Disordini a Marassi per una perquisizione di routine nelle celle

Gli undici detenuti che occupano le due camere di detenzione hanno inscenato una violenta protesta lanciando fornelletti del gas e altri oggetti all'indirizzo degli agenti di polizia penitenziaria

Disordini all'interno del penitenziario di Genova Marassi. A darne notizia è Gennarino De Fazio, per la Uilpa polizia penitenziaria. «Questa mattina - racconta De Fazio -, solo perché la polizia penitenziaria 'si è permessa' di procedere a una perquisizione ordinaria, dunque prevista dal regolamento interno come di routine, in due camere detentive, dove peraltro è stato rinvenuto un carica batterie per telefoni cellulari (oggetto di cui non è consentito il possesso), gli undici detenuti che le occupavano hanno inscenato una violenta protesta lanciando fornelletti del gas e altri oggetti all'indirizzo degli agenti. Solo verso le ore 12, grazie alla professionalità degli uomini della polizia penitenziaria intervenuti, la situazione è stata ricondotta alla normalità, questa volta, senza particolari conseguenze per operatori e detenuti».

«È di ogni evidenza, tuttavia, - incalza il sindacalista - che il ministro Bonafede e il governo tutto non possano continuare a far finta di nulla. Mentre si blocca la prescrizione e si inaspriscono le pene per alcuni reati non si può continuare a bypassare il problema carceri, con il sovraffollamento che continua a lievitare di mese in mese e, soprattutto, un sistema gestionale, cosiddetto a custodia aperta, che non garantisce la sicurezza e rende di fatto invivibili le carceri per gli stessi reclusi».

«Per quanto ufficialmente riferito dal Capo del Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) Basentini anche nel corso dell'audizione in commissione parlamentare antimafia resa il 6 giugno 2019 - afferma ancora il leader della Uilpa polizia penitenziaria -, la riorganizzazione dei circuiti detentivi e dei sistemi custodiali sarebbe pronta e allo studio degli uffici ministeriali da prima dell'estate scorsa; allora viene da pensare che pure su una materia delicata come quella delle carceri nel governo possano vigere i veti incrociati rispetto ai quali per qualcuno è meglio non decidere. Ma di certo, fra continue aggressioni al personale, disordini e, per non farsi mancare nulla, non rarissime evasioni, è a rischio la tenuta dell'intero sistema».

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«Allora - conclude De Fazio -, Bonafede e il governo diano un segno tangibile della loro attenzione al problema, altrimenti non ci potremmo esimere dall'avviare ogni forma di mobilitazione utile a sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica».

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