Crollo Morandi, Arpal riferisce sulle macerie: «Nessuna traccia di amianto»

I campionamenti effettuati dai tecnici non avrebbero individuato traccia di sostanze pericolose. Discorso diverso nel caso in cui si dovessero demolire i palazzi

È stata convocata per oggi, stesso giorno in cui il commissario per l'emergenza Giovanni Toti veniva ascoltato in Senato, la Commissione consiliare Ambiente e Territorio della Regione: oggetto della discussione, l’eventuale presenza di amianto e sostanze tossiche tra le macerie e i detriti del ponte Morandi e la possibile dispersione di polveri pericolose nell’aria.

Nel corso della commissione sono stati ascoltati gli esperti Arpal, che hanno confermato di avere effettuato diversi campionamenti sui detriti del ponte crollato e un rilevamento dell’inquinamento dell’aria nella zona per verificare anche l’eventuale presenza di polveri di amianto, e i risultati sono stati tutti negativi. Gli stessi risultati sono stati confermati anche  dalle verifiche effettuate dall’Asl 3 Genovese.

È inoltre emerso che il ponte è crollato in parte su capannoni industriali che non avevano coperture in fibrocemento, e che da questo punto di vista non risultano criticità.

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Discorso diverso, ha sottolineato il presidente della commissione, Giovanni De Paoli, nel caso di abbattimento dei palazzi per la ricostruzione del ponte. In quel caso, ha detto De Paoli, «occorrerà vigilare affinché gli edifici non contengano fibre di amianto potenzialmente pericolose, in particolare per quanto riguarda le coibentazioni di impianti termici o le canne fumarie».

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