».

- LA TAPPA AL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA GUARDIA - 

Alle 11,45 il Papa ha lasciato la cattedrale per dirigersi verso il Santuario della Madonna della Guardia. Durante la visita, Bergoglio ha risposto alle domande dei ragazzi, prima di pranzare con loro. L’evento è stato seguito dai detenuti del carcere di Marassi, in collegamento televisivo.

«Non siate "turisti" della vita - ha detto -  come coloro che fotografano tutto, e non guardano nulla. E poi riguardano le foto a casa, con superficialità». Infine l'invito a spargere la parola di Dio, con una divertente citazione di Fabio Rovazzi: «Andate a missionare»  Il discorso del Papa ai giovani.

- LA VISITA AL GASLINI - 

Altrettanta emozione e molte aspettative all’istituto Giannina Gaslini, dove Papa Francesco è arrivato intorno alle 16 a bordo della Papa-mobile, salutato dagli applausi dei presenti. Poco dopo ha fatto il suo ingresso in ospedale, accolto dal presidente Piero Pongiglione e dal direttore generale Paolo Petralia, e si è diretto verso i reparti di Rianimazione e Terapia Intensiva.

L'arrivo di Papa Francesco tra i piccoli pazienti del Gaslini | Video

Durante la visita, il Pontefice ha fatto il giro dei reparti per incontrare i piccoli pazienti ricoverati e i loro genitori, e sin dalle prime ore della mattina il personale dell’ospedale pediatrico ha portato avanti i preparativi per l'arrivo: le famiglie hanno esposto striscioni e cartelli con messaggi di benvenuto, e nel cortile interno è stato allestito uno spazio all’aperto dove Bergoglio ha tenuto un breve discorso di ringraziamento e incoraggiamento verso medici e pazienti, prima di ripartire alla volta della Foce poco prima delle 17. Tanta la commozione e l'emozione, e non è mancato qualche imprevisto: un giovane che stava tentando di fotografare il Pontefice è stato infatti spinto dalla calca, ed è caduto facendo un volo di 3 metri, fortunatamente senza riportare gravi ferite.

- L'ARRIVO IN PIAZZALE KENNEDY E LA MESSA - 

Pochi minuti dopo le 17 Papa Francesco ha quindi raggiunto con la Papamobile la zona di piazzale Kennedy, dove è stato allestito il palco per la messa: ad attenderlo migliaia di fedeli che sventolavano bandierine, striscioni, cartelli e palloncini, e che l’hanno accolto con applausi e grida di giubilo. Il Pontefice ha sorriso e salutato, e si è avvicinato al palco per dare inizio alla messa.

Nota curiosa, pochi minuti prima della cerimonia l'altoparlante ha annunciato che i fedeli intenzionati ad accostarsi all'eucarestia, ma celiaci, avrebbero potuto ricevere un'ostia speciale nei punti di distribuzione segnati con ombrelli verdi. Per tutti gli altri, il riferimento erano gli ombrelli bianchi disseminati in zona: la messa è durata circa due ore, e nel corso delle celebrazioni il Pontefice ha ricevuto alcune persone sul palco, tra cui una coppia di richiedenti asilo e una famiglia con i figli disabili. 

A concludere le celebrazioni ha pensato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente uscente della Cei, che ha ringraziato il Papa per avere deciso di visitare Genova: «Nessuno dimenticherà questo giorno, Santità, grazie. Vorremmo salutarla - ha concluso - con un augurio: che da oggi, quando guarderà il mare, non pensi solo alla sua Buenos Aires, ma anche alla nostra Genova, una città meravigliosa, avvolta dal vento, ma custodita da una conchiglia fatta di mare e di monti, di cielo e di terra. Una perla, che ha tante potenzialità da esprimere su tutti i piani. Siamo certi che da oggi lei ci abbia dato, con la sua persona, un forte impulso, una fiducia più profonda affinché Genova e la Liguria possa riprendere il largo per il bene di tutti».

Al termine della messa, il Papa è stato salutato dal coro che in dialetto genovese ha intonato «Ma se ghe pensu» (guarda il video), il celebre inno genovese scritto per rendere omaggio agli emigranti liguri in America Latina: anche i nonni e il padre del Pontefice partirono dal porto di Genova, diretti in Argentina.

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