Altra nave delle armi attesa a Genova, i portuali pronti a una nuova protesta

“Blitz” notturno nel deposito in cui è rimasto uno dei generatori che avrebbero dovuto essere caricati sul cargo, e assemblea pubblica e aperta a tutti organizzata al Cap di via Albertazzi

No al ritorno della nave delle armi nel porto del capoluogo ligure: i portuali genovesi si schierano nuovamente contro l’arrivo di un’altra nave della flotta saudita Bahri, previsto per il 23 giugno, con un “blitz” notturno nel deposito in cui è rimasto uno dei generatori che avrebbero dovuto essere caricati sul cargo, e con un’assemblea pubblica e aperta a tutti organizzata al Cap di via Albertazzi.

L’incontro è convocato per il 13 giugno per «discutere della nave con carico di armi diretto in Arabia Saudita per fomentare la guerra civile in Yemen», ricorda il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, il primo a schierarsi contro l’arrivo della Bahri Yanbu, lo scorso 20 maggio, con una protesta che ha bloccato le operazioni di carico. La presa di posizione dei portuali genovesi ha rapidamente fatto il giro del mondo, complice le numerose associazioni umanitarie che da tempo si battono affinché nei porti italiani non transitino più navi con a bordo armi e altra strumentazione per alimentare il conflitto in Yemen.

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Sulla questione si è espresso anche il consiglio regionale, che ha votato all’unanimità una mozione con cui impegna la giunta a «sollecitare, anche attraverso i parlamentari liguri, il Parlamento italiano affinché, al pari di altri Stati europei, riconoscendo le gravi violazioni al diritto internazionale perpetrate nella guerra in Yemen, si esprima con fermezza per vietare l’esportazione e per bandire dal proprio territorio e dai propri porti il transito di armamenti destinati alla sanguinosa guerra yemenita».

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