'Ndrangheta a Lavagna: condanne per politici ed esponenti mafiosi

Arrivano le prime condanne in primo grado nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nel Comune di Lavagna

Arrivano le prime condanne in primo grado nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta nel Comune di Lavagna, in cui sono imputati 20 tra politici e presunti appartenenti alla criminalità organizzata.

Venerdì 7 giugno i giudici del tribunale di Genova hanno condannato, tra gli altri, i fratelli Paolo, Antonio e Francesco Nucera a quasi 50 anni di carcere complessivi (16 anni e 6 mesi per il primo, 13 anni e 6 mesi il secondo, 9 anni e 6 mesi il terzo) e a 15 anni e 8 mesi Francesco Antonio Rodà. Per tutti loro è stata riconosciuta l’associazione a delinquere di stampo mafioso a ed è stata stabilita la libertà vigilata. Condanna a 6 anni con l’accusa di usura anche per Paolo Paltrinieri.

Dal punto di vista politico, condannati a 2 anni l’allora sindaco di Lavagna, Giuseppe Sanguineti, e a 1 anno e 6 mesi Gabriella Mondello, ex parlamentare Udc e a sua volta ex sindaco, per voto di scambio. Entrambi sono stati sospesi dai pubblici uffici e dai diritti elettorali per cinque anni. Secondo l'accusa, la parte politica coinvolta dall'inchiesta avrebbe ottenuto il sostegno delle famiglie dei presunti boss in cambio di favori da parte degli amministratori locali sulla gestione dei rifiuti, ma anche di chioschi per l'affitto di ombrelloni sulle spiagge della riviera. 

«Se avessi fatto qualcosa di male mi rimprovererei - è stato il commento a caldo di Giuseppe Sanguineti - ma sinceramente non mi sento non mi sento di avere fatto nulla di male».

Assolti, invece, 6 imputati, tra cui Daniela Manglaviti e Pietro Bonicelli, ex dirigente dell’ufficio Suap del Comune.

«L’importante è che venisse riconosciuta la bontà delle indagini – ha detto il sostituto procuratore Alberto Lari, titolare del fascicolo insieme con Anna Chiara Paolucci - soprattutto l’associazione mafiosa e il voto di scambio, oltre che alcuni abusi d’ufficio».

Nei giorni scorsi la Squadra Mobile aveva portato a termine una serie di sequestri di proprietà immobiliari e attività commerciali tra Genova, Lavagna, Sestri Levante e Milano a Francesco Antonio Rodà e Paolo Paltrinieri. Valore totale, oltre 3 milioni di euro.

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Dallo scorso 26 maggio il Comune di Lavagna è tornato ad avere un sindaco e una giunta dopo oltre 2 anni di commissariamento

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