Crollo Ponte Morandi, Toninelli: «Revoca concessioni ad Autostrade». La società si difende

Il ministro delle Infrastrutture e il punta il dito contro la gestione dell'azienda e chiede le dimissioni dei vertici

Una delle immagini simbolo della tragedia

«I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto»: così il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha commentato il disastro provocato dal crollo di Ponte Morandi, il viadotto dell’A10 collassato martedì 14 agosto provocando al morte di almeno 37 persone.

Toninelli già poche ore dopo la tragedia era intervenuto sulla tragedia, assicurando che «chi sarà identificato come responsabile pagherà sino in fondo». E oggi, giorni in cui è arrivato a Genova insieme con il collega Luigi Di Maio, per un sopralluogo, torna all’attacco: «Visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro». 

«Oggi sarò tra le macerie macchiate di sangue e provo rabbia perché in un Paese civile non si può morire per un ponte che crolla. Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. Se non sono capaci di gestire le nostre autostrade - ha sottolineato Toninelli - lo farà lo Stato».

La difesa di Autostrade: «Controlli trimestrali sul ponte»

Anche Luigi Di Maio, che in mattinata ha partecipato anche al tavolo in Prefettura, ha puntato il dito contro Società Autostrade per la mancata manutenzione, annunciando un giro di vite sui controlli di tutte le infrastrutture. Autostrade, dal canto suo, si è difesa spiegando che «l’infrastruttura era monitorata dalle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Genova con cadenza trimestrale secondo le prescrizioni di legge e con verifiche aggiuntive realizzate mediante apparecchiature altamente specialistiche. Inoltre le strutture tecniche preposte si sono avvalse, per valutare lo stato di manutenzione del viadotto e l’efficacia dei sistemi di controllo adottati, di società ed istituti leader al mondo in testing ed ispezioni sulla base delle migliori best practices internazionali».

«Gli esiti delle attività di monitoraggio e delle attività di verifica svolte dagli autorevoli soggetti esterni hanno sempre fornito alle strutture tecniche della società adeguate rassicurazioni sullo stato dell’infrastruttura - prosegue la società in una nota - Questi stessi esiti sono stati utilizzati come base per la progettazione degli interventi di manutenzione sul viadotto approvati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo le norme di legge e le previsioni della Convenzione. Le strutture tecniche di Autostrade per l’Italia stanno fornendo alle istituzioni competenti tutto il supporto necessario per l’accertamento delle cause del tragico evento e per il ripristino dell’autostrada nei tempi più rapidi possibili».

Toninelli: «La ricostruzione partirà subito»

Dal punto di vista della ricostruzione e dei supporti, il ministro Toninelli ha invece assicurato che verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la 'Strada a mare’: «Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni - ha detto Toninelli - verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali».

Il ministro delle Infrastrutture del governo giallo-verde non si è poi risparmiato una stoccata agli avversari politici: «A chi sta speculando su questa tragedia voglio dire: è impensabile, oltre che ignobile, collegare il crollo del ponte Morandi alla messa in discussione della realizzazione della Gronda di Genova, su cui è in corso un’analisi costi-benefici. Si tratta di un’opera che non costituisce una soluzione sostitutiva rispetto al viadotto sull’A10. E che comunque sarebbe pronta nel 2029. Ora basta sciacallaggio, noi vogliamo le grandi opere utili. E pensiamo soprattutto a rendere sicura questa nostra malridotta Italia».

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Commenti (8)

  • Esimio Toninelli, le ricordo ora che punta il dito alle autostrade, che lei stesso, il M5S , Beppe Grillo, che voi stessi avete inventato la favoletta affermando che il viadotto Morandi non sarebbe mai caduto per fermare chi invece voleva realizzare una struttura alternativa al viadotto vetusto ed obsoleto. Non è solo colpa della società Autostrade e dellEuropa, anche perche l'Europa aveva già stanziato un bel pacchetto di denaro per iniziare a fare la Gronda ma voi avete congelato tale denaro! e bloccato gli inizi del lavoro. Quindi ora mettetevi una mano sul cuore invece di passare la palla ad altre persone!

  • Per beppe Grillo , per i m5stelle per Dimaio, per i centri sociali questo ponte era piu che sufficiente per la viabilità genovese.?..Un ponte creato per sorreggere il peso di un traffco veicolare degli anni 70/80, non certo per il 2020, con migliaia di tir al giorno! Andate a chiedere scusa aille famiglie che hanno perso i loro cari, andate a vedere le tombe dei bimibi morti! E poi la GRONDA portava secondo voi la morte????

  • Sia Chiaro! il ponte non è crollato per scarsa manutenzione, ma per eccessivo carico prodotto da un grande ed insostenibile traffico di auto e TIR. Ha collassato per stanchezza per troppe sollecitazioni subite per troppi anni! Era stato progettato per un traffico degli anni 70/80 e non per quello attuale con migliaia di TIR OGNI GIORNO FERMI IN CODA SU QUESTO PONTE. Ma Grillo e i centri sociali tanto per dire NO A TUTTO continuavano a dire che non era necessario!

    • Avatar anonimo di Ugo Avalle
      Ugo Avalle

      Massimo rispetto e solidarietà per tutte le persone che non ci sono più e per gli sfollati. Ma i due quaquaraquà e il compagno di merende,che caspita sanno di tutta la questione! Loro ragionano " a spanne" senza il minimo di raziocinio! Siamo proprio in buone mani!  

  • Ok, devono dimettersi (anzi, vanno esautorati!), ma devono anche restituire (o subire pignoramenti) i tanti, troppi, soldi che si sono presi negli anni, appunto dopo aver incassato miliardi dai costosissimi pedaggi e speso milioni (sicuramente pochi) in manutenzione. In parole povere, vanno processati e puniti in maniera esemplare, poiché primi responsabili del disastro, sperando che non vada a finire come in altre, più o meno recenti, situazioni analoghe italiane, dove, in assenza di responsabili, i colpevoli, alla fine, sono le povere vittime.

    • Ps. Vedi il personaggio che è stato in grado di affondare una nave da crociera in una piscina.

    • Marco spero che vada come dici tu, ma sono certo che al massimo a questi signori sarà concesso di godersi i propri miliardi rubati ai domiciliari, se proprio gli faranno qualcosa...

  • Toninelli, la concessione alle autostrade le avete date voi. Voi stato. Quindi, mi aspetto di leggere al più presto le sue dimissioni assieme a quelle dei vertici delle autostrade. Perché è colpevole anche lei, ancora più di altri, visto l'osteggiamento, demagogicamente immotivato, contro la gronda.

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