Gli negano il permesso di soggiorno, 25enne si getta sotto il treno

Prince Jerry, nigeriano, era arrivato in Italia nel 2016 sui barconi, con una laurea in chimica e la voglia di costruirsi un futuro. A dicembre la notizia: non poteva più restare alla luce del nuovo decreto

Prince Jerry, il ragazzo di 25 anni morto suicida lunedì

Si è buttato sotto un treno perché impossibilitato a restare in Italia, dove ormai da due anni aveva iniziato a ricostruirsi una vita: è morto lunedì, Prince Jerry, richiedente asilo nigeriano di 25 anni, una formazione da chimico e la voglia di trovare la propria strada in un paese in cui era arrivato con enorme fatica nel 2016, uno dei tanti ragazzi che pensando al futuro hanno provato ad attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone lasciandosi alle spalle la miseria.

«Uno dei nostri ragazzi di Multedo, Prince Jerry, dopo essere stato diniegato prima di Natale e scoprendo che non avrebbe potuto contare neppure sul permesso umanitario che è stato annullato dal recente Decreto, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno - ha spiegato monsignor Giacomo Martino, responsabile della Migrantes di Genova- Ho dovuto provare a fare il riconoscimento di quanto era rimasto di lui. È stato un momento difficile ma importante perché ho ritenuto di doverlo accompagnare in questa sua ultima desolazione. Abbiamo deciso di portarcelo su a Coronata e seppellirlo nel cimitero lassù».

Prince Jerry si è tolto la vita poco più di un mese dopo che il rinnovo del permesso di soggiorno è stato negato: non stava scappando dalla guerra, e con le regole dell’attuale decreto non c’erano ragioni sufficienti per consentirgli di rimanere in Italia con l'asilo politico o il permesso umanitario. Lunedì mattina ha quindi raggiunto Tortona, ha fatto un’ultima telefonata ai suoi amici della cooperativa e poi si è gettato sui binari: impossibile, per il macchinista, impedire la tragedia, un gesto compiuto con determinazione dopo settimane di amarezza e riflessioni sul futuro incerto.

A riconoscere il corpo di Prince è stato proprio monsignor Martino, che ha voluto chiarire da subito che «non desidero in nessun modo che questo ragazzo e la sua triste storia vengano strumentalizzate per discorsi diversi da quelli di compassione per una vita stroncata e di un lungo sogno interrotto». La Polfer ha avviato un’indagine per ricostruire cosa sia esattamente accaduto: l’ultimo saluto a Prince Jerry verrà dato venerdì 1 febbraio alle 11.30 nella chiesa dell’Annunziata.

«Apprendiamo con sgomento la notizia della tragica morte di Prince Jerry, giovane migrante nigeriano che lottava per trovare un futuro migliore - il commento della segreteria della Camera del Lavoro di Genova -. Rispetto e tristezza sono le emozioni che ci travolgono, ma un pensiero alla responsabilità morale di questa morte è inevitabile. Si tratta della puntuale conseguenza di un decreto sicurezza inumano che ha annullato la possibilità di richiedere e ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Un decreto che la Camera del Lavoro di Genova non smetterà mai di contrastare. Questo giovane ragazzo era perfettamente integrato, nel suo paese era laureto in chimica e stava studiando per farsi riconoscere anche qui il titolo di studio. Profondamente addolorati per questa tragedia, domani, in occasione dell'ultimo saluto, saremo anche noi presenti alle esequie».

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Commenti (2)

  • Che certamente era più colto lui di chi ha scritto nel pezzo sul suo funerale che una piccola protesta era partita da nordafricani come lui. Peccato che la Nigeria sia un paese subsahariano. Che ignoranza !

  • Rip

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