Morandi, terminati i rientri degli sfollati: «Restano solo gusci vuoti»

Il quarto e ultimo accesso, slittato per maltempo, si è concluso domenica sera dopo 6 ore in cui gli ex residenti di via Porro e via del Campasso hanno potuto recuperare i loro ultimi ricordi

«Questo è quanto rimane delle nostre case, gusci vuoti pronti a un suicidio collettivo»: è ancora una volta la “pasionaria” Giusy Moretti a dare voce, su Facebook, ai sentimenti degli abitanti di via Porro e degli edifici che dal 14 agosto 2018 sono stati evacuati per il crollo del ponte Morandi. A distanza di poco più di 9 mesi, Giusy e molti altri sfollati sono entrati per l’ultima volta nei loro appartamenti e hanno detto addio alle mura che hanno visto così tanto della loro vita.

Domenica 19 maggio, infatti, una trentina di famiglie hanno portato a termine il quarto ultimo accesso agli appartamenti di via Porro e via del Campasso: muniti di borse e scatoloni hanno preso tutto ciò che poteva essere portato via senza mobilitare gru e carrelli (come accaduto nel corso dei primi accessi), lasciando eventuali elettrodomestici e mobili ingombranti alla Comunità di Sant’Egidio. Il quarto rientro avrebbe dovuto tenersi lo scorso sabato, ma il maltempo ha spinto Comune e Protezione Civile a farlo slittare e domenica è alla fine arrivato il momento.

Valzer viabilità: corso Perrone chiusa sino a giugno, poi tocca a Fillak

Dal punto di vista del cantiere della demolizione e della ricostruzione del Morandi, intanto, le operazioni vanno avanti. Chiusa corso Perrone sino al 10 giugno 2019, si lavora allo smontaggio meccanico della pila 4 e delle altre pile del troncone ovest. Chiusa anche via Perlasca, sul lato est, per i lavori di taglio e discesa a terra della trave tampone che unisce le pile 10 e 11. Che verranno con tutta probabilità fatte esplodere - insieme o con due operazioni distinte, dopo il 10 giugno, come dimostra anche il calendario delle chiusure delle strade della Valpolcevera, che fissa per il 10 giugno la chiusura di via Fillak e per il 12 luglio la riapertura. Il che significa che, nelle previsioni del sindaco commissario Marco Bucci, entro la metà di luglio i demolitori dovrebbero avere terminato il loro lavoro.

Esplosione sempre più certa, si lavora al piano di evacuazione

Lo scorso venerdì il sindaco è rientrato da Columbus, Ohio, dove era volato in missione insieme con il Cannone di Paganini. L’attesa, nei giorni scorsi, era tutta per la decisione sull’impiego delle microcariche esplosive, che verrà presa con tutta probabilità questa settimana dopo i consulti con Asl, Arpal, Prefettura e tutti gli enti incaricati di aiutare la struttura commissariale a mettere a punto in piano di gestione delle operazioni.

L’esplosione è infatti ormai data per certa, restano da definire la data - prima dovranno essere demolite meccanicamente le case - e le modalità di azione all’interno della zona interessata: i residenti verranno evacuati per il tempo necessario alle polveri di posarsi (si parla di circa 900 famiglie), e l’associazione temporanea dei demolitori si occuperà di irrigare costantemente il sito e le pile in modo da produrre meno polveri possibili.

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