Morandi, negati risarcimenti aggiuntivi ai proprietari non residenti

Dopo aver ricevuto una cifra corrispondente alla vendita del loro appartamento, hanno fatto ricorso per non avere diritto ad ulteriori indennità. Ma il Tar ha dato torto ai proprietari non residenti

Il Tar della Liguria (con sette decisioni della seconda sezione pubblicate l'1 luglio scorso) ha respinto i ricorsi proposti da un gruppo di proprietari che non erano residenti negli immobili presenti nella cosidetta zona Rossa, costituita dopo il crollo di Ponte Morandi. 

In particolare i ricorrenti (tutti già destinatari del pagamento del corrispettivo della vendita del loro appartamento, per €.2.025 a mq) lamentavano l'illegittimità del decreto 14/2018 del Commissario Straordinario, per la parte in cui non aveva previsto la corresponsione delle ulteriori indennità (Pris e improvviso sgombero, per complessivi 81mila euro) ai proprietari delle abitazioni, nel caso in cui non fossero residenti o domiciliati. 

Il Tribunale Amministrativo, avendo riconosciuto la piena legittimità del Decreto del Commissario, ha ritenuto infondati i ricorsi. In particolare, il fatto che i ricorrenti non fossero abitanti delle citate abitazioni e che quindi "la notte del 14 agosto hanno dormito nei propri letti" - come si legge nella sentenza - e che gli stessi non abbiano poi dovuto affrontare i disagi connessi all'obbligata ricollocazione abitativa in conseguenza del crollo del ponte Morandi, è stato ritenuto dirimente: erano infatti la residenza o l'abitazione negli immobili sfollati le condizioni essenziali a cui le disposizioni normative riconducevano il diritto all'erogazione delle indennità Pris (previste dalla legge regionale n. 39/2007) e di improvviso sgombero.

I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali.

Nel frattempo sono giunte una decina di richieste di risarcimento dopo l'esplosione dello scorso 28 giugno. La struttura commissariale invita coloro i quali ritengano di aver subito danni a seguito della demolizione delle pile 10 e 11 di far pervenire ogni tipo di richiesta in questo senso formulata all'indirizzo mominispa@legalmail.it mettendo per copia conoscenza segreteria@commissario.ricostruzione.genova.it.

Le richieste dovranno essere corredate da almeno due fotografie e avanzate dal soggetto che ritiene di aver subito danno. Tutti i danni presunti saranno sottoposti agli opportuni controlli.

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L'esplosione delle pile 10 e 11 ha permesso un'accellerazione dei lavori di demolizione, la cui fine si prevede entro il mese di agosto.

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