Uccide col veleno il marito dopo trent'anni insieme

A scatenare la follia omicida una relazione fallita con un altro uomo. La coppia aveva due figlie e abitava a Molassana. Sul caso indaga la procura

Erano una coppia come tante, con due figlie adolescenti. Finché nell'appartamento dove risiedevano a Molassana si è consumata la tragedia. Lei, 53enne assistente psichiatra, dopo aver portato avanti per alcuni mesi una relazione con un altro uomo, ha infine maturato l'idea di uccidere il marito. Per mettere in pratica il suo proposito, la donna ha somministrato per settimane un potente anti-psicotico al suo compagno fino a causarne il decesso. Si tratta dell’Haldol, inserito nel 2007 dalle autorità americane nella lista nera dei prodotti che possono causare l’infarto, anche a pazienti non cardiopatici.

A quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, la donna ha prelevato il farmaco-arma sul posto di lavoro, essendo impiegata all’Spdc - Servizio psichiatrico di diagnosi e cura - della Asl. Della vicenda si occupa il sostituto procuratore Walter Cotugno, che ha iscritto l’avvelenatrice sul registro degli indagati per «procurata incapacità». Non è da escludere che nei confronti dell'imputata vengano mossi addebiti più pesanti.

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