Post Morandi, da Fincantieri un nuovo ponte sul Polcevera per la viabilità cittadina

Firmato in mattinata un protocollo con diverse aziende che si mettono a disposizione della città per contribuire al rilancio e alla ripresa economica: focus su infrastrutture e porto

Un protocollo d’intesa finalizzato ad aiutare la città di Genova e l’area metropolitana a riprendersi dopo il crollo del ponte Morandi grazie all’aiuto di aziende specializzate, in particolare per quanto riguarda logistica, infrastrutture e viabilità: la firma è arrivata in mattinata alla presenza dei commissari per l’emergenza, Giovanni Toti, e per la ricostruzione, Marco Bucci, e coinvolge ufficialmente nel progetto Cassa depositi e prestiti, Fincantieri, Fs Italiane, Snam e Terna.

Fincantieri, in particolare, si è offerta di lavorare alla realizzazione di un ponte in acciaio sul Polcevera per la viabilità alternativa: nei giorni successivi al crollo l’azienda era stata indicata dal governo come quella più indicata per ricostruire il viadotto dell’A10, ma con il passare delle settimane nulla più era stato detto sulla sua eventuale partecipazione, complice anche l’assenza della certificazione necessaria per lavori di quel genere.

In generale Fincantieri, insieme con Cassa Depositi e Prestiti, Gruppo FS Italiane, Snam e Terna, sfruttando anche le proprie controllate, forniranno sostegno alle aree colpite mettendo a disposizione il proprio know-how e le proprie competenze tecniche e di progettazione: le società puntano a supportare lo sviluppo della città rafforzando le aree portuali e del sistema di trasporto locale e favorendo l’intermodalità. Oltre al ponte di ferro, Fincantieri fornirà il progetto per il potenziamento infrastrutturale del cantiere di Sestri Ponente, mentre il Gruppo FS Italiane potrà contribuire al potenziamento dei servizi pubblici di trasporto su ferro e su gomma e alla realizzazione o all’ampliamento di infrastrutture di interscambio in prossimità delle stazioni ferroviarie e di accessibilità stradale e ferroviaria alle aree portuali. Terna e Snam si occuperanno invece di sviluppare progetti ecosostenibili in grado di assicurare fornitura elettrica e di combustile.

L’obiettivo del protocollo è quello di «sostenere in modo concreto la ripresa economica della città e del suo territorio, attraverso una serie di misure diversificate rivolte a enti pubblici, sistema infrastrutturale, imprese, famiglie e per la soluzione dell’emergenza abitativa», ed è per questo che nell’elenco delle aziende, oltre a Fincantieri, figurano anche aziende come Cassa Depositi e Prestiti, che ha già messo a disposizione delle famiglie sfollate la “Palazzina ex Casa delle Infermiere” di Quarto, che con una superficie di 2.200 mq e 40 appartamenti arredati può accogliere oltre 100 persone. È inoltre in fase di implementazione un ampio progetto di rigenerazione urbana, del quale fanno parte ulteriori interventi di riqualificazione immobiliare e di social housing.

«Il protocollo è un passo importante per aiutare Genova a ripristinare il più possibile condizioni di normalità dopo il crollo del Morandi - ha detto Toti - In questi tre mesi le istituzioni hanno collaborato per realizzare interventi strutturali per superare l’emergenza a cominciare da quella abitativa affrontata subito con una casa per gli sfollati, la viabilità con l’apertura di arterie alternative, la scuola. Molto resta da fare e soprattutto resta da ricostruire il ponte. Nelle ore immediatamente successive al crollo Regione Liguria ha intrapreso una collaborazione con Cdp e tutto il gruppo che ha portato a dare risposte immediate sul fronte degli alloggi: il protocollo va nella stessa direzione e rafforza la collaborazione già avviata».

Per quanto riguarda poi le imprese e le famiglie, Cdp, in collaborazione con i commissari, la Regione e Filse, proporrà l'avvio di azioni a supporto implementando nuove misure e  ricorrendo all'impiego di fondi pubblici, oltre che di risorse proprie. In particolare, potranno essere attivate una o più operazioni di finanziamento, anche coinvolgendo il sistema bancario, per  contribuire al ripristino del patrimonio privato e delle attività  economiche e produttive colpite e supportare il rilancio della  competitività del sistema produttivo regionale.

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