Addio al Morandi. Conte: «Per Genova il giorno del riscatto»

Dopo settimane di dichiarazioni, in cui gli operai hanno allestito mezzi e strumenti intorno al troncone Ovest, venerdì alle prime luci dell'alba è iniziato lo smontaggio vero e proprio

Sguardi puntati al cielo e i ricordi che affollano la memoria: a 178 giorni dalla tragedia del crollo del Morandi, in cui hanno perso la vita 43 persone, Genova vive una delle sue giornate più importanti con l'avvio della demolizione del troncone ovest di quanto resta del viadotto autostradale che sorvolava il Polcevera.

Dalle prime ore della mattinata di venerdì, infatti, il primo pezzo del troncone ha iniziato la sua discesa verso terra, sancendo l'inizio della demolizione vera e propria del gigante di acciaio e calcestruzzo che per anni è rimasto, incombente, sulle teste di migliaia di genovesi e che 5 mesi fa ha ceduto cambiando per sempre la città e i suoi abitanti.

Il vento rallenta la discesa del pezzo già tagliato: «Manovra conclusa nella giornata di sabato»

Le previsioni parlavano di un'operazione della durata di circa 8 ore, con conclusione della discesa a metà pomeriggio. Il vento, però, ha rallentato la manovra, e intorno alle 16 la sezione "tampone" tagliata nei giorni scorsi non era ancora stata calata: impossibile, dunque, vedere il troncone "tagliato" entro la fine della giornata come inizialmente stimato. Più probabile che il risultato venga raggiunto nella giornata di sabato. 

Morandi, ecco come proseguirà la demolizione del troncone ovest | Video

Per calare la sezione al suolo vengono utilizzati 4 strand jack (pistoni idraulici con una portata di seicento tonnellate ciascuno) e diverse travi di supporto posizionate con la gigantesca gru della portata di 400 tonnellate sistemata all’altezza del tratto di viadotto interessato dal taglio. La discesa è molto lenta e graduale, e segue una velocità media di circa 5 metri l'ora, per un totale di 48 metri di altezza da coprire.

Sessnta gli operai impiegati per l'operazione, 36 i metri di lunghezza e 18 quelli di larghezza, 900 tonnellate il peso della sezione: a vederla scendere ci sono media provenienti da ogni angolo del globo, oltre che tutte le istituzioni e migliaia di genovesi che dalle alture che circondano il Morandi, o in zona Campi, assistono allo smontaggio di quanto resta del ponte.

Conte: «Per Genova il giorno del riscatto». Poi la visita all'Iit e al Gaslini

Un giorno altamente simbolico per la città, cui hanno partecipato anche il premier Giuseppe Conte e il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che hanno visitato il cantiere e parlato con i tecnici di Omini, Fagioli, Ipe e Ireos, le imprese cui è stata affidata la demolizione.

Il presidente del Consiglio, arrivato intorno alle 10.30, ha commentato: «Oggi è un giorno importante. Quello del bilancio, del riscatto e del rilancio della città di Genova. Un giorno importante perché scandiamo il primo passaggio di un percorso che ci auspichiamo sarà il più breve possibile. Ci eravamo impegnati perché la ricostruzione avvenisse entro la fine del 2019, oggi possiamo confidare che il ponte sarà in piedi entro la fine anno, per l’inaugurazione bisognerà attendere qualche mese del 2020, ma l’importante è che la nostra forza come sistema Italia venga fuori in tutta la sua ampiezza e che il mondo ci possa ammirare in quest’opera di ricostruzione. Siamo tutti determinati a raggiungere questo obiettivo noi come governo, le società coinvolte, il commissario straordinario e istituzioni lavoreremo tutti verso lo stesso obiettivo».

Demolizione Morandi, il 15 aprile prime esplosioni sul troncone Est

Dopo la visita al cantiere e la spiegazione delle operazioni da parte dei tecnici di Omini e Fagioli, il premier si è spostato verso Morego per una visita all'Istituto Italiano di Tecnologia e poi all'Istituto Giannina Gaslini per portare i suoi saluti ai piccoli pazienti e al personale dell'ospedale pediatrico.

IIt, iCub dà il benvenuto al premier. Conte: «Sono qui per imparare»

All'Iit, Conte è stato accolto da iCub, Il "cucciolo" di robot gioiello dell'Istituto Italiano di Tecnologia, che lo ha salutato con: «Buongiorno Presidente!» salutandolo con la mano e facendolo sorridere. «Sono qui per imparare», ha replicato Conte, che ha definito l'Iit «un'eccellenza italiana».

