Maltempo: allagamenti, frane e traffico in tilt. Il grido d’aiuto della Liguria

La morsa del maltempo continua a stringere la regione con ripercussioni su mobilità e territorio. Ingestibili le criticità causate dal crollo del Morandi, i piccoli Comuni faticano a contenere i danni

Il maltempo non accenna a lasciare la morsa sulla Liguria, e nella giornata in cui l’allerta gialla è stata prolungata sino alle 18, gli effetti delle piogge prolungate, aggiunti ai danni provocati dalla tempesta dello scorso 29 ottobre e dal crollo del ponte Morandi, si fanno sentire con sempre più intensità. Sopratutto per quanto riguarda la mobilità, con strade, autostrade e treni nel caos.

Allerta gialla, trasporti nel caos

I problemi principali riguardano proprio i treni: una frana ha investito un regionale nella stazione di Santa Margherita Ligure e paralizzato la circolazione sulla Genova - La Spezia, mentre un mezzo di servizio adibito alla manutenzione a Principe è uscito dai binari bloccando quella sulla direttrice Genova - Ventimiglia. 

Liguria tagliata a metà, insomma, con Genova a fare da spartiacque, e il traffico su gomma non va meglio: oltre alla voragine causata dal crollo del Morandi sull’A10, con cui ogni automobilista fa i conti ogni giorno ormai dal 14 agosto, le piogge delle ultime ore hanno causato allagamenti su diversi tratti, in particolare sull’A12, tra Recco e Genova Ovest, dove alcune auto della Stradale hanno dovuto scortare i veicoli per precauzione. 

Lunghe code anche al casello di Bolzaneto, in entrata e in uscita, e tra Pra’ e Aeroporto, dove è tornato a crearsi il “tappo” legato alla chiusura dell’A10 per il crollo e all’uscita obbligata ad Aeroporto: auto e mezzi pesanti vengono convogliati su via Siffredi, da dove devono poi tornare indietro per dirigersi verso levante. E le conseguenze sono code e attese infinite che spesso culminano in incidenti.

Per quanto riguarda la mobilità cittadina, code in Valbisagno, nel triangolo “maledetto” Hermada-Albareto-Siffredi per le ragioni appena spiegate, e ancora a Pegli a causa dell’allagamento (ormai una tradizione) del sottopasso di via Pacoret: il passaggio si trasforma in una piscina a ogni ondata di maltempo, e le conseguenze si sentono anche in autostrada, con code all’uscita di Pegli.

Caos circolazione ferroviaria, Berrino: «Liguria provata dalle piogge»

«Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma le forti piogge e il maltempo degli ultimi giorni hanno messo a dura prova il nostro territorio dal punto di vista idrogeologico. Al momento i treni procedono su un unico binario invece di due, a causa dei lavori necessari per la messa in sicurezza»: così l'assessore regionale ai Trasporti, Gianni Berrino, ha commentato la disastrosa situazione della mattinata per quanto riguarda la circolazione ferroviaria.

«Sicuramente quanto accaduto non è dovuto a cause tecniche-ferroviarie, ma al perdurare delle piogge e del maltempo e alle avverse condizioni meteo - ha aggiunto Berrino - I ritardi che si stanno accumulando sono dovuti alla saturazione della linea e all’elevato numero di treni per rispondere alla sempre crescente domanda di trasporto e alla volontà regionale di garantire la mobilità, oltre alla necessità di ripristinare le condizioni di sicurezza».

Maltempo, emergenza continua: a Portofino "cede" la Piazzetta

L’altro lato della medaglia “maltempo” è ugualmente negativo: il terreno, zuppo dopo giorni ininterrotti di pioggia e un’estate in cui ha dovuto invece sopportare ben poco, ha iniziato a cedere in diversi punti della regione. Allagamenti a Rapallo, dove la situazione già drammatica è ulteriormente aggravata dalla pioggia continua e dai torrenti sempre più gonfi che non riescono a scaricare a causa dei detrit della mareggiata (in certi casi si tratta di giganteschi yacht ancora da rimuovere): via Mameli, cuore della cittadina, nelle prime ore di venerdì era praricamente sott'acqua.

Disagi legati all'acqua anche a Portofino, già duramente messa alla prova dalla mareggiata: durante la notte, come confermato anche dal sindaco Matteo Viacava, i temporali hanno gonfiato i torrenti tanto da alzare il livello del rio Fondaco, che ha sfondato la pavimentazione della Piazzetta. Un grosso buco si è così formato in piazza Martiri dell’Olivetta e in via Roma: l’area sulla calata è stata transennata mentre nel vicolo che da piazza della Libertà conduce fino al cuore di Portofino i militari sono già alle prese con i lavori di sistemazione. Problemi anche all'interno del Palazzo Comunale dove nell'ingresso, gli impiegati comunali, si sono adoperati per asciugare con fogli di giornale e carta il pavimento allagato.

A Paraggi le forti piogge hanno riversato terra e fango proveniente dal monte sull'area appena ripulita dai detriti della mareggiata: i volontari di protezione civile dei Vab Gruppo Lupo sono intervenuti insieme con i carabinieri per gestire la situazione, e in tarda mattinata sono arrivati anche i rappresentanti del Comune di Santa Margherita per un sopralluogo.

Le fragilità del territorio sono emerse anche a Sori, Rapallo, Torriglia, Bargagli e in innumerevoli altri punti della Liguria dove si sono verificate frane, e i sindaci, sopratutto quelli dei piccoli Comuni, lanciano l’allarme: troppi pochi fondi per gestire l’emergenza, come ha sottolineato a Genova Today Mirco Ferrando, sindaco di Mele, che da ormai oltre una settimana è costretto a monitorare ogni angolo del territorio comunale per cercare di prevedere dove cadrà il prossimo albero pericolante rimasto in bilico dopo la tempesta.

«Il territorio è degradato da tempo, molti terreni privati sono abbandonati a loro stessi, i privati non fanno manutenzione e finisce che i tantissimi alberi presenti nell'area del Comune, già compromessi dal gelicidio dell’anno scorso, con la tempesta sono crollati o restano pericolanti, in bilico sulle strade - ha spiegato - Abbiamo tolto i detriti dalle carreggiate, ma ne restano centinaia appesi e non sappiamo valutare quando potrebbero cadere. La statale del Turchino, che passa attraverso il Comune, è l'arteria a maggior rischio, sia per chi va in paese sia per chi sale alle frazioni, o anche solo per chi passa per andare al Faiallo o verso l'entroterra. Abbiamo compilato le schede di somma urgenza e stimato i danni, circa 50mila euro, troppi per le casse del nostro piccolo comune. Speriamo qualcosa si muova nei prossii giorni, e che non si tratti degli alberi».

La speranza è tutta nella richiesta dello stato d'emergenza firmata giovedì sera dal Consiglio dei Ministri per 11 regioni, Liguria compresa: i primi fondi, circa 7 milioni, verranno destinati agli interventi urgenti, ed è dunque probabile che finiscano in gran parte nel Tigullio, maggiormente colpito dalla tempesta di fine ottobre. Nessuna novità degna di nota, invece, per quanto riguarda il decreto Genova, atteso ormai da oltre 3 mesi e unico strumento in grado di garantire alla città l'inizio dei lavori per demolire quanto resta del Morandi e costruire un nuovo ponte. 

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