Nuovo ponte, il "varo" della prima campata con il premier Conte

A poco più di un anno dal crollo del Morandi, in Valpolcevera si inaugura il primo pezzo del nuovo viadotto autostradale alla presenza delle autorità

L'hanno chiamato "varo in quota", perché l'impalcato assomiglia allo scafo di una nave, proprio come voluto e disegnato da Renzo Piano, e perché avviene a 50 metri di altezza: oggi, martedì 1 ottobre, la Valpolcevera, ma anche Genova tutta (così come il resto d'Italia) sono pronte a vedere il proprio skyline cambiare di nuovo con l'inaugurazione della prima campata del nuovo ponte PerGenova, che a distanza di poco più di un anno prende il posto del Morandi, crollato tragicamente il 14 agosto 2018 portando con sé la vita di 43 persone.

Nuovo ponte di Genova, la cerimonia

La cerimonia, che segue quella della prima gettata, avvenuta il 25 giugno scorso, è partita per le 9.30 nel cantiere lato ovest. Il primo impalcato, pesante circa 400 tonnellate, lungo 50 metri e largo 26, verrà innalzato sulle pile 5 e 6 a un’altezza di 50 metri usando due maxi gru, una che manovra richiederà dalle 4 alle 5 ore, e che alla fine consentirà al gigantesco concio d’acciaio di prendere posto tra le due "staffe" già sistemate per accoglierlo. Una volta terminato - deadline ribadita dal sindaco-commissario Marco Bucci, aprile 2020 - il nuovo ponte, ancora senza nome, sarà lungo 1.067 metri e composto da 18 pile di cemento armato e 19 campate.

Ad annunciare l'avvio delle operazioni, poco dopo le 10, una sirena azionata dalle autorità. L'impalcato è poi salito sino a 50 metri di altezza, sollevato dalle due gru, e alle 11:17 è stato posato tra le pile 5 e 6.

Presente, all'ingresso del cantiere, un gruppo di manifestanti con lo striscione "Via le concessioni ai Benetton", così come già era accaduto durante la cerimonia di commemorazione delle vittime, lo scorso 14 agosto. I rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Regione e in Comune si sono fermati a scambiare qualche parola con il gruppetto.

Nuovo ponte per Genova, i discorsi delle autorità

Alla cerimonia hanno partecipato il premier Giuseppe Conte, il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, il sottosegretario Roberto Traversi, lo stesso Renzo Piano e gli amministratori delegati di Fincantieri, Giuseppe Bono, e Salini Impregilo, Pietro Salini, che insieme con Italferr fanno parte della joint venture PerGenova, cui sono stati affidati i lavori di ricostruzione. Presenti, ovviamente, anche il sindaco commissario Bucci, e il governatore ligure e commissario per l'emergenza, Giovanni Toti.

VIDEO | Nuovo ponte di Genova, Conte incontra parenti delle vittime e residenti della Valpolcevera

«È un grande giorno per la città che oggi vede un pezzo di ponte - dice il sindaco Bucci - che è un segnale importante, di crescita, di rinnovamento. Il ponte ha anche significati particolari, è in acciaio, assomiglia a una nave, ha i piloni robusti e vicini, simboleggiano il nostro dna e la voglia di lavorare. Stiamo marciando bene, in linea con il progetto. Le cose belle e importanti si possono fare anche in Italia, è un segnale di efficienza che mandiamo al mondo».

«Ricordo la prima volta che ho visto il disegno di questo ponte nel mio ufficio in Regione, così come mi ricordo come è cominciato questo percorso. Chi ha vissuto questo percorso, questo lunghissimo anno, conosce tutte le cose che sono state messe in fila per arrivare a oggi - ha proseguito il governatore ligure, Giovanni Toti - Siamo qua per il rispetto per le 43 vittime. Siamo qua e ci saremo ancora molte volte, fino a che non sarà finito, per rispettare le promesse fatte ai cittadini, promesse che sono state mantenute. Nel salire di questo impalcato c’è più di un’opera di ingegneria, c’è la dimostrazione che la buona politica può fare e mantener le promesse: vuol dire che questo Stato è un grande Stato quando è capace di ricostruire un ponte nei tempi previsti».

Renzo Piano ringrazia gli operai del cantiere: «Fate attenzione, lavorate in sicurezza»

Renzo Piano, autore del progetto del nuovo ponte, si è invece rivolto direttamente a quello che ha definito “un esercito” di mille persone che stanno lavorando alla costruzione: «Costruire è un gesto collettivo, un lavoro di gruppo, significa fare tutto insieme qualcosa di bello, e nel costruire nasce una cosa bellissima che si chiama solidarietà, costruire è un gesto di speranza, di fiducia, si potrebbe dire che è un gesto di pace nel senso più bello della parola, costruire un ponte è molto speciale, un ponte unisce, voglio quindi ringraziare tutte le persone che ci stanno lavorando. In Giappone per tradizione gli architetti parlano poco e dicono una cosa importante, dicono agli operai state attenti a non farvi male, lavorate in sicurezza. Noi progettisti abbiamo fatto questo lavoro seduti comodamente a un tavolo, voi invece siete qui, siete acrobati, questo è un varo, in aria, e dunque voi siete acrobati, per cui vi raccomando di lavorare in sicurezza».

Il video del 'varo'

Poco dopo ha preso la parola Giuseppe Bono. «Il ponte deve essere un simbolo del paese in tutto il mondo - ha detto l'ad di Fincantieri -, il nostro obiettivo era fare una squadra con le migliori competenze italiane, l'abbiamo fatto. Questo cantiere è qualcosa di unico nel Paese, un modello di integrazione: questo impalcato viene da Castellammare, nel nostro cantiere lavorano maestranze da tutto il mondo, fanno un lavoro importante e pericoloso, e ognuno deve essere responsabile e si deve rifiutare di fare lavori pericolosi. Questo ponte in Cina l'avrebbero fatto in un anno, noi lo faremo in cinque mesi».

