Mancano le barelle, ancora ambulanze bloccate

La permanenza davanti all'ospedale fa sì che l'ambulanza non possa rientrare alla base e dunque lasci sguarnita la zona di competenza. Questa situazione si sta ripetendo piuttosto di sovente negli ultimi mesi

Ancora ambulanze bloccate in attesa di avere indietro le barelle. Succede questa mattina al pronto soccorso dell'ospedale Galliera. Nove i mezzi di soccorso costretti ad aspettare prima di poter riprendere il servizio.

La permanenza davanti all'ospedale fa sì che l'ambulanza non possa rientrare alla base e dunque lasci sguarnita la zona di competenza, che, in caso di necessità, deve essere coperta da un mezzo in arrivo da più lontano.

Alle 11 risultano 14 ambulanze in transito al San Martino, 9 al Galliera e 13 al Villa Scassi. Guardando gli accessi, al San Martino i pazienti in attesa sono 20, 39 quelli in visita e 11 in osservazione breve (Obi); per quanto riguarda il Galliera le persone in attesa sono 12, 39 quelle in visita e 6 Obi; al Villa Scassi sono cinque i malati in coda, 24 in visita e 32 Obi.

Dopo le 11 la situazione è andata migliorando, come sottolineano dalla direzione degli ospedali Galliera e San Martino. In particolare il secondo «non ha avuto blocchi e non ha problemi di posti nè ha avuto ambulanze in attesa, ha gestito però i mezzi diretti al Galliera come spesso accade».

La testimonianza di Pippo Rossetti, consigliere regionale del Pd ligure

Cronaca di una giornata di ordinario sovraffollamento al pronto soccorso. Questa mattina sono stato all'ospedale Galliera e, come purtroppo è accaduto molte volte in questi ultimi anni, ho trovato una situazione inaccettabile. Barelle in terza fila, otto ambulanze parcheggiate fuori dall'ospedale in attesa di riavere quelle stesse barelle bloccate all'interno, condizioni logistiche che non rispettano la privacy dei pazienti e personale numericamente insufficiente, che però va assolutamente ringraziato per lo spirito di dedizione e per le ottime competenze. Una situazione assai difficile nonostante non vi siano né emergenze caldo, né emergenze freddo. Ma la solita emergenza “pronto soccorso”, che si ripresenta in tutte le stagioni e con tutte le temperatore, anche se, a detta del presidente Toti, i problemi sarebbero già stati risolti.

Dopo 4 anni e mezzo di governo ligure del centrodestra, invece, manca ancora un piano strategico. Non esiste una rete territoriale che integri ospedali e pronto soccorso, così come non è mai partito un sistema integrato guardia media-pronto soccorso che preveda il coinvolgimento di punti di primo intervento e un’integrazione tra reparti ospedalieri e i pronto soccorso che devono trattenere in pazienti anche tre giorni. Cosa hanno prodotto Alisa e il Dipartimento regionale in questi anni? Per l’assessore Viale è sempre colpa di chi c’era prima, ma se l’eredità ricevuta da questa maggioranza non era certo felice, oggi la situazione è decisamente peggiorata.

Nel corso del mio sopralluogo odierno non ho voluto scattare foto all’interno del pronto soccorso per garantire la privacy dei pazienti. Sono stato al Galliera, per una questione di vicinanza con la sede della Regione. Ma è chiaro che la situazione è la medesima in tutti gli ospedali genovesi.

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Servono nuove assunzioni e una vera programmazione. Abbiamo bisogno di un’idea precisa di sanità, non bastano interventi a spot di alleggerimento sui pronto soccorso, perché così si sposta soltanto un problema da un ospedale all’altro.

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