Microchip nei camici, Toti: «Chi ha paura di essere controllato?»

Replica il Pd con Raffaella Paita: «Allora il vero scopo era il controllo dei dipendenti?»

Non si placano le polemiche scoppiate nelle scorse ore e relative alla denuncia di un dipendente dell'ospedale Galliera che ha scoperto un microchip cucito all'interno del camice utilizzato sul posto di lavoro. Da una parte il presidente regionale Giovanni Toti che ha minimizzato l'episodio; dall'altra il capogruppo del Pd, Raffaella Paita, che ha attaccato l'amministrazione regionale.

Toti: «Chi ha paura di essere controllato se non ha nulla da nascondere?»

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha cercato di gettare acqua sul fuoco con un post sulla propria pagina Facebook in cui ha dichiarato: «Ma dopo anni di sprechi nella sanità le opposizioni ora si preoccupano dei microchip nelle divise del personale ospedaliero che servono per risparmiare e garantire maggiore igiene e ordine degli indumenti? Ma chi ha paura di un microchip che serve a riconsegnare la divisa pulita al legittimo proprietario evitando che si perda e risparmiando così denaro dei contribuenti? Ma chi ha paura di essere controllato sul posto di lavoro, se non ha nulla da nascondere? Sono certo che la stragrande maggioranza del personale della sanità faccia seriamente il proprio lavoro e che non tema nessun controllo (che peraltro non c'è). Stupisce semmai che le opposizioni sollevino polveroni su presunti controlli inesistenti ma che comunque nessuno, in epoca di furbetti, dovrebbe temere».

Paita: «Allora il vero scopo del sistema era il controllo dei dipendenti?»

Di tutt'altro avviso Raffaella Paita, capogruppo del Partito Democratico in Regione: «Ho letto una versione comica di ‘Toti il moralizzatore’ che trova normale che ai dipendenti della sanità venga applicato un microchip nelle divise, senza preventiva comunicazione. Allora il vero scopo del sistema era il controllo dei dipendenti a loro insaputa? Le ambigue dichiarazioni di Toti e la sua precipitosa retromarcia confermerebbero i sospetti. Quanto agli sprechi da una giunta c he ha aumentato debito, tasse (scaglioni) e liste d’attesa in sanità non accettiamo lezioni. A proposito: ci interessa sapere nel dettaglio quali procedure sono state seguite per questo servizio e quanto costa davvero».

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