Morandi, c'è l'intesa sul contratto unico. Con cordate (e responsabilità) separate

Demolizione e ricostruzione riunite in un unico documento, così come voluto dal sindaco-commissario Marco Bucci. Le aziende restano però ben distinte

Sì al contratto unico, ma con le due cordate che si occupano di demolizione e ricostruzione separate, e diverse responsabilità in caso di ritardi o ostacoli nel procedimento: fumata “grigia”, al termine di una lunga riunione sul tema, per l’idea del sindaco-commissario Marco Bucci di creare un’unica società per i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sul Polvecera

Il documento deve ancora essere perfezionato, e verrà firmato il 18 gennaio. Le linee guida, però, sono state gettate: unico contratto, ma «due raggruppamenti differenti per i costruttori e i demolitori», come ha confermato lo stesso Bucci. Che da settimane ormai porta avanti una trattativa per convincere Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr, cui è stata affidata la ricostruzione, a unire le forze e formare un'unica società con la cordata di aziende che si occupano della demolizione, e cioè Omini, Fagioli, Vernazza, Ipe progetti e Ireos.

Morandi, prove di demolizione in zona Campi | Video

A frenare sull'unica società e l'unico contratto, stando alle indiscrezioni trapelate, erano i costruttori. Che, forse anche alla luce delle pressioni legata ai tempi e ai modi di realizzazione dell’opera (Salini e Fincantieri sono stati preferiti, con il progetto ispirato a quello di Piano, al colosso di Pordenone Cimolai e all’idea di Calatrava), non volevano essere troppo vincolati ai tempi del cantiere per la demolizione. A coordinare i lavori saranno dunque proprio Salini e Fincantieri,  perché «quando si fa un project planning - ha detto Bucci - il coordinamento va a chi si occupa del lavoro temporalmente più in là».

All’incontro odierno hanno partecipato i rappresentanti delle imprese appaltatrici, i membri della struttura commissariale, e ancora rappresentanti del Rina e dell’Avvocatura dello Stato: alla fine tutti hanno accettato di firmare un unico contratto con due diversi contraenti e separata responsabilità. Sempre oggi, inoltre, il sub-commissario Ugo Ballerini ha incontrato i rappresentanti delle segreterie nazionali dei sindacati FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, cui ha dato rassicurazioni circa la predisposizione del cantiere per la ricostruzione del viadotto, la sicurezza sul lavoro per i lavoratori coinvolti e l’applicazione del contratto edile agli stessi lavoratori impiegati, per evitare il fenomeno del cosiddetto "dumping" contrattuale.

Ballerini si è inoltre detto disponibile a intraprendere il percorso di formazione per la ricollocazione dei lavoratori che hanno subito danni per il crollo del ponte, formazione che potrà essere gestita anche dal sistema bilaterale edile. Nel prossimo incontro, già fissato per mercoledì 30 gennaio, si entrerà nel dettaglio dei temi per arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa vero e proprio.

In zona ponte, intanto, la ditta Omini porta avanti i lavori propedeutici alla demolizione iniziando con le prove vere e proprie in vista della partenza delle operazioni in “strand jack”, e cioè la tecnica che consentirà di tagliare sezioni di ponte e calarle al suolo attraverso cavi e piattaforme meccaniche.

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