Morandi, il giorno dell'esercitazione: 4 minuti per lasciare il cantiere

La prova riguarda i 10 tecnici Ireos che stanno lavorando sul lato est del Polcevera, in via Porro. I residenti della zona però guardano al futuro con timore: «Cosa respireranno i nostri figli?»

Quattro minuti per interrompere i lavori e lasciare la zona rossa al suono della sirena: nei giorni in cui si preparano le operazioni di bonifica degli appartamenti di via Porro dall’amianto, i tecnici di Ireos partecipano all’esercitazione organizzata dalla struttura commissariale del sindaco Marco Bucci e finalizzata a garantire la sicurezza di chi nelle prossime settimane lavorerà sotto quanto resta del troncone est del ponte Morandi.

La prova di sgombero inizia esattamente come inizierebbe un’evacuazione vera e propria: con un sms della Protezione Civile ricevuto dai responsabili dell’azienda (ovviamente finto) che segnala il superamento delle soglie dall’allarme e la necessità di lasciare la zona di via Porro in non più di 4 minuti. Sono dunque i responsabili ad attivare il segnale acustico, una sirena azionata a mano, e a verificare che tutto il personale della ditta metta in sicurezza i mezzi e le attrezzature che sta utilizzando e raggiunga il punto di raccolta. Tempo massimo per queste ultime operazioni: appena un minuto.

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La simulazione coinvolge circa 10 persone, ed è importante perché ricalca l’esatta procedura da seguire in caso di emergenza in attesa che vengano messe in sicurezza le pile 10 e 11, quelle che sovrastano gli edifici di via Porro che verranno demoliti. Per farlo, verranno utilizzate sei torri d’acciaio che gli uomini di Omini e Fagioli hanno già iniziato a sistemare proprio in via Porro, ma in attesa di vederle reggere lo scheletro del Morandi gli operai che lavorano in zona devono essere in grado di abbandonarla nel giro di pochi minuti.

Nessun cittadino residente nelle zone limitrofe di via Porro e della zona rossa verrà coinvolto nell’esercitazione. Le sirene sono posizionate in diversi angoli del cantiere proprio per essere udite distintamente da tutti gli operai, ma i residenti non dovranno preoccuparsi né agire di conseguenza, anche se sui social nelle ultime ore era stato espresso qualche dubbio.

Esplosivi e demolizione, i timori dei residenti: «Cosa respireranno i nostri figli?»

E con l'avvicinarsi del momento della demolizione del troncone est, per cui verrà utilizzato l'esplosivo, moltissimi abitanti della zona che sorge ai confini della zona rossa si chiedono come dovranno comportarsi durante le demolizioni: lo scorso venerdì, in concomitanza con la cerimonia per la demolizione cui hanno partecipato anche il premier Conte e il ministro Toninelli,  il comitato “Oltre il ponte c’è”, su richiesta di un gruppo di mamme, ha organizzato un incontro pubblico dedicato proprio alle conseguenze che la demolizione e i cantieri avranno sulla popolazione, in particolare sui più piccoli. 

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«Cosa respirano i nostri figli?», è la domanda che rimbalza tra i residenti, che ne hanno discusso con un pediatra e un oncologo in un’assemblea al teatro Soc cui hanno partecipato anche il presidente di Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, e la consigliera Sara Gallo, che fanno parte dell’osservatorio sulla salute e sull’ambiente voluto dal sindaco-commissario Marco Bucci. A margine dell’incontro, le mamme che hanno promosso l’iniziativa hanno annunciato l’intenzione di riunirsi in un comitato e organizzare altri appuntamenti dedicati al tema della salute e dell’ambiente.

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Commenti (1)

  • respireranno quello che sempre hanno respirato e le avete insegnato a respirare. Piangete piangete che poi vi danno i soldini

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