Lavori socialmente utili per i detenuti, il ministro Bonafede firma l'accordo (senza Autostrade)

Via libera dal ministero dopo l'esclusione di Aspi dai firmatari del protocollo. Tra le attività previste, manutenzione del verde e pulizia di aree a rischio idrogeologico o incendi

Pulizia dei parchi e delle aree boschive, sfalcio della vegetazione su rivi e torrenti, piccoli lavori di manutenzione nei vari quartieri: sono alcune delle attività che i detenuti delle case circondariali di Marassi e Pontedecimo potranno effettuare nell’ambito del progetto “Mi riscatto per Genova”, un accordo che coinvolge Comune di Genova, Ministero della Giustizia-Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, Tribunale di Sorveglianza di Genova e Cassa delle Ammende e che è stato firmato lunedì mattina a Palazzo Tursi alla presenza del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Detenuti per lavori socialmente utili, Autostrade esclusa dal protocollo

La firma sul protocollo arriva in ritardo rispetto a quanto inizialmente preventivato per lo stop imposto dal governo alla presenza di Autostrade per l’Italia nella lista delle società che vi collaborano. Una volta estromessa Aspi, da parte del ministero è arrivato l’ok, come confermato anche dallo stesso Bonafede, che ha chiarito che «non vogliamo demonizzare nessuno, ma si è ritenuto di affidare quelle attività agli enti locali. Autostrade non c’è più, e l’intesa può diventare operativa». Il progetto prevede un’attività di formazione dei detenuti finalizzata al reinserimento sociale, ed è già stato avviato dalle amministrazioni locali e dagli istituti penitenziari di Milano, Napoli, Roma, Torino, Pescara e Palermo. 

«Rispetto alle altre occasioni in cui ho stipulato il protocollo, qui mi sono emozionato particolarmente - ha detto il ministro - Il sindaco mi ha mostrato il meraviglioso palazzo in cui ci troviamo oggi e i simboli che danno il senso a una comunità, quella genovese, che ha ancora una volta dimostrato forza e dignità, anche dopo la tragedia che ha investito la città. È una comunità che si rialza con determinazione ed è di esempio a livello nazionale e internazionale, e come governo volevamo dare un segnale di attenzione particolare. In questo anno abbiamo dato un po’ di forze in più agli uffici giudiziari, 45 persone sono arrivate e altre 37 arriveranno nei mesi a venire nei poli amministrativi: un simbolo di riscatto, in cui si inserisce anche questo progetto».

Pulizia strade e manutenzione del verde, al via il programma di reinserimento per i detenuti | Video

Dal progetto al protocollo operativo

«La città di Genova vuole fare un passo avanti, e dimostrare che anche chi vive nella casa circondariale può dare un servizio ai cittadini e fare parte della città», ha aggiunto il sindaco Marco Bucci, spiegando che «la città deve essere in grado di accogliere queste persone in maniera gentile ed educata, quando li vedranno lavorare sono certo che li accoglieranno al meglio».

A stabilire come impiegare le risorse sarà l’Unità Organizzativa Valorizzazione del Volontariato - Area Servizi alla Comunità, e l’obiettivo è sia aiutare i detenuti a reinserirsi socialmente sia portare beneficio alle varie delegazioni, come confermato dal consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino: «Questa iniziativa ha come obiettivo primario il recupero sociale dei detenuti, ma avrà anche importanti benefici per la nostra città. Tutte le attività che potranno essere coordinate e portate avanti renderanno la nostra città più pulita e più sicura. Il primo passo sarà individuare gli interventi e renderli operativi con appositi protocolli».

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Il progetto, fondato sull’attività di “lavoro volontario e gratuito”, non comporterà alcuna spesa a carico del bilancio dell’amministrazione: Amiu e Aster hanno già predisposto alcuni piani per l’impiego delle risorse, che diventeranno operativi una volta avuto il via libera e trasformati in protocolli operativi in accordo con le direzioni dei penitenziari.

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