Consigliere municipale inneggia ai fasci di combattimento, scoppia la polemica

Secondo caso dopo la consigliera comunale di Savona: questa volta tocca a Igor D'Onofrio, eletto nel Municipio Medio Levante

Polemica su Igor D’Onofrio, consigliere municipale eletto nel Municipio Medio Levante, per una serie di post pubblicati su Facebook in cui inneggia alla fondazione dei fasci di combattimento.

D’Onofrio, leghista, sabato ha sfruttato i social network per ricordare che «cent’anni fa, chi non accettò una vittoria mutilata che offese la patria decise che fosse necessario unire le forze più dinamiche della società e nacque la più audace, la più originale e la più mediterranea delle idee!», proseguendo poi condividendo un post del Blocco Studentesco di Parma corredato dalla scritta “100 anni...le radici profonde non gelano mai!” e un altro post in cui, sempre riferito alla fondazione dei fasci da combattimento, parla di «storia, con la S maiuscola».

Immediate le reazioni: Alessandro Terrile, consigliere comunale del Pd, ha così commentato: «Avvicinandosi il 25 aprile, un consigliere del Municipio Mediolevante eletto con la Lega inneggia ai fasci di combattimento e definisce gli antifascisti "gli infami nipoti dei banditi”. Davanti ad affermazioni così gravi non si può tacere.  Intervengano il sindaco Bucci, il presidente Vesco, o Rixi che è segretario della Lega in Liguria. Intervengano come ha fatto la sindaca di Savona, Ilaria Caprioglio che non ha esitato a condannare analoghe dichiarazioni della sua consigliera comunale Simona Saccone. Un rappresentante delle Istituzioni democratiche eletto dai cittadini che non si riconosce nei valori della Costituzione dovrebbe dimettersi o essere chiamato a farlo».

Anche la sezione provinciale di Anpi ha chiesto un intervento del sindaco Marco Bucci, facendo sempre riferimento alla reazione della sindaca Caprioglio, che aveva definito il post di elogio ai fasci di combattimento della consigliera Saccone «un fatto di una gravità inaudita».

«Dal sindaco di Genova, invece, né tantomeno dal presidente del Medio levante Francesco Vesco - lo stesso che la scorsa settimana si era fatto notare per la decisione di non pagare più le corone alle lapidi per i partigiani il 25 aprile, decisione rivista per intervento dello stesso Bucci - non si registrano reazioni. E questo è inaccettabile - sottolinea Anpi - Troppe persone pensano che la colpevole disponibilità di forze di governo verso gli apologeti del neofascismo abbia fatto scattare l’ora del “liberi tutti”. Noi come Anpi diciamo no. Seccamente no, sindaco: non vogliamo doverle ripetere, ogni pochi giorni, quali sono i doveri del suo ruolo in una città Medaglia d’oro della Resistenza e in un paese che grazie a quella Resistenza permette anche a personaggi squallidi di esprimere concetti inaccettabili. Le chiediamo, una volta per tutte, a nome di tutti i democratici e gli antifascisti genovesi, di dire apertamente a tutta la città e agli eletti che sostengono la sua amministrazione, come non ci possa né debba essere alcuna tolleranza verso chi insulta il suo stesso paese e la storia».

Sulla questione è intervenuta anche la Camera del Lavoro  di Genova, che in una nota ha chiesto «una  seria presa di posizione delle forze democratiche che governano la  nostra città, affinchè si dissocino pubblicamente da tali affermazioni e comportamenti. Mentre in questo periodo il mondo del lavoro e la cittadinanza sono  impegnati nell'organizzazione di manifestazioni per ricordare il 25 Aprile e celebrare Genova Città Medaglia d'oro della Resistenza e i tanti che hanno donato la vita per la libertà e la democrazia nel nostro Paese, la Camera del Lavoro auspica che le Istituzioni cittadine difendano la nostra storia condannando chi la insulta».

La polemica segue quanto accaduto la scorsa settimana a Rossiglione e in alcuni quartieri di Genova, dove sono comparsi manifesti anonimi che celebravano proprio la nascita dei fasci di combattimento. Sulla la procura ha aperto un’inchiesta.

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