Il Ministero dei Trasporti boccia la Gronda: «Poco efficiente». Toninelli: «Si farà ma nei termini in cui sarà davvero utile»

Pubblicata l'analisi costi-benefici della grande opera: il ministero di Danilo Toninelli conferma la visione pentastellata e invita a «perseguire opzioni strutturali più efficienti»

Botta e risposta tra Mit, le forze politiche, lo stesso ministro Toninelli e Aspi. Si parte con la relazione del Mit che boccia la Gronda, bollandola come «poco efficiente». E il ministero - guidato dal pentastellato Danilo Toninelli - attira le critiche di numerose forze politiche, tra cui gli ex alleati della Lega. Ma il ministro in seguito specifica meglio: «La Gronda si farà, e grazie al nostro lavoro sarà realizzata nei termini in cui sarà davvero utile». 

La Gronda bocciata dal Mit

Tutto inizia con la pubblicazione dell'analisi costi-benefici della grande opera: «La risultanza delle valutazioni condotte suggerisce di cogliere l'opportunità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti in termini trasportistici». In parole povere, il ministre delle Infrastrutture e dei Trasporti, come atto finale del governo gialloverde, boccia la Gronda nell’attesa conclusione dell’analisi costi-benefici diffusa nella serata di mercoledì.

Nella conclusione dello studio, il Mit ribadisce la necessità di valutare alternative alla Gronda di Ponente di Genova e all'interconnessione con le autostrade A7, A10 e A12, che dovranno «essere approfondite e individuate attraverso un confronto con i livelli istituzionali territoriali».

La nuova infrastruttura progettata da Spea (controllata di Autostrade per l'Italia) comprende 61 km di nuovi tracciati autostradali e si allaccia agli svincoli che delimitano l’area cittadina (Genova Est, Genova Ovest, Bolzaneto), si connette con la direttrice dell’A26 a Voltri e si ricongiunge con l’A10 in località Vesima.

Data la complessità dal punto di vista orografico del territorio attraversato, ricorda lo studio, il nuovo sistema viario si sviluppa quasi interamente in sotterraneo e prevede 23 gallerie, per un totale di circa 50 chilometri, circa l’81% dell’intero tracciato, con sezioni variabili fino ai 500 mq dei cameroni di interconnessione tra gli assi autostradali. Le opere all’aperto comprendono la realizzazione di 13 nuovi viadotti e l’ampliamento di 11 viadotti esistenti.

I costi restano un tasto dolente: l’attuale progetto della Gronda «prevede un costo complessivo di 4,7 miliardi di euro per 120 mesi di realizzazione», ma venire meno agli obblighi contrattuali (la realizzazione della Gronda rientra nella concessione di Autostrade per l'Italia), costerebbe almeno un miliardo di euro: «Ammonta, al netto del mancato guadagno indennizzabile nella misura del 10% dell'utile ritraibile, a circa 1 miliardo di euro».

«L’eventuale scioglimento del vincolo di realizzazione della Gronda comporta un mutamento di una delle modalità di attuazione dell’oggetto della convenzione - si legge nell’analisi - ai costi sostenuti andrebbero aggiunte le eventuali pretese risarcitorie di terzi, o in via di rivalsa dalla stessa Aspi, che, a fronte del recesso, potrebbe verosimilmente chiamarsi fuori da ogni pretesa nei suoi confronti da parte di terzi che dovessero reclamare pregiudizi a loro occorsi dalla cessazione dell’esecuzione dell’opera, allo stato non quantificabili».

Il Mit prosegue quindi fornendo 5 alternative al progetto di Spea e alla Gronda, sottolineando che «le condizioni di elevata e generalizzata congestione del nodo genovese consentono a tutte le alternative esaminate di raggiungere buoni livelli di fattibilità, ma nello stesso tempo vengono premiati quei progetti che aumentano in generale la capacità stradale, anche se non correttamente concepiti, e diventa dunque essenziale in questi casi poter confrontare diverse alternative di progetto» 

«Le alternative esaminate non sono egualmente vantaggiose - prosegue lo studio - una scelta differente da quella ottimale comporterebbe non trascurabili riduzioni dei benefici potenzialmente acquisibili, cioè un cattivo uso delle risorse».

M5s su Gronda: «Mit ci dà ragione, pensiamo al bene della Liguria»

Da parte dei rappresentanti liguri del Movimento 5 Stelle, la replica è arrivata soltanto giovedì mattina: «La puntuale e dettagliata analisi costi/benefici del Mit, ricca di diversi scenari messi a confronto, dà ragione al MoVimento 5 Stelle: è preferibile seguire lo scenario alternativo migliore, non la Gronda iniziale di Autostrade per l’Italia targata Benetton che altro non farebbe che riempire Genova di milioni di metri cubi di amianto, bloccando la città per 10 anni con 5 megacantieri evitabili. Uno scenario che il MoVimento 5 Stelle ha sempre denunciato pensando al bene della Liguria».

