Morandi, in attesa del "piano amianto" si procede con lo smontaggio

Al vaglio della struttura commissariale e dei tecnici dell'associazione temporanea di imprese soluzioni alternative per demolire la pila 8. Proseguono le bonifiche nelle parti comuni dei palazzi

Una maggiore irrigazione e protezioni specifiche, oppure l'accantonamento definitivo dell'esplosivo e la demolizione meccanica: sono le due soluzioni su cui stanno lavorando in questi giorni la struttura commissariale del sindaco Marco Bucci e l'associazione temporanea di imprese incaricate della demolizione del ponte Morandi (Ipe Progetti, Ireos, Fagioli e Omini).

L'obiettivo è presentare alla commissione materiali esplosivi della prefettura un piano che garantisca il proseguimento del cantiere, e soprattutto l'abbattimento prima della pila 8, sul troncone ovest, e poi delle pile 10 e 11. Per cui a oggi, come ammesso dallo stesso Bucci, «non abbiamo alternativa all'uso dell'esplosivo». Il problema è sempre lo stesso: la presenza di crisolito, le cosiddette "pietre verdi" da cui si estrae l'amianto, in alcune parti del ponte.

I valori, pur molto bassi, sono emersi nel corso delle analisi della seconda tranche dei carotaggi effettuati sul ponte, nello specifico in 6 campioni su 24. Per prefettura e procura (dove è stato presentato l'esposto dell'Osservatorio Nazionale Amianto e del comitato Liberi Cittadini Certosa) sono però più che sufficienti a "congelare" l'esplosione delle 250 micro cariche che già erano state sistemate intorno alla pila 8, e a rimandare tutto a data da destinarsi.

Il sindaco Bucci non ha nascosto di puntare a sabato 16 marzo: una sola settimana di ritardo rispetto al cronoprogramma, tempi più stretti ma ancora possibili da rispettare per l'inizio della ricostruzione (31 marzo). «Potremmo farlo qualsiasi giorno, una volta avuto l'ok della commissione - ha detto il primo cittadino - ma preferiamo fissare l'esplosione il sabato per dare il meno fastidio possibile al traffico della Valpolcevera».

Sabato 16, dunque, potrebbe essere il giorno dell'esplosione della pila 8, posto che si trovi un piano adeguato per garantire la minima dispersione di polveri, che non è esclusa neppure con lo smontaggio meccanico della pila. E dunque i tecnici lavorano a due soluzioni, da un lato aumentare l'irrigazione impiegando un numero maggiore di cannoni d'acqua per "innaffiare" la pila e impedire il sollevamento delle polveri, dall'altra il posizionamento di teloni che avvolgerebbero l'intera struttura per l'intera durata dei lavori.

L'ultima parola è della commissione, che si riunirà a metà settimana per decidere su quale soluzioni optare e soprattutto dettare i tempi di realizzazione. Nel frattempo, i demilitori proseguono con le operazioni di preparazione per l'abbassamento del quarto impalcato tampone sul troncone ovest e con la demolizione dei capannoni industriali, mentre sotto il troncone est, in via Porro, va avanti il montaggio delle sei torri di sostegno dell'impalcato delle pile 10 e 11.

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Sempre sul lato est sono inoltre in corso le bonifiche da ordigni bellici ritrovati nell'area sottostante la pila 10, e le bonifiche all'interno delle cantine e delle parti comuni negli edifici di via Porro e via Fillak, dove era già stata confermata la presenza di amianto.

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