Ispezione nel cantiere del Morandi, controllate 226 persone

L'iniziativa rientra nell'attività di controllo dei cantieri in chiave di prevenzione antimafia che fa capo al prefetto e che è finalizzata a contrastare l'infiltrazione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso nei lavori pubblici

Oggi è stato effettuato il terzo accesso ispettivo presso il cantiere di demolizione e ricostruzione del viadotto Morandi dell'autostrada A10 su disposizione del prefetto di Genova Fiamma Spena. Al controllo ha partecipato personale della questura, del comando provinciale carabinieri e della guardia di finanza nonché del provveditorato interregionale Opere Pubbliche e dell'ispettorato territoriale del lavoro, diretto e coordinato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Genova.

Con il decreto del ministro dell'Interno del 20 novembre 2018 il prefetto di Genova è stato infatti delegato anche all'esercizio dei poteri già conferiti all'alto commissario antimafia affinché possa realizzare accessi sia nel cantiere che negli uffici o unità locali di ogni azienda della filiera della ricostruzione, qualunque sia la provincia ove le stesse hanno sede legale.

Nell'operazione sono stati impegnati complessivamente 66 operatori dei vari corpi ed enti, che hanno proceduto al controllo di 226 persone, 147 mezzi e 66 aziende presenti nel cantiere. L'iniziativa rientra nell'attività di controllo dei cantieri in chiave di prevenzione antimafia che fa capo al prefetto e che è finalizzata a contrastare l'infiltrazione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso nei lavori pubblici. In particolare, le tipologie di attività che connotano il cantiere della demolizione di ciò che resta del ponte Morandi e della ricostruzione di un nuovo viadotto rientrano nel novero di quelle ritenute maggiormente esposte al rischio di intromissione da parte della criminalità organizzata.

Il prefetto e il commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera dell'A10 a gennaio 2019 avevano condiviso la necessità di avviare una stretta collaborazione volta a scongiurare interferenze di matrice criminale nell'opera di ricostruzione, sottoscrivendo un protocollo antimafia che, tra l'altro, ha comportato la creazione di una piattaforma informatica che viene alimentata dalla Struttura commissariale e dalle aziende che eseguono i lavori.

Questa banca dati consente alla prefettura, alle forze di polizia, al provveditorato opere pubbliche e all'ispettorato del lavoro di monitorare ogni lavorazione connessa al cantiere e ogni persona o mezzo che vi accedono e di effettuare controlli anche a distanza. Proseguono gli accertamenti amministrativi da parte del prefetto e quelli della direzione investigativa antimafia di Genova e delle forze di polizia su tutte le aziende che aderiscono alla filiera della ricostruzione.

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