Da Roberto a Samuele, da Camilla a Luigi: chi sono le vittime del crollo del Ponte Morandi

Intere famiglie sterminate dal cedimento, giovani coppie, amici diretti verso le vacanze: una tragedia di proporzioni colossali, soprattutto dal punto di vista umano

Sorrisi gioiosi, abbracci, selfie spiritosi, immagini della imminente meta delle vacanze: sono gli ultimi segni lasciati, almeno online, dalle vittime del crollo di Ponte Morandi, una tragedia di proporzioni colossali che ha causato almeno 39 morti.

Un numero destinato a salire via via che si procede con gli scavi e che la lista dei dispersi si accorcia, infrangendo le speranze di amici e parenti che ancora attendono il miracolo, quella telefonata che possa avvisarli che sì, il loro caro è stato trovato. Ferito, magari gravemente. Ma vivo.

Non è stato così, purtroppo, per Roberto Robbiano, 44 anni, Ersilia Piccinino, 41, e il piccolo Samuele, mamma, papà e figlioletto di 8 anni, lui originario di Voltri, lei della Calabria, entrambi residenti a Voltri ormai da tempo. Erano diretti verso la Sardegna per le vacanze di Ferragosto: sono stati tra i primi a essere ritrovati tra le macerie, per loro non c’era ormai più nulla da fare. 

Nel crollo hanno perso la vita anche due dipendenti Amiu che stavano lavorando nell’Isola Ecologica su cui si è abbattuto uno dei due tronconi in cui si è spezzato il ponte: si tratta di Mirko Vicini, 31 anni e Bruno Casagrande, 57 anni. Vicini e Casagrande avevano da poco trovato impiego nella partecipata del Comune, con un contratto trimestrale che speravano diventasse definitivo. A perdere la vita anche Sandro Campora, 53 anni, dipendente di Aster, altra partecipata del Comune.

Anche Elisa Bozzo, 34 anni, di Busalla, era sul ponte al momento del crollo: al volante della sua auto, è stata risucchiata nel vuoto quando la struttura ha improvvisamente ceduto. Come lei anche Andrea Cerulli, portuale della Culmv, non è riuscito a salvarsi: si era messo in auto per raggiungere il Vte, e iniziare il turno di lavoro al vigilia di Ferragosto. I colleghi avevano dato l'allarme subito dopo il crollo, chiedendo a chiunque, anche via Facebook, di dare notizie sull'amico: un tam tam che si è presto concluso nel peggiore dei modi.

Morto invece in ospedale per le gravissime ferite Marian Roşca, 36enne della Romania, di Curtişoara, che era alla guida del suo camion quando il ponte è collassato: da anni viveva in Francia, riportano fonti locali romene, aveva lasciato il suo paese per cercare una vita migliore. Inizialmente era stato inserito nella lista delle persone morte nel crollo, poi era stato rintracciato in ospedale. Le ferite, però erano troppo gravi, e il suo cuore ha smesso di battere nel reparto di Terapia Intensiva del San Martino. Il giorno del crollo aveva perso la vita il collega che viaggiava con lui, Anatoli Malai, 44 anni.

Juan Carlos Pastenes, 64 anni, faceva il cuoco, e viaggiava su Ponte Morandi insieme con la moglie Nora Rivera Castillo. Con loro un caro amico, Juan Figueroa, tutti di origini cilene: nessuno è sopravvissuto.

Alberto Fanfani, fiorentino, aveva 32 anni: era un medico anestesista all’ospedale Cisanello di Pisa, e anche lui era sul viadotto dell’A10 al momento del crollo. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha già espresso cordoglio e solidarietà alla famiglia da parte di tutta la città. Fanfani frequentava con profitto il quinto anno della Scuola Ospedaliera Universitaria Pisana, prestando servizio nelle varie Unità operative di Medicina dell'ospedale. Proprio sul lavoro aveva conosciuto la fidanzata Marta Danisi, 29 anni, siciliana, infermiera ad Alessandria, morta con lui nel crollo: il sorriso luminoso e la cascata di riccioli spiccano in una delle ultime foto scattate con il suo Alberto.

Marius Djerri, 22 anni, originario di Shijaku, in Albania, ma da anni residente a Cornigliano, stava andando al lavoro con il suo collega, Admir "Edi" Bokrina, quando il ponte è crollato: i loro corpi senza vita sono stati estratti dalle macerie davanti agli sguardi scioccati dei genitori e delle mogli.  

Luigi Matti Altadonna, 35 anni, era originario di Borghetto, ma da anni viveva a Genova. Sposato, papà di 4 bambini, stava andando a lavorare anche la vigilia di Ferragosto. Nel suo paese d’origine lo piangono in tanti, in primis il papà: «Io il Ferragosto lo trascorro con Luigi. Manda un bacio a tutti quelli che gli hanno voluto bene e lo stimavano per quello che era».

In mattinata è arrivata anche la conferma della morte di un'intera famiglia originaria di Pinerolo, in Piemonte: si tratta di Andrea Vittone, 50 anni, originario di Venaria, della compagnia Claudia Possetti, 48 anni, e dei figli della donna, Manuele e Camilla, di 16 e 13 anni. Le speranza per loro sono rimaste alte sino all'ultimo, ma una volta estratti dalle lamiere della loro auto e dalle macerie i soccorritori hanno avuto conferma dei loro peggiori timori.

Speranze infrante anche per quattro ragazzi di Torre del Greco: Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, tutti ventenni e in viaggio per una vacanza in Spagna. Nell’elenco delle vittime figurano anche la toscana Stella Boccia, 23 anni, residente a Viciomaggio, e il fidanzato, Carlos Jesus Eraso Trujillo, 24 anni, residente in provincia di Arezzo: stavano tornando da una vacanza.

E ancora, i francesi Nathan Gusman, 20 anni, la fidanzata Melissa Artus, 22, e gli amici Nemati Alizè Plaze, 20 anni, e Douz Pouza, 22 anni; Francesco Bello, 41 anni, genovese, trovato nella sua Audi nel greto del Polcevera; l'autotrasportatore di Casalnuovo Gennaro Sarnataro, 43 anni, e il collega di Grotte (Agrigento), Vincenzo Licata, 58 anni; e poi Giorgio Donaggio, l’imprenditore di Toirano; 

Ancora, Alessandro Robotti, 50 anni, e la moglie Giovanna Bottaro, 43 anni, coppia di Serravalle Scrivia che il 14 agosto stava rientrando da una vacanza a Varigotti. Henry Diaz, 30 anni, abitava invece a Uscio: in auto viaggiava con Angela Zerilli, 58 anni, di Corsico Milanese, per accompagnarla proprio nella cittadina ligure. Entrambi sono morti schiacciati dalle macerie. Chiudono la conta delle vittime Cristian Cecala, la moglie Dawna Munroe e la piccola Crystal, appena 9 anni: originari del novarese, stavano andando a Livorno per imbarcarsi su un traghetto per l'Elba.

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