Furti nelle case dei ricoverati al Galliera, in manette infermiere e 3 complici

Rubavano le chiavi degli appartamenti dei malati, scoprivano abitudini e indirizzi e poi passavano all'azione: arrestati quattro ultrasessantenni

Ufficialmente pensionati, in realtà membri di una banda ultra organizzata che si era specializzata in furti in appartamento con un modus operandi tanto ingegnoso quanto odioso: i poliziotti della squadra Mobile della questura di Genova hanno arrestato in mattinata 4 uomini di età compresa tra i 63 e i 74 anni d’età, che riuscivano a impossessarsi delle chiavi delle abitazioni prese di mira rubando e duplicando le chiavi di persone ricoverate nei reparti dell’ospedale Galliera.

In manette sono finiti il 74enne Salvatore Aiello, il 66enne Emanuele Moranda, il 64enne Saverio Nuvoletta e il 63enne Michele Iaquinta: proprio quest'ultimo, infermiere del pronto soccorso dell’ospedale cittadino (nonché unico incensurato) era il membro chiave della banda. Era lui a scegliere i "bersagli" da colpire durante i turni, lui che ne conquistava la fiducia facendosi raccontare tutti i dettagli sulle abitudini e la gestione della casa, sempre lui a sottrarre da armadietti e borse i mazzi di chiavi che affidava poi a Moranda per fare il duplicato.

I contatti con gli altri membri della banda erano ridotti al minimo: oltre alle telefonate, intercettate per mesi (l’indagine è partita ad agosto 2016, dopo la denuncia di alcuni pensionati che spiegavano di avere ritrovato l’appartamento razziato, ma in ordine e chiuso a chiave), in cui si lasciava andare anche a battute sulle condizioni di salute dei pazienti presi di mira, Iaquinta sfruttava uno scooter parcheggiato davanti al Galliera per lasciare sotto la sella chiavi e informazioni sugli appartamenti, che venivano poi recuperati dai ladri nel corso della giornata. Scambi monitorati e documentati dagli agenti della Mobile, che alle prime luci dell’alba sono entrati in azione effettuando perquisizioni negli appartamenti dei quattro ed eseguendo le misure di custodia cautelare in carcere firmate dal pm Francesco Paolo Cardona Albini.

A finire nel mirino degli investigatori ci sono anche un’altra decine di persone, tutte accusate di ricettazione: Iaquinta, approfittando sempre della libertà concessa dal suo lavoro di infermiere, sottraeva materiale sanitario, farmaci e ricette che poi rivendeva, un’attività che gli è costata anche l’accusa di peculato.

VIDEO | Ecco come agiva la banda che prendeva di mira i ricoverati in ospedale

La banda, inoltre, riusciva a procurarsi le chiavi degli appartamenti ricorrendo anche a un altro metodo: nella stagione estiva batteva il litorale cittadino, da Albaro a Nervi, e setacciava le auto parcheggiate cercando i mazzi di chiavi che alcune ignare vittime lasciavano in macchina per evitare di portarle sulla spiaggia o in stabilimento. Il passo successivo era sfruttare i libretti di circolazione per trovare gli indirizzi, e una volta memorizzate le abitudini delle persone prese di mira non restava altro da fare che entrare in azione. Lo scorso ottobre uno dei quattro (Nuvoletta) era stato già arrestato proprio perché sorpreso dopo avere rotto il finestrino di un'auto per prendere un mazzo di chiavi e il libretto di circolazione: «Ognuno dei membri della banda aveva un ruolo preciso - hanno spiegato Marco Calì e Alessandro Carmeli, rispettivamente dirigente e vicequestore della squadra Mobile di Genova - C’era chi si occupava di fare da "palo" e di effettuare sopralluoghi, chi del furto materiale, chi di duplicare le chiavi e reperire informazioni. Erano molto organizzati, e stimiamo che abbiano colpito decine di volte».

Al momento sono 28 i furti pluriaggravati accertati e contestati dalla polizia, e 5 i furti in abitazione, confermati dalla refurtiva trovata nel corso delle perquisizioni, che comprende gioielli, orologi e francobolli da collezione. Ma le indagini sono ancora in corso, e nelle prossime ore verranno quasi certamente accertati diversi altri colpi in appartamento, messi a segno in vari quartieri della città.

I 4 arrestati sono stati tutti trasferiti nel carcere di Marassi, e gli agenti stanno passando al vaglio la refurtiva per rintracciare i proprietari: l’invito è quello di contattare la questura se si è stati vittime di furti in casa nel periodo che va da agosto 2016 a gennaio 2017, soprattutto nel caso di persone che hanno trascorso un periodo di degenza in ospedale.

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