Il Gaslini salva una bimba affetta da rara malformazione

La piccola G., 10 anni, è stata sottoposta a una serie di delicatissime e complicate operazioni ed è rimasta in rianimazione assistita per 75 giorni: oggi è tornata a scuola

Ancora un successo per i medici dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini, che per la prima volta in assoluto hanno portato a termine un intervento di auto trapianto polmonare salvando una bambina affetta da cardiopatia congenita e da una grave malformazione polmonare.

Un’equipe multidisciplinare e multiprofessionale composta da rianimatori, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici perfusionisti e fisioterapisti hanno lavorato senza sosta per mettere a punto una strategia in grado di salvare la piccola G., 10 anni, di Varese, nata prematura da una gravidanza gemellare e affetta da una grave e complessa cardiopatia congenita e da un’ipoplasia del circolo arterioso polmonare di destra. 

Candidata a trapianto di cuore e polmoni, G. è stata rigettata da 6 centri trapianto nazionali e internazionali per l’estrema gravità e fragilità delle sue condizioni. Gli specialisti del Gaslini, però, non si sono dati per vinti, nonostante che la malattia abbia continuato a progredire e a peggiorare, anche dopo la presa in carico del reparto Cardiologia del Gaslini, avvenuta circa due anni fa. L’aspettativa di vita si era ridotta a un anno, e il tempo per la piccola stava ormai iniziando a scarseggiare, quando i medici hanno deciso  di provare il tutto per tutto: recuperare la funzione del polmone destro, attraverso un delicatissimo intervento in cateterismo cardiaco condotto dal dottor Maurizio Marasini, direttore della Cardiologia del Gaslini ,e dal cardiologo Martino Cheli. 

La paziente in pochi minuti è andata in arresto cardiaco -evento prevedibile, data la grave patologia di base- ed è stata immediatamente sottoposta a trattamento con Extracorporeal Membrane Oxygenation, un sofisticato dispositivo in grado di “sostituire” temporaneamente cuore e polmoni: un limbo in cui la bambina è stata costantemente monitorata dal dottor Andrea Moscatelli, direttore del Centro di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica (Rianimazione), e dal  suo team. 

«Dopo più di due settimane di assistenza, senza prospettive di guarigione, e nonostante le molteplici incertezze, di fronte alla prospettiva di morte certa, abbiamo cercato una soluzione alternativa che potesse dare alla bambina una prospettiva di vita soddisfacente», racconta Moscatelli. L’equipe ha unito quindi le forze per portare a termine un intervento delicatissimo per recuperare la funzionalità polmonare: una prima operazioni durate ben 9 ore, che ha consentito di inserire uno stent per garantire il funzionamento del polmone destro. Il secondo intervento, ancora più difficile, è  durato 13 ore e si è concentrato sul recupero delle funzionalità del cuore. 

«Di fatto, attraverso tutti questi delicati passaggi, la bambina ha potuto beneficiare di tutti gli effetti di un autotrapianto polmonare, il primo effettuato a questa età e per questa indicazione - prosegue Moscatelli - Tutto questo ha richiesto un supporto in Ecmo di 75 giorni, un record in assenza di complicanze, e un impegno enorme a qualsiasi ora per il personale infermieristico, i tecnici perfusionisti, i fisioterapisti ed i medici. Nonostante l’arresto cardiaco, la risonanza magnetica del cervello dopo 75 giorni di Ecmo è perfettamente normale, così come le funzioni neurologiche della bambina. Grazie a tutti questi sforzi congiunti, oggi è tornata a scuola e ha la prospettiva di poter riprendere a crescere ed a vivere una vita normale».

Un lieto fine per la piccola G, dunque, e un altro traguardo raggiunto dal Gaslini, con cui si è complimentata anche l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale: «Un grande plauso e ringraziamento all'equipe dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova che ha salvato la vita di una bimba di 10 anni, compiendo con successo un intervento molto complesso, il primo al mondo su paziente pediatrico. Oggi è tornata a casa con la prospettiva di poter crescere e avere una vita normale. Il nostro Gaslini si conferma ancora una volta un punto di riferimento nazionale e internazionale».

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