Nuovo ponte, progetto in procura il 7 dicembre: testa a testa Cimolai-Fincantieri?

Il tribunale riceverà il progetto selezionato dalla struttura commissariale a giorni in modo da discutere della modalità operative. L'azienda di Pordenone, con i progetti di Calatrava, guadagna intanto terreno

Sembrerebbe delineata la “timeline” che porterà il commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, a scegliere il progetto per la demolizione di quanto resta del ponte Morandi e la ricostruzione del viadotto. Da Londra, dove è in missione per promuovere la città, il sindaco ha annunciato che il 14 dicembre verrà firmato il decreto che ufficializzerà il nome dell’azienda che si è aggiudicata i lavori, un passaggio anticipato dalla consegna, il 7 dicembre, del progetto ai periti del tribunale di Genova.

A confermarlo è stato procuratore capo Francesco Cozzi, che lunedì mattina ha annunciato che «i periti del gip dovranno esaminare il progetto e sentire il parere dei consulenti di parte sulle modalità che consentano l’esame e l’eventuale conservazione dei reperti delle parti che devono essere demolite. Questo naturalmente non può essere fatto dalla sera alla mattina - ha sottolineato il procuratore - ma richiede un tempo che comunque nell’economia generale non pare influente sui tempi e sulla procedura di abbattimento. È chiara a questo punto che la parte di ponte da cui comincerà la demolizione verrà dissequestrato».

Il riferimento è al lato Ovest del Morandi, la cui demolizione, nelle intenzioni di Bucci, dovrebbe iniziare già il 15 dicembre attraverso lo smontaggio. Proprio i tempi e gli obblighi legati all’inchiesta sul crollo (e all’incidente probatorio ancora in corso) avevano fatto sorgere dubbi sulla possibilità che i lavori partissero a metà dicembre. Le parole di Cozzi lasciano però aperta la possibilità che la scadenza venga rispettata dissequestrando una parte di quanto resta del viadotto, quella meno “complicata” dal punto di vista dei rilievi e dei reperti necessari per portare avanti l’inchiesta.

Il collegio istituito dal commissario Bucci per vagliare i progetti arrivati al 26 novembre, intanto, continua a lavorare: martedì mattina, di ritorno da Londra, il primo cittadino dovrebbe ascoltare i 7 esperti e le loro conclusioni, e decidere finalmente a quale azienda - o cordata - affidare uno dei lavori più importanti della storia della città. 

Nuovo ponte: i progetti di Calatrava e Cimolai

Inevitabilmente, l’attenzione è tutta sui progetti presentati dalla cordata Fincantieri-Impregilo-Gruppo Fs, che si è ispirata al disegno di Renzo Piano (e che costruirebbe impalcato e pile nello stabilimento di Sestri Ponente), e a quella del colosso di Pordenone Cimolai, che per il nuovo viadotto sul Polcevera ha chiamato un’altra archi-star, Santiago Calatrava: l’architetto spagnolo ha disegnato tre varianti del nuovo ponte (la quarta non porta il suo nome) differenziate non solo in base all’estetica ma anche dei costi e dei tempi necessari per realizzarli.

Si parte dal “Ponte Cristoforo Colombo”, costituito da 7 campate di 125 metri con 8 “pile” che «ricordano la longevità degli alberi» e sorreggono la carreggiata.

Il secondo, il “Ponte dei Pescatori”, è un ponte “strallato” con campate di 140 metri che simboleggia una città marinara con richiamo alle vele; in questo caso, le “pile” sono 6.

Il terzo progetto è stato ribattezzato “Porta Mediterranea II”, e prevede un grande arco che sovrasta il torrente Polcevera e crea una continuità con il profilo delle vicine montagne.

Il quarto progetto, denominato semplicemente “Ponte sul Polcevera”, è quello che non porta la firma di Calatrava: tra le caratteristiche, campate di 50 metri e impalcato e “pile” che permettere la prefabbricazione negli stabilimenti della Cimolai.

I progetti di Cimolai prevedono anche la riqualificazione dell’area sotto il ponte, che verrebbe trasformata in un grande parco urbano con installazioni in memoria delle 43 vittime della tragedia del 14 agosto.

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