Insulti razzisti al supermercato, il caso approda davanti al giudice

La questione verrà affrontata davanti a un giudice di pace il 16 settembre 2019 dopo la denuncia del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”

Aleksandra Matikj, presidente del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ha citato in giudizio una donna che, stando a quanto riportato dagli avvocati nella denuncia, sarebbe una dottoressa dell'ospedale pediatrico Giannina Gaslini per razzismo, diffamazione e ingiurie in seguito a una vicenda dell'agosto 2017. La questione verrà affrontata davanti a un giudice di pace il 16 settembre 2019.

Lo rende noto la stessa Matikj raccontando l'accaduto: «Ad agosto 2017 ho pubblicato sulla mia pagina Facebook un post in seguito a un’esperienza personale che mi vedeva assistere a una scena preoccupante: davanti a un supermercato in piazza Piccapietra a Genova, un uomo urlava contro un giovane migrante che, in silenzio, teneva in mano un cappellino con pochi spiccioli dentro: ”Ma perché non sei morto nel mare negro?” Scioccata da quanto ho visto e sentito, dopo aver soccorso la vittima, ho riportato l’episodio sulla mia pagina Facebook prendendo le difese del cittadino extracomunitario ed evidenziando nello scritto, tra le altre cose, nel mio post, che la persona che aveva insultato il migrante “aveva sui 50 anni" proseguendo poi con "Rappresenta la parte dell’Italia della quale mi vergogno, io non ho tanti soldi ma al giovane straniero ho offerto una brioche…”».

 «Ci furono molte reazioni positive sui social - prosegue Aleksandra Matikj - , tranne un post, di questa persona che testualmente scrisse: "Si vergogni signora di apostrofare di razzismo un popolo accogliente e civile come quello italiano. Se non apprezza il modo in cui noi siamo è libera di andare altrove…". Questa persona non era tra i miei contatti social, non sapevo chi fosse ma era chiara la sua intenzione di screditarmi e offendermi pubblicamente, dandomi della bugiarda e presentandomi, in rete, e davanti a centinaia di utenti, come una persona che riteneva gli italiani come razzisti, invitandomi di andarmene dall’Italia. Avendo avuto fin da subito l’intenzione di trascinarmi in una discussione, avendo visto che era pubblicamente schierata contro lo Ius soli  sul social, dove, c'era anche scritto che lavorava all’ospedale pediatrico Gaslini, ne rimasi perplessa e, per non entrare in polemica con lei, l’ho bloccata, cancellando il suo post ed invitando gli altri utenti di non entrare in discussione con lei, visto che nel frattempo molti avevano risposto al suo post provocatorio, difendendo me e il ragazzo aggredito. Rappresentando anche un comitato che difende i diritti umani e chi è discriminato, italiani e immigrati a prescindere, cerco di evitare attacchi del genere, rispondendo civilmente e legalmente per una maggiore chiarezza. Mi risulta che l’ospedale Gaslini sia uno dei più noti in Europa, accoglie bambini da ogni parte del mondo ed è presieduto dal Cardinale Angelo Bagnasco che, da sempre, ha moralmente appoggiato la linea della benevola accoglienza dei migranti in Italia, specialmente dei bambini. Valuterò con i miei legali quali azioni legali ancora intraprendere, anche se ci farebbe piacere che la questione andasse risolta pacificamente. Quanto accaduto è a mio avviso gravissimo, un precedente mai visto a Genova e non si può tacere su tali fatti: per evitare che episodi del genere possano ripetersi».

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