Presunta frase omofoba in Regione, il consigliere De Paoli a processo

 «Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno» la frase incriminata che il consigliere della Lega ha sempre negato di avere detto

Il 9 luglio 2019 è stata fissata l'udienza del processo a carico del consigliere regionale della Lega Giovanni De Paoli, accusato di diffamazione aggravata per aver pronunciato la frase «Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno» a margine di una seduta della commissione regionale sulla famiglia, una frase che De Paoli ha sempre negato di avere detto.

La vicenda risale al mese di febbraio del 2016, a denunciare il consigliere erano stati l'Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) e il Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione, la cui presidente Aleksandra Matikj ha commentato: «Sono contenta che per questo caso, in seguito al nostro esposto, la Procura di Genova abbia deciso di applicare la Legge Mancino, che prevede l'aggravante per le dichiarazioni razziste anche a quelle omofobe. Il Pubblico Ministero Patrizia Petruzziello ha ritenuto di indagare De Paoli per diffamazione aggravata a causa di quella frase omofoba. Si tratta di un precedente molto importante, è la prima volta in Italia».

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