Cantiere Morandi, pubblicati gli studi ambientali. Timori per amianto e polveri

I residenti delle zone ai confini di quella rossa tengono gli occhi puntati su operai e tecnici, e tute e sacchi bianchi fanno agitare. Ma la struttura rassicura

Operai con tute e guanti e sacchi bianchi spostati nella zona delle case evacuate in zona rossa: gli occhi dei residenti sono puntati sul cantiere del ponte Morandi, e la presenza di uomini in via Porro e via Fillak, combinata con l’annuncio che la demolizione delle case inizierà il 21 marzo, fa crescere i timori dei residenti sull’ipotesi che a oggi siano già iniziate le operazioni di bonifica degli edifici dall’amianto, così come previsto dal piano prima di procedere con le esplosioni per la demolizione.

«I lavori di rimozione dai caseggiati dell'amianto stanno partendo quasi di nascosto - scrivono i comitati su Facebook - Nel cantiere non si vede attiva ancora nessuna misure tecnico-organizzative per la rimozione di questo nocivo materiale. Né si è a conoscenza di alcun piano di demolizione dei palazzi né tantomeno di censimento dei manufatti amiantiferi in essi. Né l'agenda di cantiere del sito commissariale fa menzione di bonifiche ambientali in questa settimana. E sicuramente non è stato installato finora nessun sistema di monitoraggio polveri/amianto nell'area abitata ai confini della zona rossa di Via Porro/Via Campi/Via Fillak».

Polveri e inquinamento, i risultati delle centraline di controllo dell'aria

In realtà, le ditte che si stanno occupando dei lavori smentiscono che a oggi non sono state smosse sostanze pericolose, e che quelli avvistati non sarebbero materiali pericolosi. Restano alte però sia l'attenzione sia la preoccupazione di chi vive ai margini della zona rossa, sopratutto dal punto di vista della salute: nei giorni scorsi nuvole di polvere si erano alzate ed erano subito state immortalate, ma stando a quanto rilevato dalle centraline sino a oggi posizionate, e dai risultati delle misurazioni (che si fermano però aal 14 febbraio) nessuno superamento è stato registrato.

Secondo quanto riportato sul sito, le centraline di controllo dell’aria sul lato ovest del Morandi si trovano in punti precisi individuati a nord e sud del cantiere e lavorano per il costante monitoraggio della qualità dell’aria, con un’attenzione specifica su parametri particolarmente importanti per la salute dei cittadini, rilevando eventuale presenza di polveri sottili, PM10 e controllando il livello del rumore derivante dal cantiere. A nord è stata posizionata anche la stazione meteo. Le stazioni di controllo sono già attive, spiegano dalla struttura commissariale, e monitorano su base settimanale.

Per quanto riguarda il lato Est del cantiere del Ponte sul Polcevera (dove ancora non sono in corso demolizioni, ma solo opere propedeutiche) sono intanto stati definiti i punti di monitoraggio. L’ Ati – Associazione temporanea di Imprese che si occupa della demolizione di Ponte Morandi – nella prossima settimana installerà anche da questo lato le stazioni di monitoraggio che potranno dare il via alla raccolta dei dati.

Pubblicati gli studi ambientali, 30 giorni per fare osservazioni

Nel pomeriggio di giovedì, intanto, sul sito della struttura commissariale è stata pubblicata tutta la documentazione relativa al progetto di costruzione del nuovo viadotto, e l’allegato studio ambientale sull’impatto che il cantiere avrà sulla zona: la pubblicazione coincide con la firma di un decreto del sindaco-commissario Marco Bucci che fissa a 30 giorni il termine per presentare osservazioni, una possibilità aperta a tutti, dalle associazioni al sindaco cittadino passando per le istituzioni. 

Ogni segnalazione, sottolinea Bucci, va inviata all’indirizzo email commissario.ricostruzione.genova@postecert.it: un modo, per il sindaco, di dare la possibilità a tutti di sollevare obiezioni o chiedere chiarimenti, sopratutto dopo l’invito alla coesione arrivato durante l’ultimo consiglio comunale in seguito alla presentazione di un esposto in procura relativo al rischio amianto.

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