Lezioni per stranieri alla scuola De Scalzi-Polacco, il caso esplode a Tursi

La lettera di spiegazioni inviato al Comune da un genitore, girata alla dirigenza scolastica, imbarazza le maestre e infiamma il dibattito in Sala Rossa. L'assessore Fassio: «Solo una richiesta di chiarimenti»

Il caso della scuola elementare De Scalzi-Polacco, e della lettere inviata da alcuni genitori al Comune per indagare sulla presenza di cittadini stranieri durante le lezioni (lettera che ha spinto l’assessorato alle Politiche Scolastiche a chiedere spiegazioni alla dirigenza scolastica) approda in consiglio comunale, con una protesta da parte dei consiglieri del Pd e di Lista Crivello e una sorta di “flash mob” con cartelli su cui campeggiava la scritta "La scuola è la patria dell'uguaglianza . No al razzismo".

La protesta è stata scatenata dal rifiuto, da parte del presidente del consiglio comunale, Alessio Piana, di discutere del caso durante l’odierna seduta del consiglio comunale. I fatti risalgono a qualche settimana fa, quando un genitore di un piccolo studente della De Scalzi- Polacco di via Vincenzo Ricci ha chiesto spiegazioni al Comune sulle lezioni di alfabetizzazione per adulti del Cpia Centro-Levante che alcuni insegnanti tengono da tempo per i cittadini stranieri. 

Alla base della richiesta di chiarimenti, pervenuta direttamente al Comune, la presenza dei cittadini stranieri nell’orario di lezione dei bambini. L’assessorato alle Politiche Scolastiche ha quindi chiesto alla dirigenza scolastica spiegazioni, sentendosi rispondere che i corsi di italiano sono ormai prassi consolidata da anni. E sulla questione sono intervenute anche le maestre, che in una lettera inviata ai genitori hanno chiarito che «la scuola è un luogo che è per definizione e Costituzione inclusivo; luogo in cui si insegna ai bambini a non fare distinzioni “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

La lettera ha scatenato inevitabilmente una bufera di polemiche, raccogliendo supporto e solidarietà da parte di gran parte dei genitori della scuola e spingendo l’assessore Francesca Fassio, a margine del consiglio comunale, a diffondere una nota in cui ha spiegato che «quando al mio assessorato arrivano domande da parte dei cittadini è nostro uso prendere le informazioni necessarie e rispondere. Così è successo anche quando ci è stato chiesto se corrispondeva a realtà il possibile utilizzo della primaria Descalzi-Polacco per corsi di italiano per stranieri nello stesso momento in cui i bambini erano presenti a scuola. La mia segreteria ha chiamato la scuola per ottenere delle indicazioni. Nulla di più».

«Va da sé che il problema non sia rappresentato dalla nazionalità di chi frequenta il corso di italiano - ha proseguito Fassio - La domanda del genitore riguardava semmai l’opportunità di far frequentare contestualmente la scuola sia da bambini che da adulti con uso promiscuo degli spazi comuni, tutto questo per motivi di sicurezza e igiene facilmente intuibili. A chi intendesse cavalcare il dovere di una semplice telefonata evocando apartheid, leggi razziali e altre fattispecie storiche francamente fuori luogo in questo contesto, vorrei ricordare che le nostre scuole sono frequentate da alunni di ogni etnia. Credo che la risposta a ogni polemica sia proprio questa».

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