Furto da 50mila euro da Leroy Merlin, arrestato al Cep

I fatti risalgono alla notte tra il 10 e l'11 agosto del 2017. Il 46enne di origini cilene è stato arrestato dopo essersi sfilato il braccialetto elettronico e aver aiutato due latitanti insieme alla moglie

Ha messo a sugno un furto da 50mila euro ed ha favorito la latitanza di due soggetti. Per questo nei giorni scorsi, militari del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Genova, un 46enne di origini cilene, C. P. R. S., per furto aggravato.

L'uomo è accusato del furto presso l'esercizio commerciale Leroy Merlin di Genova, consumato nella notte tra il 10 e l'11 agosto del 2017, durante il quale i ladri sono entrati nel negozio dopo aver effettuato un grosso buco nel muro perimetrale. Il bottino trafugato è stato stimato in circa 50mila euro suddivisi in materiale esposto alla vendita e denaro contante, questo asportato da due casseforti nonché dalla cassa del bar sito all'interno del medesimo esercizio commerciale. Inoltre, nelle immediate vicinanze del muro perimetrale dove era stato praticato il foro, sono stati rinvenuti numerosi prodotti asportati; probabilmente i malviventi non sono riusciti a portarli via causa l'allarme.

Le indagini sono partite con un accurato sopralluogo della scena del crimine, grazie al quale sono state individuate alcune telecamere di sorveglianza, poste vicino al luogo dove era stato praticato il foro utilizzato per l'accesso nei locali di Leroy Merlin, dalla cui visione dei filmati si è riusciti a individuare un furgone di colore bianco, che, in orario compatibile con quello del furto, si è posizionato in retromarcia nella zona precisa dove è stato sfondato il muro. Il mezzo esaminato dalle indagini è risultato essere in uso all'arrestato.

A questo punto le indagini si sono concentrate sul 46enne, coinvolto, insieme alla moglie e ad altra persona, nel favoreggiamento della latitanza di due catturandi in Spagna e Francia, poi arrestati tutti. Tale indagine, sostenuta da attività tecniche, ha dato importantissimi spunti riguardanti elementi di colpevolezza a carico di C. P. R. S., non solo riguardanti il favoreggiamento della latitanza, bensì anche del furto presso Leroy Merlin. Sono stati svolti numerosi servizi di osservazione presso l'abitazione dell'arrestato, durante i quali si è notata la presenza di un furgone Hyundai H1 con le medesime peculiarità di quello visto nelle registrazioni delle telecamere.

Sono stati poi analizzati i tabulati telefonici delle utenze in uso al C. P. R. S., dai quali si è rilevata la presenza di questi, nella notte tra il 10 e l'11 agosto 2017, nella zona del furto e nel medesimo orario. È stata quindi effettuata una perquisizione domiciliare durante la quale sono state trovate alcune telecamere, risultate rubate da Leroy Merlin, nonché una mazzetta da tre chilogrammi. Durante la perquisizione inoltre C. P. R. S. e la moglie sono stati sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Genova, per aver favorito la latitanza dei due soggetti fornendo documenti falsi, disponibilità di mezzi, nonché aiutandoli a trovare una sistemazione 'sicura'.

Il 16 gennaio 2018, forzando il braccialetto elettronico, C. P. R. S. si è allontanato dalla propria abitazione, rendendosi responsabile di evasione, per poi ritornarvi dopo una decina di giorni ed essere pertanto arrestato e trasferito in carcere. Il gip presso il tribunale di Genova nel frattempo ha emesso misura di custodia cautelare in carcere per il 46enne, concordando sui gravi indizi di colpevolezza in relazione al furto da Leroy Merlin, sul pericolo di reiterazione del reato, nonché sulla sussistenza delle esigenze cautelari; misura che nei giorni scorsi è stata eseguita.

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