Via Giotto e quel palazzo che non c'è più, ecco come cambia Sestri

Concluso il primo lotto dei lavori in via Giotto con l'abbattimento del civico 15, il palazzo che secondo i più fu la causa principale dell'alluvione che colpì Sestri Ponente nel 2010

Genova - A passarci vicino si nota qualcosa di diverso, è quel qualcosa è un palazzo che non c'è più, il palazzo "dei veleni" il civico 15 di via Giotto, a Sestri Ponente. Sono infatti conclusi i lavori di abbattimento dell'edificio dopo sessanta giorni di duro lavoro, ma soprattutto dopo anni di battaglie legali in primis per chiarire la proprietà del civico (venti anni di discussioni tra residenti e Demanio), in secondo luogo in seguito all'alluvione del 2010 che lo vide suo malgrado come "attore protagonista" e che fece prendere la decisione inevitabile dello sgombero e della demolizione.

Inutile dire quanti problemi creò questa decisione, con la Regione che dovette spendere ben cinque milioni di euro per acquistare l'intero immobile e 1 milione e 400 mila euro per abbatterlo. In più tutti i problemi "sentimentali" che questa decisione ha creato con tutti i residenti che non hanno mai preso di buon grado l'abbandonare una casa dove, per la maggior parte, avevano passato una vita intera (leggi le interviste ai residenti).

Ed ecco che a marzo del 2013 il civico tanto discusso non c'è più, pilone dopo pilone il palazzo è venuto giù, con dei lavori suddivisi in tre fasi: prima i piani alti demoliti all'intero dell'edificio, poi i lavori sono proseguiti fino al pian terreno e infine la terza fase ha visto la rimozione delle fondamenta. Il secondo lotto dei lavori prevederà ora la messa in sicurezza del Chiaravagna. Durante i lavori c'è stata anche la visita di Marco Doria e Claudio Burlando, visibilmente soddisfatti per quello che era l'andamento all'interno del cantiere.

Se ne va così un pezzo di storia a Sestri, un palazzo costruito nel 1953 e abbattuto 60 anni dopo per salvare il quartiere da future alluvioni. Ma c'è chi dice che il vero problema non sia solo il civico 15 e che dopo la demolizione il problema si sposti solo qualche "metro più in là", per non parlare di chi da anni si lamenta della pericolosità del Molinassi, che in via Vado nel 2010 fece contare i danni peggiori.

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