Giovanni Toti, lo sfogo del governatore ligure: «Colpo di coda di Toninelli»

La diffusione dell’analisi ha suscitato la secca replica del governatore ligure, Giovanni Toti, che in serata su Facebook ha scritto: «Il colpo di coda di Toninelli! Anche se il Governo non esiste più, il Ministero delle Infrastrutture a guida grillina boccia la Gronda di Genova, un progetto già fatto e che gli italiani stanno già pagando. Anzi, molte persone e molte aziende sono già state espropriate perché il cantiere sarebbe già dovuto partire mesi fa».

«L’arroganza non ha limiti: per compiacere i grillini liguri - prosegue Toti - che in campagna elettorale si sono schierati contro l’opera, il Governo boccia un’infrastruttura strategica per tutti i porti e il nord-ovest del Paese. E questo nonostante tutte le associazioni di impresa, i sindacati, le categorie, i professionisti, chiunque viva e lavori in Liguria sia favorevole alla sua realizzazione. Il confronto istituzionale c'è già stato».

Terrile: «Fermare l'opera costerebbe un miliardo di euro»

Interviene nel dibattito anche Alessandro Terrile, consigliere comunale di Genova: «I lavori potevano già partire a gennaio scorso, e diversi cittadini e imprese sono già stati espropriati. Modificare oggi il progetto significa ripartire da capo con il percorso autorizzativo, e quindi non fare nulla per almeno tre o quattro anni. Aggiungiamo che la stessa analisi costi benefici del Ministero delle Infrastrutture riconosce che fermare l'opera costerebbe ai contribuenti circa un miardo di euro. Spenderemmo un miliardo per non realizzare l'infrastruttura. Roba da matti. Trovo positivo che Toninelli abbia pubblicato l'analisi in questi giorni. Contribuisce a fare chiarezza su un punto che il famoso contratto gialloverde aveva ignorato, provocando un ritardo di un anno nell'avvio dei lavori».

Intervengono poi anche il Gruppo Pd Regione Liguria, Gruppo Pd Comune di Genova, Pd Liguria e Pd Genova con un comunicato congiunto: «Un immobilismo di cui portano una responsabilità decisiva non solo il Ministro Toninelli ma soprattutto la Lega dell’ex sottosegretario Rixi, che ha anteposto gli equilibri politici agli interessi di Genova e di tutta la Liguria. Oggi per fortuna quegli equilibri politici si sono dissolti e rimangono i dati oggettivi: la valutazione costi benefici era già stata richiesta dall’amministrazione comunale precedente all’Università e aveva confermato, nonostante si fosse nel pieno della crisi economica, la valenza strategica e decisiva della Gronda».

Toninelli: «La Gronda si farà in modo da essere davvero utile»

Arriva in mattinata, con una nota, la risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli: «La Gronda si farà e grazie al lavoro istruttorio del Mit sarà realizzata in termini in cui è davvero utile a Genova e a tutti i cittadini italiani. La Lega taccia e badi a recriminare contro se stessa, perché mandando all'aria il Governo del cambiamento ha fatto harakiri e si è messa da sola fuori dai giochi. Ora sarà il M5S a condurre avanti da solo le tante riforme e gli interventi che servono a beneficio di tutto il Paese».

Toti e Bucci: «Una Gronda diversa sarebbe un danno gigantesco»

«Il Ministro Toninelli boccia il progetto della Gronda autostradale di Genova, dicendo che se ne farà una diversa: sarebbe un danno gigantesco per la città è per la Liguria tutta - è il commento di Giovanni Toti e del sindaco di Genova, Marco Bucci, nel pomeriggio di giovedì -. L’analisi costi benefici, divulgata ieri in modo surreale mentre il Governo sta facendo gli scatoloni, non dice affatto che la Gronda sia un progetto non conveniente. Al contrario, se mettiamo in conto anche le penali e i tempi per un nuovo progetto, risulta che il cantiere attuale, che già doveva essere partito e che i cittadini stanno già pagando, è in assoluto l'ipotesi più economica».

Aspi: «Errori macroscopici nell'analisi sulla Gronda»

Al coro delle proteste si unisce anche quella di Autostrade per l'Italia, che evidenzia che, qualora fosse tenuta in considerazione l'analisi del Mit, l'unico effetto sarebbe quello di ritardare ulteriormente la realizzazione dell'opera. «Le soluzioni alternative proposte - comunica Aspi - non sono tecnicamente realizzabili, in quanto i lavori necessari non sono eseguibili, oppure bloccherebbero di fatto il traffico da e verso Savona per numerosi anni. Infatti le soluzioni alternative prospettate, invece di spostare il traffico pesante al di fuori del tessuto urbano caricherebbero di pesanti flussi le tratte cittadine, congestionando ulteriormente la cittá di Genova. Inoltre, l'analisi del Mit non tiene minimamente conto delle valutazioni di sicurezza, elemento fondamentale per qualunque studio di questo tipo. Qualunque tipo di modifica del progetto farebbe ripartire da zero l'iter progettuale e autorizzativo della Gronda, causando un ritardo di 6-10 anni nella realizzazione dell'opera».

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