Operazione Litcar: porto genovese crocevia di auto di lusso e moto rubate

Si è conclusa l’operazione Litcar, frutto della cooperazione internazionale delle forze di polizia. Sequestrati otto veicoli provento di furto per un valore complessivo di 55 mila euro, tra cui cinque motoveicoli smontati in più parti e nascosti

Si è conclusa l’operazione Litcar, quale iniziativa dell’attuale presidenza Lituana nell’ambito della sempre più consolidata attività di cooperazione internazionale delle forze di polizia.

Specialisti ed esperti di 15 Paesi hanno eseguito mirati controlli di polizia finalizzati al contrasto del traffico illecito di veicoli, coordinati e coadiuvati dall’Agenzia Anticrimine dell’Unione Europea Europol.

I controlli sono stati effettuati su tutto il territorio nazionale e hanno interessato le aree e i settori commerciali ritenuti 'a rischio'.

In Liguria, in ambito portuale e frontaliero, sono stati controllati 448 persone, 332 veicoli, 771 documenti e monitorati 24 container con sistema scanner tra il porto di Genova e La Spezia.

È nell’ambito dell’area portuale del capoluogo ligure che i risultati conseguiti hanno confermato l’attualità di traffici illeciti.

La squadra messa in campo composta dalla polizia stradale, polizia di frontiera e agenzia delle dogane, ha vigilato e controllato auto, mezzi pesanti e merci in partenza.

L’azione di contrasto ha portato al sequestro di otto veicoli provento di furto per un valore complessivo di 55 mila euro, tra cui cinque motoveicoli smontati in più parti e nascosti con apposito cellophane scuro tra le masserizie dei bagagli dei viaggiatori. Inoltre, sono state sequestrate quattro patenti (di cui una italiana) una carta di identità inglese e due polizze assicurative poiché false.

Un cittadino straniero è stato arrestato per il reato di immigrazione clandestina e sei sono stati posti in stato di fermo di polizia giudiziaria per il delitto di riciclaggio.

È stato denunciato a piede libero un cittadino originario della Costa d’Avorio che aveva pensato bene di nascondere nei propri bagagli 99 capi di abbigliamento griffati contraffatti e al quale sono stati sequestrati 2 personal computer contenenti le matrici dei marchi contraffatti delle industrie di abbigliamento.

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Un esempio di come la cooperazione internazionale può aumentare significativamente l’efficacia dei controlli, permettendo di effettuare tutti quei riscontri spesso complessi, che conducono all’esatta identificazione di un veicolo, alla sua provenienza e alla sua destinazione finale.

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