Ilva Cornigliano: delegati Fiom in prefettura, cauto ottimismo per Taranto

I lavoratori dell'Ilva di Cornigliano stamani hanno dato vita a una manifestazione per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Taranto. Il prefetto auspica che il tribunale del riesame riveda la decisione della magistratura

Genova - Si è concluso il presidio dei lavoratori dell'Ilva di Cornigliano, che stamani hanno dato vita a una manifestazione per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Taranto. Il presidio, effettuato sotto la prefettura, si è sciolto dopo l'incontro delle organizzazioni sindacali genovesi con il prefetto Francesco Antonio Musolino.

«Il prefetto ci ha fatto presente che da parte del governo ci sono fondate speranze che il Tribunale del Riesame riveda la decisione della magistratura e che questo porti ad un esito positivo - ha detto Franco Grondona, segretario generale della Fiom-Cgil di Genova -. Siamo in attesa: ci aggiorniamo a lunedì e se allora ci saranno notizie positive bene, andremo in assemblea e ne parleremo; altrimenti, decideremo per altro. Per chi ha un po' di cervello nella magistratura, con tutto il rispetto, lo adoperi».

«In Italia si smantella tutto quello che produce ricchezza e il Governo vuole far diventare il nostro Paese una colonia»: in questi termini il segretario del Partito Comunista, Marco Rizzo, ha commentato la situazione relativa all'Ilva di Taranto e le sue ripercussioni sullo stabilimento di Genova

Secondo Rizzo, che ha diffuso una nota, a questo stato di cose «si aggiunge l'incapacità e l'irresponsabilità degli organismi dello Stato. Il sequestro dello stabilimento Ilva di Taranto, da parte della magistratura pugliese, mette in crisi migliaia di lavoratori e le loro famiglie sia a Taranto sia a Genova, dato che le lavorazioni svolte nel capoluogo ligure dipendono in gran parte da manufatti provenienti dalla Puglia».

«Il Partito Comunista è, e sarà sempre, al fianco dei lavoratori, ai quali deve essere garantito il mantenimento dell'occupazione. Certamente occorre mettere in atto strategie per ridurre l'impatto dell'attività di Ilva sull'ambiente e sulla salute - ha concluso -, ma se è importante la tutela dell'ambiente, lo è altrettanto la tutela del lavoro degli operai. Hanno buttato il bambino con l'acqua sporca» (Ansa).

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