Il premier si è quindi spostato al Gaslini, dove è stato accompagnato dal direttore generale dell'Istituto Giannina Gaslini, Paolo Petralia, dal vice presidente Andrea Fusaro e dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente Fondazione Gerolamo Gaslini, attraverso l'ospedale di giorno, dove ha incontrato Hussain, un bambino iracheno di due anni accompagnato dal padre e curato per un problema al visto dal team ematoncologico del Gaslini. 

Conte ha quindi posato per le foto con le famiglie dei piccoli pazienti ricoverati e con i lavoratori dell’ospedale, e ha poi tenuto un discorso in Aula Magna.

Toninelli «Ricostruzione come immagine del rilancio del Paese» | video

Toninelli: «Ho incontrato gli sfollati, sono sereni»

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, presente nella zona di ponte Morandi a partire dalle 10, si è detto soddisfatto dell'andamento del cantiere: «La ricostruzione sarà l'immagine del rilancio del Paese. Siamo vicini a Genova e ai genovesi, il decreto rilancerà anche economicamente una città che diventerà ancora di più un simbolo per tutta l'Italia. Tutti ci dicevano che non avremmo potuto fare questo lavoro in pochi mesi e invece stiamo costruendo il nuovo ponte che sarà pronto a fine anno e utilizzabile all'inizio del prossimo. Non lo paga lo stato, ma i concessionari che lo hanno fatto crollare. Ho incontrato due sfollati, Ennio e Giuseppina e li ho trovati sereni. Questa, umanamente e come ministro, è una grande soddisfazione perché vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro. Hanno una nuova casa grazie i soldi che hanno ricevuto dal governo e, a differenza di altre grandi tragedie italiane, non sono finiti in mezzo a una strada per anni».

Bucci: «Giorno importante e simbolico»

Presente anche il sindaco di Genova Marco Bucci, che ha nuovamente sottilineato l'importanza della giornata: «In realtà abbiamo già tolto tremila tonnellate dal ponte, quindi abbiamo già levato più di quello che verrà abbattuto oggi. I lavori vanno avanti e continueranno ad andare avanti. A Conte chiederò di lavorare per i residenti della zona arancione, per il resto direi che siamo a buon punto».

Toti: «Ennesima prova che si rispettano i tempi e le promesse»

«Direi che è l'ennesima prova che si rispettano i tempi e le promesse e che la città può tornare a guardare al futuro con ottimismo - ha commentato invece il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - Si tratta di una giornata dal valore simbolico perché per la prima volta vediamo un pezzo del ponte muoversi davvero cambiando lo skyline drammatico che ci accompagna da agosto. Il lavoro sarà complesso e vivremo altre giornate magari meno "spettacolari" di questa ma altrettanto importanti. L'importante è che si vada avanti e si rispettino i tempi, le condizioni per essere ottimisti ci sono tutte».

Simulazione smontaggio ponte Morandi | Video

Contestazione sul ponte di Cornigliano: «Tragedia trasformata in spettacolo»

Sempre venerdì mattina, in occasione della cerimonia per il taglio e della presenza delle autorità a Genova, sul ponte di Cornigliano è comparso uno striscione che contesta le modalità con cui l'inizio della demolizione è stato affrontato: «Una tragedia trasformata in spettacolo», recitava lo striscione, con la "s" sostituita dal simbolo del denaro. Intorno alle 13, dello striscione non c'era più traccia.

striscione spettacolo morandi

In tribunale l'incidente probatorio

E nelle ore in cui il Morandi inizia a scomporsi cambiando per sempre (ancora una volta) lo skyline della città, a Palazzo di Giustizia si consuma un'altra tappa importantissima, sopratutto per i parenti delle 43 vittime del ponte: l'udienza dell'incidente probatorio, che arriva dopo i primi mesi di indagini e le perizie effettuate sui resti del Morandi per capirne lo stato. Al termine è stata disposta una nuova traduzione della perizia effettuata in Svizzera, con conseguente slittamento dell'udienza all'8 aprile.

Inchiesta Morandi: «Traduzione perizia da rifare». Il fratello di una vittima: «Oggi mi sento tutelato»

Nel corso dell'udienza, inoltre, son emersi dettagli sulla demolizione del troncone est: la prima esplosione sulla pila 11 è fissata per il 15 aprile, l'ultima, sulla pila 10, per il 28 maggio. 

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