Focaccia, vestiti, persino case: il cuore grande di Genova nel dramma del crollo

Tantissime le manifestazioni di solidarietà, non solo agli sfollati, ma anche ai soccorritori che lavorano 24 ore su 24 tra le macerie

C’è chi porta la focaccia, chi succhi di frutta e bibite, chi acqua e dolci: un popolo burbero, i genovesi, che nel momento del bisogno non si tira mai indietro. 

E così, in questi giorni di caos, dolore e sgomento, in cui centinaia di soccorritori lavorano 24 ore su 24 per cercare chi ancora risulta disperso, si danno da fare per demolire i giganteschi blocchi di cemento e si occupano degli sfollati, la solidarietà dei genovesi brilla tra le macerie: nelle scorse ore ha fatto il giro dei social il toccante post di Roberto Schenone, operatore del 118,  che ha raccontato come nella notte un ristoratore si sia presentato sul sito del crollo, dove è stato allestito il campo di emergenza, per consegnare delle teglie di focaccia.

Crollo ponte Morandi, la solidarietà dei genovesi: come aiutare

«Quando alle 3.30 del mattino ti accorgi che a rompere l'incessante rumore delle ruspe è una voce: “Ragazzi vi fa piacere un po' di focaccia?”, ti giri ed è un ristoratore di Albaro, con la sua famiglia, che si presenta con 8 teglie. A quel punto resti senza fiato, e ti viene da piangere. Grazie! Questa è Genova».

Il post ha totalizzato in poche ore migliaia tra commenti e condivisioni, ma le manifestazioni di solidarietà si moltiplicano ora dopo ora, non soltanto sul luogo del disastro, per portare conforto ai soccorritori e alle forze dell’ordine impegnati nelle operazioni di scavo e sicurezza, ma anche al centro civico Buranello, dove il Comune (che ha aperto due conti correnti per le donazioni) ha trasferito un temporaneo centro di accoglienza e smistamento degli sfollati.

«Sono arrivate qui moltissime persone che offrivano cibo, vestiti, genere di prima necessità - conferma uno dei volontari - C’è chi mette a disposizioni stanze per ospitare le persone, chi intere case. Al momento però la situazione è sotto controllo».

E la solidarietà passa anche i confini regionali: tantissime le offerte di ospitalità e generi di prima necessità da ogni parte d’Italia, e chi non riesce a procurare beni materiali trasmette affetto e supporto con illustrazioni, poesie, vignette, oppure organizzando manifestazioni, come quella di domenica a De Ferrari, ribattezzata “Ponte16100”, che ha già raccolto centinaia di adesioni o la mini fiaccolata prevista per venerdì sera alle 20 in piazza Petrella, a Cornigliano.

«Genova, non sei sola - è il messaggio che filtra in queste ore drammatiche - Su quel ponte c’eravamo davvero tutti»

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