Esplosivo ed evacuazione: 300 persone nei centri, distribuiti oltre mille buoni pasto

Molti meno residenti della zona considerata a rischio hanno accettato l'ospitalità del Comune: la maggior parte si trovano all'Rds Stadium, sui rientri la conferma soltanto in serata

Sono circa 300 su 3.300 le persone evacuate per l’implosione del ponte Morandi che hanno deciso di accettare l’assistenza del Comune e della Protezione Civile scegliendo di trascorrere la giornata nei 9 centri di accoglienza allestiti sul territorio: la conferma arriva dal consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino, che ha fatto il punto sulle operazioni di evacuazione iniziate già intorno alle 5.30 di venerdì mattina.

«Dal punto di vista della gestione delle potenziali difficoltà, l’operazione è andata bene - ha detto Gambino intorno alle 13 - le 3.300 persone circa che erano nelle loro abitazioni hanno lasciato l’area in maniera molto ordinata, e intorno alle 7.30 avevamo gran parte delle 4 macroaree evacuate. Ci sono state persone con criticità che sono state trasferite in albergo, ma abbiamo  molte meno persone di quanto preventivato nei centri di accoglienza, il che significa che il consiglio che abbiamo dato di organizzarsi per tempo è stato recepito»

Addio ponte Morandi alle 9.38: il racconto della giornata

I centri resteranno aperti tutto il giorno, con la possibilità per le persone evacuate di trascorrervi un po’ di tempo all’interno o di consumare i pasti veicolati. La maggior parte, però, ha deciso di accettare i ticket per consumare i pasti nei ristoranti convenzionati: circa un migliaio quelli già distribuiti. L’Rds Stadium resta la struttura cui la maggior parte delle persone, circa 200, ha deciso di appoggiarsi: «Questo anche perché vicino c’è il centro commerciale, il cinema, e molti passano la giornata così. Una settantina di famiglie con bambini sono invece state indirizzate verso la piscina di Lago Figoi. Non abbiamo invece utilizzato il centro civico Buranello, soprattutto alla luce dell’assenza di aria condizionata. In totale abbiamo fornito circa un migliaio di pasti, anche per le 600 persone sul campo tra volontari, forze dell’ordine e agenti della Locale che devono presidiare le aree evacuate».

Da Campi alle alture di Sampierdarena, l'addio al Morandi in meno di 6 secondi | Video

Ad “alleggerire” ulteriormente il lavoro del Comune hanno pensato poi le iniziative organizzate spontaneamente dai cittadini: il Comitato Zona Arancione ha portato numerosi cittadini a Casella con il trenino, e il sindaco del piccolo Comune si è offerto di occuparsi lui dei pasti, mentre le maestre della scuola d’infanzia Firpo di Sampierdarena hanno organizzato una gita ai Parchi di Nervi. Entrambe le iniziative sono state organizzate in accordo con il Comune.  

Due porte forzate in zona Campasso per accertarsi dell’evacuazione

L’esplosione delle pile - poi ribattezzata più appropriatamente “implosione” per le modalità con cui è avvenuta - è stata ritardata di circa mezz’ora, venerdì mattina, principalmente per imprevisti avvenuti nel corso delle operazioni di evacuazione. 

«Nella zona del Campasso abbiamo avuto due situazioni non chiare sulla presenza di persone negli appartamenti  - ha confermato Gambino - Ci hanno messo un po’ in allarme e abbiamo cercato di capire. Alla fine abbiamo forzato le due porte: in una non c’era nessuno, ma abbiamo già contattato il proprietario, che potrà andare in albergo se lo vorrà per la notte, nell’altro apparamento, mentre stavamo per forzare la porta, le due persone che erano all’interno hanno aperto la porta, dopo 20 minuti circa. Erano persone che non parlavano bene l’italiano, e che sembravano ignare di quanto stesse accadendo».

Sui rientri nei palazzi evacuati, Gambino non si è sbilanciato: «Le tempistiche sono legate alle rilevazioni delle centraline, soprattutto per quanto riguarda l’amianto. Avremo i risultati verso le 21, ma sono tempi tecnici. Siamo comunque fiduciosi che in serata i residenti possano rientrare, anche se abbiamo pronto il piano B per qualsiasi evenienza».

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