Venditore di ombrelli inseguito e arrestato a De Ferrari: scoppia il caso

L'uomo, venditore abusivo, stava vendendo la sua merce in centro quando è stato avvicinato e poi inseguito da una decina agenti della Locale, che lo hanno ammanettato. E in tanti protestano contro il massiccio dispiegamento di forze andato in scena

Inseguito da una decina di agenti della polizia Locale, bloccato e infine arrestato, mentre la merce che stava vendendo (abusivamente), ombrelli in una giornata di pioggia, è stata sequestrata. 

È successo lunedì mattina in piazza De Ferrari, sotto i portici davanti all'Accademia Ligustica, e la foto dell'inseguimento e del fermo del venditore (diffusa da Liguria Oggi), con i passanti interdetti invitati a restare a distanza, ha fatto il giro dei social. Scatenendo non poche protesta da parte di chi ha ritenuto un tale, massiccio dispiegamento di forze - dieci uomini della Locale e tre auto di servizio - eccessivo per la situazione. 

«Una passante che chiedeva spiegazioni è stata prontamente identificata dalla polizia municipale. Non si può intralciare la tolleranza zero. Non c'è spazio per i buonisti. È una questione di legalità», scrive ironico il consigliere comunale del Pd Alessandro Terrile, così come ironico è stato Lorenzo Tosa, ex portavoce del Movimento 5 Stelle, oggi "battitore libero" in campo politico dopo avere preso le distanze del gruppo in seguito all'alleanza con la Lega: «Al momento del fermo, aveva con sé una decina di ombrelli, e chissà quanti altri ne sono stati venduti in questa mattinata di nubifragio, prima del provvidenziale intervento degli agenti. Genova tira un sospiro di sollievo, ma Dio solo sa quanti altri venditori abusivi di ombrelli e fazzoletti in questo momento sono liberi di vendere indisturbati per la città».

E ancora, Elisa Serafini, ex assessora al Marketing e alla Cultura del Comune, che ha affrontato la questione da un punto di vista tecnico, chiamando in causa il nuovo regolamento su commercio e nuove aperture: «Per il nuovo regolamento "è interdetta l'apertura di esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso del settore merceologico non alimentare che offrono una gamma indistinta e generalizzata di prodotti vari senza alcuna specializzazione" - scrive Serafini - Questo significa che potremo trovare ombrelli in vendita solo in un negozio che vende esclusivamente ombrelli.  Un tipo di business del genere non potrebbe mai stare in piedi, quindi oggi cosa accade? Nessuno vende gli ombrelli. Si presenta un venditore abusivo, vende gli ombrelli ai turisti (che non possono trovarli da nessuna parte) e viene inseguito e arrestato da 10 agenti di polizia che invitano i passanti (che protestano) ad allontanarsi». 

Ironia venata di amarezza, invece, quella che impregna i toni usati da Walter Massa, coordinatore di Arci Liguria e responsabile dell’accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati per Arci nazionale: «Una violenza quotidiana inaudita - scrive su Facenook - Da domani questa città potrà svegliarsi più tranquilla senza questo losco individuo che vendeva ombrelli. Più tranquilla e sicura, anche se forse un po' più umida».

Da parte della Locale, nessuna replica ufficiale a quanto accaduto, mentre l'assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino, ha diffuso una nota: «L’uomo è stato intercettato da una pattuglia del primo Distretto di Polizia Locale composta da due agenti sotto i Portici dell’Accademia. Lo straniero ha detto di non avere con sé i documenti e poco dopo ha strattonato uno degli agenti per darsi alla fuga. I due lo hanno inseguito e hanno chiesto ausilio via radio. Sono accorsi, come di prassi, tutti i colleghi disponibili in zona. Il numero degli uomini del corpo presenti non è stato predeterminato. La persona, regolarmente presente sul territorio nazionale, è stata fermata in via Vernazza ed è stata denunciata per resistenza. L’intervento sui fuggitivi che hanno risposto con la resistenza alla richiesta di documenti dandosi alla fuga è, peraltro, considerato un intervento rischioso in quanto non si conosce il motivo della fuga né si sa se chi scappa sia armato o no. Per l’amministrazione comunale è prioritaria l’incolumità degli agenti oltre che dei fermati».

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