Il premier Conte ha ricordato le vittime e rivolto un abbraccio ai parenti e agli sfollati: «L'ultima volta che sono stato qui è stato il 14 agosto e proprio da questo cantiere dissi che Genova è il simbolo della volontà di rinascita, che si sta concretizzando, la possiamo vedere e toccare. Una rinascita che nasce da una collaborazione sinergica tra pubblico e privato, quando si lavora uniti e in maniera intelligente si possono fare grandi cose per il paese, che può balzare agli onori della cronaca perché realizza opere che vengono ammirate in tutto il mondo. Dobbiamo essere orgogliosi e voglio ringraziare questa affollata comunità che sta rendendo concreto questo progetto».

«Questo ponte - ha continuato il premier - realizza la volontà di riscatto, ma c'è sempre incorporato il ricordo di 43 vittime, e chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere della memoria, di testimoniare questo ricordo con atti concreti e un impegno costante per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture. Manutenzione ordinaria e straordinaria sia un imperativo morale e categorico, è la priorità del governo. Ancora tanto c'è da fare - ha concluso Conte -, il monitoraggio dei lavori a Genova sarà costante, anche ora che la fase di avanzamento ci consente di essere più precisi sui tempi sono contento di vederli rispettati, consegneremo alla storia dell'ingegneria quest'opera. Genova sta dando una grande lezione, ha dato luce e speranza al Paese intero e continuano a portarla nel cuore e continuerò a venire a Genova sinché il nuovo ponte non sarà restituito alla città, alla regione, all'Italia intera, e continuerò a tornare sino a che non avremo completato questo progetto di rinascita».

Sulla stessa linea la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli: «Essere qui per me è un'emozione e un privilegio. Con commosso e sincero ricordo verso le 43 vittime, mando un abbraccio alle famiglie. Userò poche parole, Genova è una città ferita ma mai piegata, che ha avuto una reazione che rappresenta un simbolo di cosa gli italiani, quando decidono di cambiare il loro destino, possono fare. Sono anche parole di gratitudine verso le persone che nel silenzio, ogni giorno e ogni ora, dedicano il loro lavoro non sono alla ricostruzione del ponte, ma alla ricostruzione di un'intera comunità. Le norme e le regole le abbiamo - ha concluso De Micheli -, a noi la determinazione di farle rispettare, perché determinano anche la qualità del risultato finale. Credo che un ponte, simbolo di un legame, ci ricordi il legame che l'Italia intera vuole avere con questa straordinaria città».

Spazio Ponte a Porta Siberia, il premier incontra i parenti delle vittime

Intorno alle 11 la mattinata è proseguita al Porto Antico per l’inaugurazione del nuovo Spazio Ponte a Porta Siberia, nei locali nell'ex museo Luzzati: un luogo, spiegano da PerGenova, «di apprendimento interattivo dedicato al progetto, dove cittadini potranno seguire gli avanzamenti delle lavorazioni mantenendo un filo diretto con le squadre di operai, con gli ingegneri e con i tecnici che lavorano senza sosta».

Il premier Conte si è trattenuto all'interno del museo per parecchio tempo, osservando le installazioni e informandosi sulle diverse aree tematiche, dopodiché ha incontrato una delegazione di residenti ai margini del cantiere, la cosiddetta "zona arancione", e una delegazione di parenti delle vittime prima di spostarsi verso Caricamento e poi agli Erzelli per visitare Ericsson.

VIDEO | Spazio Ponte, al Porto Antico un "museo" dedicato al nuovo viadotto

«È una grande impresa collettiva, oggi si esprime un grande senso di comunità, ci renderà famosi e orgogliosi in tutto il mondo - ha detto Conte in uscita dal nuovo Spazio Ponte - ho incontrato i familiari delle vittime e una delegazione dei residenti della zona arancione, ci siamo aggiornati come ogni volta che vengo sullo stato dell’arte, per capire se sta andando tutto bene, riconosco sempre il grande lavoro che stanno facendo i due commissari. C’è un lavoro sinergico tra il governo e i rappresentanti degli enti locali, non c’è nessuno che si può prendere il merito in esclusiva, è un’impresa comune: si lavora così».

Crollo Morandi, i residenti della zona rossa incontrano il premier: «Colloquio ricco di contenuti»

«Il colloquio è stato ricco di contenuti e il presidente del consiglio ha ascoltato con la consueta attenzione le problematiche esposte dal presidente del Comitato, fornendo - dove possibile - rassicurazioni - hanno detto in seguito i rappresentanti del Comitato Abitanti ai Confini della Zona Rossa - In sintesi: siamo stati informati che la Conferenza dei Servizi si è espressa per il trasferimento del materiale di risulta, idetriti ponte e laterizi palazzi via Porro, a Fincantieri; per lo smarino di Campasso, su cui è viva l'attenzione delle istituzioni con la presa in carico della problematica da parte dello stesso presidente Conte, sarà invece necessario un discorso a parte. È stata garantita la partecipazione attiva del Comitato nelle scelte sulla riqualificazione del quartiere; è stata garantita la volontà di ricollocazione, in maniera definitiva, dei lavoratori rimasti privi di lavoro a seguito del crollo del ponte Morandi. Il colloquio si è concluso con l'impegno del presidente Conte ad incontrare nuovamente il Comitato in occasione della sua prossima visita a Genova».

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