Una piazza in memoria, parchi e pista ciclabile: ecco cosa sorgerà sotto il nuovo ponte

Svelato il "masterplan", il progetto con cui il Comune intende incentivare i progettisti a cambiare radicalmente l'aspetto della Valpolcevera attraverso una rigenerazione urbana

Una grande piazza circondata da un parco al posto delle abitazioni sfollate e poi demolite, impianti sportivi e aree verdi “hi-tech” (il modello sembra essere il campus di Erzelli) e una pista ciclabile: così il Comune punta a riqualificare la zona della Valpolcevera colpita dal crollo del ponte Morandi, con un disegno di rigenerazione urbana tagliato su misura per un'area che già prima della tragedia del 14 agosto necessitava di interventi profondi e radicali per il rilancio.

Il progetto è stato illustrato dall’assessore comunale all’Urbanistica, Simonetta Cenci, che ha parlato di interventi innovativi in cui al pubblico si uniranno i privati, in certi casi anche attraverso bandi di concorso, gli stessi già anticipati in passato dal sindaco Marco Bucci. Sei in totale le azioni previste nel cosiddetto “Quadrante”, perimetro che include le aree di fondovalle dove sorgono edifici residenziali e aziende, le aree ferroviarie del parco del Campasso che verranno dismesse e i versanti collinari connessi fino ai crinali di Coronata a ponente e dei Forti a levante.

Come cambierà il “quadrante” della Valpolcevera

Dal punto di vista pratico, il progetto (che si inserirà nell’ambito dell’attuale Piano Urbanistico Comunale e ne costituirà un approfondimento) prevede, sulla sponda del Polcevera dove sorgono le abitazioni che verranno demolite per la ricostruzione del viadotto, la realizzazione di una grande piazza che nelle intenzioni dell’amministrazione costituirà un simbolo di quanto accaduto e allo stesso tempo un segno della ricostruzione e della trasformazione. Alla piazza, una specie di “Ground Zero” genovese, verranno affiancati spazi verdi con diverse caratteristiche e finalità d’uso, che collegheranno il fondovalle con la collina soprastante sino al sistema dei Forti.

Sulla sponda destra, nello spazio attualmente occupato dal cantiere per la ricostruzione del ponte, è invece prevista la creazione di un insediamento produttivo “verde”, una sorta di campus che sottolinei l’apertura verso la ricerca e la produzione innovativa sostenibile e hi-tech.

Anche il parco ferroviario del Campasso è incluso nel progetto di rigenerazione urbana, almeno per quanto riguarda le aree che non verranno utilizzate per il trasporto delle merci dirette in porto e dunque verranno dismesse: l’idea è realizzare altri spazi verdi con impianti sportivi, contribuendo alla riqualificazione del quartiere a monte. A collegare tutte le aree, una pista ciclabile che partirà da una riqualificata e riordinata via Fillak .

A oggi nel progetto sono coinvolti diversi investitori pubblici e privati: Regione Liguria, Città Metropolitana, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali,  Autorità Portuale, Università di Genova , Ferrovie dello Stato e altri soggetti. A dirigere le operazioni è la direzione Urban Lab del Comune di Genova, che risponde a Cenci in persona e che renderà disponibile la propria sede per ospitare giovani professionisti selezionati per borse di studio, istituite e finanziate da ordini professionali, categorie imprenditoriali ed enti di ricerca per sviluppare studi sul tema della rigenerazione del quadrante della Valpolcevera.

Impossibile, a oggi, stabilire tempi e costi del “masterplan”: i progetti dettagliati verranno sviluppati anche grazie al contribuito dei soggetti che parteciperanno al concorso di idee internazionale, e restano comunque ancora da tenere in considerazione le incognite sui tempi di demolizione e di ricostruzione e sull’assetto che il nuovo ponte darà alla vallata. 

Il primo passo, comunque, sarà aprire il concorso internazionale e iniziare a vagliare i progetti inviati. Il disciplinare verrà diffuso entro il mese di marzo: «La Valpolcevera svolge per Genova un ruolo fondamentale, per lo sviluppo produttivo ed economico della città, oltre che per le linee di comunicazione ferroviarie e stradali - ha detto Cenci - Vogliamo promuovere un progetto di rigenerazione urbana smart, intelligente e “pulita” che coinvolga anche la parte collinare rappresentando un’occasione che permetterà di trasformare il crollo del ponte Morandi in una risorsa per tutto il territorio». 

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Donatella Gambino
    Donatella Gambino

    Bene alla riqualificazione della zona del Polcevera..tutta Genova e non solo ne ha pienamente il diritto, però tutto questo poteva essere già stato fatto prima,senza il crollo del ponte, per esempio mettendo il ponte in sicurezza da tempo richiesto, come gli stralli e tutto quello che concerne la zona a est che e stata fatta rinforzandola in maniera decisa...a questo punto mi chiedo ci voleva proprio il crollo del ponte per fare tutto questo con i morti che ci sono stati? Buonasera. 

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