Le strade più pericolose del 2018, Aurelia al primo posto per le moto

A Genova nel 2018 sono avvenuti 5.086 incidenti contro i 5.246 dell'anno precedente; quelli mortali sono stati 35 contro i 39 del 2017; 78 i morti, mentre l'anno prima erano stati 41

Aci Automobile Club d'Italia ha pubblicato la mappa degli incidenti stradali con le strade più pericolose del 2018, da cui risulta che sulla Via Aurelia è avvenuto i maggior numero di incidenti stradali con il coinvolgimento di mezzi a due ruote. Seguono il Grande raccordo anulare e la strada statale 145 Sorrentina.

A Genova nel 2018 sono avvenuti 5.086 incidenti contro i 5.246 dell'anno precedente; quelli mortali sono stati 35 contro i 39 del 2017; 78 i morti, mentre l'anno prima erano stati 41; in calo il dato relativo ai feriti (6.340 nel 2018, 6.594 nel 2017). La maggior parte dei sinistri, a livello regionale, vedono coinvolte auto (49,87%). Anche per quanto riguarda Genova, i dati sul numero dei veicoli coinvolti vedono in testa le auto (3.821), seguite da moto (3.062), veicoli commerciali e industriali (617), autobus (439), ciclomotori (213) e biciclette (147).

Dall'analisi dei dati a livello nazionale emerge che 76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell'incidente del ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane.

Lo studio, realizzato dall'Aci, 'Localizzazione degli incidenti stradali 2018' analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55mila chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese.

In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci - autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato - sono coinvolti nel 31% degli incidenti. Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche. Giugno e luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale).

Prendendo come riferimento l'anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell'1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell'1,6% (22 in meno). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza - 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).

Gli utenti vulnerabili

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, 'dueruotista' o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e 'dueruotisti' il 34,8%.

Due ruote

I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. L'indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all'1,3 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.

Pedoni

Tra le strade con un numero particolarmente elevato di investimenti: Aurelia, Adriatica, Casilina.

Chi migliora

Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d'Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d'Orta, SS 513 di Val d'Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).

Lo studio dell'Aci, consultabile sul portale www.lis.aci.it, comprende due sezioni distinte, una relativa ai dati generali di incidentalità e l'altra specifica sulla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale.

La sezione dedicata alla localizzazione contiene la statistica degli incidenti per ciascun chilometro di strada analizzato, con dettagli relativi alle conseguenze alle persone, tipologia di incidente, mese, ora, giorno settimana, particolari categorie di veicoli coinvolti, caratteristica del luogo di accadimento.

Completano l'analisi le mappe di incidentalità: numero di incidenti per chilometro su ciascuna strada con dati dell'anno di riferimento, numero di incidenti mortali per chilometro per ciascuna strada con dati dell'ultimo triennio, oltre alla geolocalizzazione degli incidenti.

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